L’esplorazione della Grava di Zazzano…55 anni dopo

Foto tratta da ARGOD.IT – ALTRE NOTIZIE QUI Oggi sono 55 anni dalla prima discesa fino al fondo della Grava di Zazzano, una delle più maestose cavità carsiche del Gargano, e ho pensato di postare queste testimonianze che mi sono state inviate qualche tempo fa. Vorrei ringraziare la persona che mi ha fatto questo “dono” ma non riesco a ricordare chi è…lo so, è grave! da GARGANO PARCO Giugno – Luglio 2000  Misteri svelati, La Grava di Zazzano L’alba della speleologia verticale nel Gargano Per la realizzazione dell’impresa furono coinvolti il Cimiliter di Napoli nonchè i i Comandi dei VVFF di Napoli, Salerno e Foggia che fornirono scale pesanti, corde e telfoni da campo. Nel corso di quel primo tentativo furono raggiunti i 77 metri di profondità senza tuttavia toccare il fondo del pozzo. Scriveva in seguito il Parenzan: “Il gran mistero di S. Marco in Lamis era la Grava di Zazzano, la solita onenda voragine…senza fondo, che alimentava una serie di leggende e storielle, di donne gettatevi per punizione, di trafedie dell’odio e vendette politiche, di cadute accidentali. L’immensa grava da secoli inghiottiva tutto, ed eraa guardata con rispetto dai nativi”. Le operazioni proseguirono alacramente nei giorni succesivi e,

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GargaKnow. Punto.

…nel Gargano, per esempio, dove di poesia non c’è quasi nulla, almeno a desumere dall’opuscoletto del Tancredi: c’è la rusticità assoluta di gente ai margini anche delle basse correnti di cultura, ma che pure, senza quelle correnti di cultura, non avrebbe canto e poesia; recentissime, certo dovute al servizio militare nel regno d’Italia, devono esser lì le importazioni di Angiolina, bell’Angiolina e di Mamma, mamma dammi cento lire. La poesia del luogo, goffa e puerile, senza immagini, pedestre nelle contaminazioni, e tuttavia commovente in qualche sua umilissima allegria, è tutta legata alla convenzione dell’approccio amoroso. Pier Paolo Pasolini  Bisogna conoscere per saper apprezzare…Pasolini si fidò, sbagliando, di Tancredi…….

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Purtroppo non si parla più in dialetto..di antico non sai nulla, manco un detto.

Un’amara considerazione Purtroppo non si parla più in dialettoDi antico non sai nulla… manco un detto.E ti vergogni pur dell’inflessioneScordandoti che acquànne eri uagnòne…Oppure peccenùnne… e jìre cùrte…Senza volè scappava… u chidèmmurte…Parlavi sempre come tu mangiaviEri barese… e non ti vergognavi…Tu or parli forbito… eppure in modo stranoE godi se ti dicon… uagliò tu sei toscano?Adà respònne nòne!… lo giuro sò barèseE’ questa la mia lingua… non sono giargianèse.Mo jè cavà seccède!… mo jè chiagastemà…Le muèrt del duemila… e la modernità.E i nomi di battesimo?… a me mi fan paura!Asia, Chanel, o Giorgia… Samanta oppure Scura…Nemmeno ce tu pàghe… iàcchie na… NicolettaNe Chiara , mànghe Rosa… nemmeno Felicetta.Dò sà cangiàte u mùnne… non si capisce nienteNon riesci a dialogare… con la tua stessa gente.La gende parle inglese… e accùme a le crètine…Se scrivono lo fanno… a tipo messaggino.Se scrivi t.v.b… vuol dir ti voglio bene…Tu parli in italiano… ma mò da dò te vène?Si comprano i vestiti… ma come gran signoriSolo capi firmati… da dentro e anche da fuori.Son demoralizzato… nel cuore ci ho una fittaPerò mi debbo stare… boccaccia mia stai zitta!Volete l’italiano… or ci proviamo un pocoUn pò per dimostrare che io sò stare al gioco.Naturalmente… ma senza

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L’abbigliamento garganico ai tempi della civiltà contadina

di Leonarda Crisetti L’abbigliamento consegnatoci dalla tradizione è molto importante perché dà modo di conoscere la storia umana, più precisamente la stratificazione sociale, la posizione di chi indossava gli abiti, i tempi  e le stagioni, le differenze di genere, le regole morigerate del tempo, il peso della gente che criticava i comportamento disdicevole di chi avesse osato andare in giro “scoprendosi” più di quanto fosse consentito dalla consuetudine. L’abbigliamento offre, inoltre, l’opportunità di cogliere le trasformazioni, un tempo lentissime – come sanno i nostri nonni e bisnonni costretti ad indossare lo stesso abito e il medesimo paio di scarpe pressoché tutta la vita. Consente insomma di capire che anche in passato c’era una “moda”, che non era passeggera come quella di oggi e di individuare alcune costanti nell’abbigliamento delle comunità garganiche originate probabilmente dal fenomeno della transumanza. Le vie erbose, infatti, sin dai tempi più remoti hanno consentito agli uomini di incontrarsi e alle culture di contaminarsi. La forte religiosità e la frequenza dei pellegrinaggi, inoltre, costituirono occasioni utili per mettere in comune le esperienze e per confrontarsi. Per tali motivi i costumi dei paesi garganici e in genere del Mezzogiorno in qualche modo si assomigliano, ad esempio, nella lunghezza,

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VIDEO – La voce dell’acqua, le sorgenti di Vico del Gargano

Il Gargano, terra asciutta, dove l’acqua, quando arriva dal cielo, fugge via sottoterra o velocemente verso il mare. C’è, però, un “triangolo” dove numerose sorgenti alimentano piccoli fiumiciattoli che corrono verso il mare attraversando rigogliosi agrumeti…quasi sembra di non esser sul Gargano guardando il video…provare per credere! La voce dell’acqua è un documentario sulle sorgenti di Vico del Gargano.   Il territorio di Vico del Gargano si caratterizza con una diversità paesaggistico ambientale unica. La lussureggiante vegetazione, le copiose sorgenti, le fertili colline, e il lavoro faticoso dei contadini, accompagnati dai fedeli asinelli, hanno consentito alla comunità vichese di costruire la propria millenaria esistenza. Mario Afferrante

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Siamo soli nell’universo? Dio esiste? Quanto è grande lo spazio? Le risposte su amaraterra.com

Siamo soli nell’universo? Dio esiste? Quanto è grande lo spazio? E’ possibile viaggiare nel tempo? Colonizzeremo mai lo spazio? Con cosa sarà possibile sostituire il petrolio e quando? Quando finirà il mondo? Le risposte su http://amaraterra.blogspot.it/ Quel simpaticone di Ludovico Centola, lo stesso che si occupa della candidatura degli Eremi di Stignano come Luogo del Cuore FAI (ecco spiegato tutto) si è divertito a fare questo fotomontaggio. Non gli bastava l’avermi inviato una scansione di un documento del 1780 che parla di palle rosse comparse nei cieli del Gargano… Ok, non ve ne frega niente. In realtà era solo una scusa per ridirvi di : VOTARE GLI EREMI DELLA VALLE DI STIGNANO VOTA VOTA VOTA VOTA VOTA VOTA VOTA VOTA VOTA VOTA VOTA

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#Garganoecotour, il primo blog tour della Puglia: impressioni, ringraziamenti e report statistico

IL VIDEO DI PUGLIA EVENTS Il blog tour organizzato dal Pizzicato Eco B&B è finito da qualche giorno e ancora non ve ne abbiamo parlato ma se avete seguito l’hashtag #garganoecotour su twitter e la nostra fanpage facebook saprete sicuramente tutto. Per chi invece volesse avere un riepilogo di tutti i tweet e foto c’è questa pagina creata da Eugenio Agnello su Storify, una sorta di diario digitale CLICCA QUI Foto di “Marzia di Puglia Events” Adesso qualche nostra impressione sulla giornata del 15 settembre vissuta tutta intorno al bellissimo Lago di Varano. Sorvolo il racconto delle varie tappe….per quello c’è Storify…per arrivare dritto all’essenza dell’esperienza, un’esperienza sicuramente importante, che farà da apripista nel territorio, simbolo di una volontà di rinnovamento e di una espressione di competenze da parte di giovani come Giuseppe Romondia del Pizzicato Eco B&B; guarda avanti, al di fuori dell’orticello, coglie le tendenze del settore e le applica sul proprio territorio sfruttandone le unicità che rendono speciale la terra del Gargano. Grazie Pino! E poi….i bloggers (dicono che la s del plurale inglese nella lingua italiana non si usa..bò). Ragazzi (e ragazze…erano in maggioranza!) con cui confrontarsi, con cui condividere problematiche, prospettive, sogni, pareri…e sempre con

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Celestino Galiani, l’illustre “illuminato” di San Giovanni Rotondo

di Domenico Sergio Antonacci Il Gargano diede i natali a molti personaggi portatori delle istanze illuministe del ‘700. Tra questi Giannone, Manicone e decine di “eccitati” che diedero vita alle “accademie” di Vico del Gargano, Foggia e Lucera (dedicherò un post a questo argomento). Oggi vi farò conoscere Celestino Galiani, un personaggio particolare che ricoprì diversi importanti incarichi e che diede avvio ad una delle riforme universitarie più apprezzate dell’epoca, un rappresentante del cosiddetto “cattolicesimo illuminato”. Biografia liberamente tratta da Reciproca.it Treccani.it Celestino Galiani nacque il 27 ottobre 1681 a San Giovanni Rotondo (paese natio della madre) e gli fu dato il nome di Nicola, Simone ed Agostino. Il padre Domenico, foggiano, apparteneva ad una ricca famiglia, originaria di Montoro (Avellino) che si era trasferita a Foggia verso la fine del ‘500 per svolgere un ben avviato commercio di pelli e di lana e che costruì il palazzo di piazza XX settembre (detto anche Palazzo Filiasi). Nicola Galiani ricevette a Foggia i primi rudimenti di latino e di italiano da alcuni monaci della regola Benedettina, i Celestini, che avevano un loro Convento ed una Chiesa, entrambi dedicati a S. Caterina di Alessandria. Chiesa, che, in seguito, fu dedicata a San

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