PROGRAMMA FESTA DELLA TRANSUMANZA DEL GARGANO – 24 aprile 2016

La Festa della Transumanza del Gargano che si svolgerà il prossimo 24 aprile 2016 a Carpino è l’occasione per rivivere la storia e le attività tradizionali del mondo rurale, favorendo la ricerca di un rapporto antico tra uomini, animali e ambiente. LE ISCRIZIONI STANNO PER CHIUDERE, AFFRETTATI! Il CARPINO FOLK FESTIVAL nasce nel 1996 con l’intento di valorizzare la tradizione musicale agropastorale di Carpino e del Gargano. Nel solco di questa tradizione si inserisce l’organizzazione della TRANSUMANZA DEL GARGANO presso la MASSERIA FACENNA. Lo scopo è quello di evocare le tradizioni e i fattori culturali del recente passato e di promuovere e valorizzare uno sviluppo territoriale centrato sulle caratteristiche endogene ambientali, culturali, paesaggistiche e artigianali tipiche del Gargano. Natura, Movimento, Enogastronomia, Eventi per suscitare lo stupore e la voglia di partire verso il Gargano come esploratori al centro di un’esperienza inusuale rispetto all’immagine tradizionale della Puglia. Foto Domenico Antonacci Trasformare la visita del Gargano da un semplice momento di svago in un’esperienza da vivere unica, autentica e non massificata, in cui la transumanza è il pretesto per conoscere non solo luoghi nascosti e fuori dai circuiti tradizionali, ma anche per apprendere la cultura e le tradizioni delle comunità del Parco Nazionale del Gargano, godere della salubrità dell’aria e scoprire l’incredibile tasso di biodiversità del più grande polmone verde della Puglia che altro non è che una sorta di ecomuseo diffuso e vivente da vivere tutto l’anno. La MASSERIA FACENNA per riprendere ad avviare le maglie di un discorso interrotto bruscamente dall’alluvione del settembre 2014 e tessere la RETE DELLE ANTICHE MASSERIE GARGANICHE come tappe di percorsi di fruizione del territorio. Foto Domenico Antonacci La festa della TRANSUMANZA DEL GARGANO, ideata da Luciano Castelluccia, è, quindi, parte di un più ampio programma dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival per contribuire allo sviluppo

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“Il Gargano sotto i riflettori”, un libro sulla storia del cinema sul promontorio

Da qualche anno a questa parte non ho molto tempo per leggere libri su carta stampata per cui ne approfitto in poche situazioni particolari come i viaggi oppure le giornate a mare; sono un “divoratore” per cui mi basta al massimo qualche giorno, colpa dell’università (dove impari anzi devi leggere svariati libri in una settimana).  Alle spalle ho tanti libri letti, per la maggior parte in digitale ma ultimamente, vuoi per regali, vuoi per quel particolare impulso da “devo averlo appena esce”, sto accumulando varie decine di libri che non so se riuscirò mai a leggere prima della pensione (seeee..la pensione!); senza considerare che per ogni libro letto ne scaturiscono mille approfondimenti che puntualmente finiscono in altri 3-4 libri. Tutta questa inutile introduzione per arrivare all’ultimo libro letto a tema Gargano, “Gargano sotto i riflettori”, di Anna Maria Renzetti, professoressa di Vico del Gargano che, credo per prima, ha scritto una cronistoria della storia del cinema sul nostro promontorio; ecco, se dovessi scegliere un sottotitolo sarei per “Piccola guida alla cinematografia sul Gargano”.  Si comincia con i primi cine-documentari, quelli dell’Istituto Luce per intenderci, per arrivare agli squallidi (preferisco essere sincero) film di Bolliwood. Sicuramente posso consigliare l’esperienza di lettura con uno smartphone; i continui riferimenti a siti web dove è possibile visionare i filmati citati danno alla lettura quasi uno spirito di ricerca e scoperta continua (sarà la deformazione professionale da professoressa, ovviamente in senso positivo). I continui riferimenti alle località geografiche del film fanno sì che il lettore garganico si senta più vicino ai fatti che si raccontano rendendo la lettura più “concreta” senza parlare della totale immersione che arriva sicuramente quando il film è girato nel proprio paese natio. Stando alle mie conoscenze (anni fa scrissi un post cronologico sulle produzioni cinematografiche nate sul Gargano, certamente da

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Wonder Woman sceglie il Gargano come scenario per l’immagine ufficiale

Da Entertainment Weekly arriva un’immagine di Wonder Woman, il film diretto da Patty Jenkins attualmente in fase di riprese e in uscita nel 2017. Nello scatto, oltre a Gal Gadot nei panni di Wonder Woman, vediamo anche Connie Nielsen (Ippolita), Robin Wright (Antiope) e Lisa Loven Kongsli (Melanippa). Ciò che ci interessa di più però è lo sfondo, riconoscete qualcosa? Si notano chiaramente il Pizzomunno e i faraglioni della baia delle Zagare, chiaramente qui “fantasticamente” affiancati. Purtroppo la location “Gargano” non è citata come set seppur qui ci sia una foto di Vieste ma con riferimento alla sola Basilicata. Guerra interna tra le film commission regionali? Ringrazio Michele Falco e Garden Hotel Ripa per la segnalazione su facebook.

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FOTOGALLERY – L’abbandono totale del Parco Archeologico di Devia, a San Nicandro Garganico

di Domenico S. Antonacci (foto Nazario Cruciano) Mentre l’archeologia manfredoniana vede nuova luce non se la passano certo bene  i pochi siti archeologici valorizzati (sulla carta) del Gargano più interno. Risalgono ormai a molti anni fa i lavori per il Parco Archeologico di Devia, istituito con l’intenzione di valorizzare i resti (quei pochi portati alla luce) della città di Devia, antico nucleo fondato dagli slavi a pochi chilometri da Torre Mileto che oggi custodisce il gioiello romanico di Santa Maria. Gli unici a fruire di tutto sono i vandali che, essendo una sottocategoria dei criminali, sul Gargano hanno gioco facile (a tutti i livelli).  Ah, dovrebbe esserci un guardiano (o c’era) ma non si è mai capito bene quale funzione esercitasse effettivamente; da racconti raccolti pare non fosse un guardiano nel vero senso della parola ma un diffuso esemplare di “guardiano garganico”. A chi davvero è interessato a visitare la chiesa (almeno esternamente) e si scoraggia trovando il cancello chiuso, sulla sinistra trovate un’apertura. A subire le devastazioni sono le staccionate e le altre strutture per l’accoglienza dei visitatori Reperti archeologici openair Chiesa romanica di Santa Maria di Monte Devio/D’Elio Almeno qualcuno ne trae giovamento….abbattendo ulivi secolari.

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Torna a splendere la basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto con l’opera di Edoardo Tresoldi

di Domenico S. Antonacci – 11/03/2016 Devo dire che sono rimasto positivamente stupito dalla leggerezza della struttura; un modo diverso di interpretare un sito archeologico che regala al visitatore un’esperienza diversa ma che, tutto sommato, rispetta il “bene”.  Una scelta sicuramente coraggiosa. Adesso Manfredonia potrebbe davvero avere slancio nuovo verso un turismo culturale (non a chiacchiere); castello con museo nazionale (a breve), ipogei Capparelli, le due chiese di Siponto..tutti questi “soldi” ora facciamoli fruttare, non lasciamo tutto all’abbandono (come al solito, fatemelo dire).

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