In vacanza, raccogliendo le olive

Grazie ad una segnalazione di Martina Russi ci è stato possibile consultare questa brochure di un pacchetto turistico proposto in provincia di Pistoia. Leggendolo sembrerebbe tutto nella norma fino a quando non si scopre che nel pacchetto è inclusa anche l’esperienza della raccolta delle olive (esperienza parallela al pescaturismo); la possibilità è offerta già da svariati anni in Toscana e ci deve stupire più di tanto se pensiamo che il settore più caratterizzante dell’offerta turistica toscana è proprio legato al mondo rurale. Tutto sarebbe replicabile facilmente anche nella nostra provincia, e chissà che non ci sia stato già qualche tentativo negli anni passati.

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La Nuova Zelanda fa i conti con il peggior disastro ambientale della sua storia

Riporto questa notizia perchè ritengo che se ne parli troppo poco in giro, dunque voglio contribuire nel mio piccolo: Il tempo avverso ha interrotto le operazioni di pompaggio del petrolio contenuto nei serbatoi della Rena, la nave portacontainer incagliatasi nella barriera corallina al largo della Bay of Plenty in Nuova Zelanda, causando il più grave disastro ambientale nella storia del Paese. Delle 1700 tonnellate di greggio pesante, della consistenza del “marmite” (una popolare e vischiosa crema nera da spalmare sul pane) solo 70 sono state pompate da domenica scorsa. Le prossime 24 ore saranno cruciali: se le condizioni atmosferiche non consentiranno una ripresa dei lavori, la Rena, duramente provata dalle condizioni climatiche, potrebbe rompersi, avvertono gli esperti, riversando in mare le 1300 tonnellate di greggio rimaste nei suoi serbatoi. La Nuova Zelanda, uno dei Paesi più “verdi” al mondo grazie alle sue politiche anti-nucleari e a un rigoroso rispetto per la natura, si trova in balìa dell’inaspettato. Dubbi rimangono sul come e perché la nave, lunga 236 metri e pesante 47mila tonnellate, si sia incagliata sulla barriera corallina Astrolabio in un tratto di mare a 12 miglia nautiche dalla città di Tauranga che non presenta particolari pericoli per la navigazione.

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Eremi ed eremiti nel Gargano Occidentale, se ne parla giovedì a San Marco in L.

La Fondazione Pasquale e Angelo Soccio, di San Marco in Lamis, nel riprendere le attività culturali hanno programmato il primo incontro culturale mensile presso la sede della Fondazione (nell’edificio della Biblioteca Comunale di San Marco in Lamis in Piazza Marx) il giorno 20 ottobre 2011 alle ore 17,30.Il tema del primo incontro sarà Eremi ed eremiti nel Gargano occidentale tenuto dal dott. Gabriele Tardio.Oltre alla presentazione della storia di alcuni dei tantissimi eremiti che hanno vissuto nelle nostre contrade per diversi secoli verranno presentati solo pochissimi dei circa quaranta eremi che dipendevano dai frati di Stignano e di San Matteo.Dopo la breve presentazione si potranno porre anche domande e chiariementi.L’incontro inizierà con rigorosa puntualità e sarà terminato entro e non oltre le ore 19.

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Storia ed archeologia del paesaggio garganico

Un paesaggio a noi vicinissimo ma che non è più riconoscibile. La dinamica che ha innescato il degrado è stato l’abbandono, specialmente nella gran parte dei paesaggi agrari delle aree collinari e montane; gli altri, quelli delle fasce costiere o pianeggianti, sono stati cancellati dall’urbanizzazione Ci è facile associare l’archeologia a luoghi taciuti dal tempo come è altrettanto facile immaginare lo studio archeologico rivolto solo a mondi perduti, civiltà misteriose e ruderi nascosti, custodi di preziosi tesori, che solo un novello Indiana Jones può raggiungere. Eppure esiste anche «un’altra archeologia», quella più vicina alla realtà, che vive e interpreta il passato scomponendo il presente. Questa archeologia si nutre di luoghi a noi vicini, ma non per questo meno sorprendenti. Ricostruire paesaggi è la filosofia dell’Archeologia del Paesaggio, nuova disciplina che la si trova oggi in diversi corsi di laurea (facoltà di Lettere). Attraverso la lettura e l’interpretazione del paesaggio attuale si può ricostruire la storia del territorio, sia sotto il profilo fisiografico sia, ovviamente, storico. Si ricorre a cartografia, fotografia aerea, toponomastica, archeologia, fonti scritte, testimonianze orali. La ricostruzione non è affatto facile se l’oggetto è il paesaggio: vegetazione, usi del suolo, strutture produttive, forme colori e, come si sa,

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Quello che non colsi 3…carrellata di link …

Dopo un medio lungo di periodo di (quasi) assenza di connessione internet (i post dal 1 ottobre erano stati pianificati prima) Amara terra mia torna al normale regime di pubblicazione…e guardando indietro a questa decina di giorni ci siamo persi alcune notizie che vogliamo riportare qui velocemente con qualche link: Grandinata a Vico del Gargano | (si chiede stato calamità naturale) Danni ambientali a Carpino e Cagnano  NUOVA ZPS MONTE CALVO – MONTE NERO  Depredato il santuario dell’Incoronata di Foggia, rubata la corona d’oro della statua della Madonna Anfore,gioielli ed altri reperti reperti archeologici sequestrati in un garage di Orta Nova La fortezza di Lucera necessità di scavi archeologici approfonditi Star, tum’l, v’rsur ed altre unità di misura e calcoli usati nel passato (ed in parte ancora oggi)  Ancora tagli ai collegamenti ferroviari tra Puglia e resto d’Italia Il vino Primitivo di Manduria tra i 4 migliori d’Italia Patroni di Puglia, le feste patronali per il rilancio turistico | (vedi video)  Minacciato un giornalista foggiano per le sue inchieste scomode Mattinata continua nel recupero del suo patrimonio naturale, bravi! 1° corso introduttivo di disegno naturalistico Piano del parco…che fine ha fatto?…  Prodotti di Puglia, ora mancano solo le adesioni Servizio

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La ferula, pianta dai fiori gialli usata nel passato per…

Chi non ha mai visto questa pianta invadere letteralmente i lati delle strade del Gargano tra aprile e giugno? Bene…la pianta in questione si chiama ferulae comunis, molto simile alla thapsia garganica, e addirittura veniva usata dai nostri antenati per tingere i vestiti di giallo o per costruire sedie. Ferula e ferlizz  

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