Foto di guerra per raccontare S.Severo: le immagini di Harold Edgerton

La sua macchina fotografica ha immortalato momenti della vita e della cultura popolare di quel tempo. I suoi click permettono oggi di descrivere usi, costumi, e consuetudini della gente di San Severo negli anni 1943-44, quando le truppe alleate “occuparono” la città risalendo l’Italia dal Sud e poi costrette a fermarsi per la dura difesa nazifascista lungo la linea Gotica. In quelle immagini sbiadite dal tempo, si evincono tradizioni popolari, religiose, luoghi, palazzi e strade che la nuova urbanistica cittadina ha letteralmente cancellato. Il Centro Studi Tradizioni Popolari “Terra di Capitanata” le ha recuperate e messe a disposizione dei suoi lettori con l’obiettivo di preservarle dall’oblio. Ci sono i pappalusc (gli incappucciati delle Arciconfraternite) e le orfanelle che reggono le corone di fiori durante i riti funebri, momenti di vita cittadina, gli abiti tradizionali dell’epoca, le antiche vestigia dei palazzi gentilizi della città, gli arredi barocchi ora quasi ovunque rimossi, la presenza delle fosse granarie del rione “Rosario”, dove insisteva il comando delle truppe inglesi (nell’attuale sede del commissariato di polizia). Continua a leggere  La mostra a San Severo fino al 2 giugno Le altre foto cliccando qui.

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VIDEO: Herdonia, la città sepolta – raro documentario del 1963

  Un raro video del 1963 sui primi scavi nel sito di Herdonia, condotti dal prof. J. Mertens dell’Università Cattolica di Lovanio. Video per lo più in francese..almeno fino a quando qualche anima gentile non si metterà a disposizione per una traduzione ;). Grazie a Giuliano De Felice per averlo messo a disposizione sul proprio canale Youtube. Sull’antica città di Herdonia vedi anche: 50 anni di Herdonia Herdonia alle pecore

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VIDEO: Emergency compie 20 anni. L’attività a Foggia

di Saverio Tommasi Ho seguito l’attività di Emergency in Italia, da Foggia a Marghera. In camper dalle campagne della Puglia con i braccianti migranti fino al poliambulatorio di Marghera, dove si rimettono i denti agli italiani esclusi dal servizio sanitario nazionale. Un grazie a tutto lo staff di Emergency che ho incrociato, a Gino Strada per la disponibilità, a chi ha accettato di raccontarmi la sua storia, di mostrarmi i suoi giacigli, di condividere con me le sue fragilità. Grazie. E grazie anche a chi ha prestato a questo video la sua voce: Roberto Caccavo, Giovanni Scaramelli, Lorenzo Guerrini e Saverio Misuri.

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Galleria fotografica: Ex Idroscalo Ivo Monti di San Nicola Imbuti – di Alfredo Bronda

 Tutte le foto sono di Alfredo Bronda, profilo Flickr di Teresa Maria Rauzino Chi percorre la strada che da Cagnano porta al lago di Varano, si stupisce vedendo sulla riva un villaggio disabitato: è l’ex Stazione Idrovolanti “Ivo Monti”. Centro di addestramento per piloti, centro per il recupero e la riparazione di idroplani e di mezzi leggeri di attacco, l’idroscalo di san Nicola è ricordato come base militare strategica di notevole importanza per il controllo della costa dalmata. Numerosissimi i voli effettuati, diurni e notturni, per esplorare le isole curzolane e per i soccorsi in Adriatico. La storia dell’insediamento militare è stata ricostruita da Maria Antonietta Ferrante nel volume “Memorie di guerra dall’Idroscalo” (Edizioni del Rosone, Foggia). I documenti reperiti dall’autrice presso l’archivio della Marina Militare di Roma, e utilizzati in chiave narrativa, tracciano l’iter della Stazione negli anni della prima guerra mondiale. In particolare, la Ferrante rievoca gli eventi relativi all’insediamento: i lavori di cantiere, l’utilizzazione dei primi alloggi, l’organizzazione militare, i problemi che l’ammiraglio Thaon de Revel e il comandante Ghe dovettero risolvere, date le caratteristiche sfavorevoli della zona, isolata e infestata dall’anofele. A curare i militari decimati dalla malaria sarà chiamato Salvatore Donatacci, un medico di Cagnano Varano che si era distinto nella ricerca e nella profilassi della malattia. L’anno 1915 trascorre a san Nicola fra la frenetica attività costruttiva e i primi movimenti di perlustrazione dell’Adriatico. Il cantiere funziona a ritmo serrato. Revel ha preso al cuore la sorte della nascente stazione del Varano; l’ha voluta e desidera renderla efficiente con ogni mezzo, compresi gli incentivi ai giovani militari lì destinati. Per loro chiede, in data 2 settembre 1915, il supplemento massimo alla paga stabilita. La risposta del ministero sarà negativa. Il comandante Ghe, di gusti raffinati, ordina per la stazione mobili funzionali ed eleganti. Riesce

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VIDEO: Lago di Varano, panta rei

Lago di Varano, panta rei. Nei secoli i cicli del sole si sono succeduti sul lago vedendo città nascere e scomparire proprio di fronte queste sponde….Uria. Video by www.amaraterra.com Colonna sonora di Carlo Massarelli, Aulofonie Altro time lapse al Lago di Varano

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