Presentazione bando valorizzazione e fruizione patrimonio culturale enti ecclesiastici

La bellissima chiesa di Santa Maria di Monte Devio (San Nicandro Garganico)  SMART_IN Puglia – PRESENTAZIONE DELL’AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE DI “INTERVENTI PER LA VALORIZZAZIONE E LA FRUIZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE APPARTENENTE AD ENTI ECCLESIASTICI” 18 marzo 2019 ore 10-13 Foggia, presso la Curia Arcivescovile. Nell’ambito della strategia per la valorizzazione, la fruizione e il restauro dei beni culturali della Puglia denominata “SMART_IN Puglia”, il Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, Assessorato all’Industria Turistica e Culturale, Gestione e Valorizzazione dei Beni culturali, ha predisposto, congiuntamente alla Sezione Valorizzazione Territoriale, un calendario di incontri sul territorio, per un maggior approfondimento dei contenuti del bando, nonché delle modalità di partecipazione e di gestione dei progetti da candidare.

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FOTO: Un nuovo faro “sconvolgente” installato alle Isole Tremiti

Bellezza e paesaggio? Mi chiedo quale mente può fare una cosa del genere e quali menti possono autorizzarle… Il commento di Maurizio Marrese, autore delle foto, non necessita di altre parole. Il nuovo faro sull’Isola di Pianosa Intanto Ivan Cosmai pubblica questo amarcord tratto da “La ESPANA”. Siamo al 25 settembre 1868 viene fatto l’annuncio dell’accensione del Faro di Capraia…

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⚠️⚠️⚠️ XYLELLA: ECCO COSA FARE PER RIDURRE IL RISCHIO ⚠️⚠️⚠️

⚠️⚠️⚠️ XYLELLA: COSA FARE PER RIDURRE IL RISCHIOLEGGI CON ATTENZIONE E SEGUI LE INDICAZIONI! CONDIVIDI QUESTO POST !!!! ⚠️⚠️⚠️ COSA FARE IN SINTESI:1) Tra marzo e aprile arare il terreno (meglio) oppure eseguire sfalci o trinciatura (ma meno efficace!)2) Potare regolarmente gli ulivi3) Rimuovere i polloni al più presto Si precisa che tali misure servono a ridurre la presenza della sputacchina, l’insetto “vettore” del batterio della xylella, e non combattono direttamente il batterio. INTRODUZIONE: Nel piano nazionale anti-Xylella si specificano, tra gli altri aspetti, le misure da applicare nelle zone indenni da Xylella fastidiosa. L’obiettivo di queste misure è quello di diminuire gradatamente, negli anni, la popolazione degli insetti vettori, in particolare il Philaenus spumarius noto anche come Sputacchina, ad oggi ritenuto il più importante vettore del batterio X. fastidiosa. L’insetto compie una sola generazione annua. Le forme giovanili sono facilmente riconoscibili sulle piante erbacee spontanee in quanto sono ricoperte da una tipica massa schiumosa. Queste sono presenti durante la primavera, in particolare fra il mese di marzo e aprile. L’adulto compare tra fine maggio e giugno e si alimenta sugli alberi di olivo (ed altre arboree), dove passa l’estate e buona parte dell’autunno spostandosi di albero in albero. Questo

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Alcune maschere antiche del carnevale sul Gargano: lu carlucc e lu sckavon a San Giovanni Rotondo

Tra le maschere tradizionali del carnevale di San Giovanni Rotondo ce n’erano due che in particolare catturano l’attenzione per i loro significati antropologici e storici. Lu Carlucc, relitto di figure legate a riti ancestrali millenari (ancora in uso in molti paesi del sud e in Sardegna) e lu Scekavone, lo schiavone, maschera a cavallo che forse ricorda la concessione del feudo di San Giovanni Rotondo a Skanderbeg (fine secolo XV). Lu carlucc: Foto Progetto Cala la Sera Era la maschera che apriva la sfilata. Indossava una veste di pelle di capra o di agnello, un cappello bianco a forma di cono allungato, alla cui punta vi erano dei campanellini (“Carlucce”, da questo deriva il nome della maschera) e una cintura dalla quale pendevano delle campanelle. Saltava e ballava al ritmo de “lu buchete-e-bù”, de “lu scisciulu”, de “lu murtale” e della fisarmonica. Lu Scekavone: Era un giovane che sfilava a cavallo. Il cavallo era coperto da un drappo o da una coperta di seta colorata. La coda e la criniera erano intrecciate con nastri colorati. Il cavaliere indossava un vestito di raso lucente e un largo mantello, anch’esso di raso. Portava una borsetta elegante contenente o confetti o coriandoli o

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Parco del Gargano, cani da guardiania per proteggere le greggi dai lupi

Il Parco Nazionale del Gargano inizia concretamente a mettere in campo azioni a tutela dei pastori e dei lupi del Gargano. Al via l’esperimento targato “Parco Nazionale del Gargano” di utilizzo di cani da pastore abruzzese a difesa delle greggi dagli attacchi da lupo (fenomeno purtroppo in ascesa sul Gargano). Ieri sono stati assegnati e consegnati i primi 4 cuccioli (dei 12 reclutati) a due allevatori, tra i più colpiti dagli attacchi predatori: tre a San Giovanni Rotondo (azienda Mario Savino, località Castellere) ed uno a Carpino (azienda Francesco Finizio, località Monte Vernone-Vadovara). Presenti in rappresentanza dell’ente, il vicepresidente Claudio Costanzucci, la direttrice facente funzioni Carmela Strizzi ed Antonio Urbano della tecnostruttura: “E’ una iniziativa finalizzata ad aiutare gli allevatori colpiti da danni per fauna selvatica e rientra nello scopo istituzionale dell’ente volto alla conservazione e tutela della fauna selvatica presente all’interno dell’area protetta. Come? Mediante l’incentivazione – ha spiegato Claudio Costanzucci che guida l’area protetta insieme all’assessore Pasquale Coccia – di una giusta convivenza tra il lupo e le attività zootecniche presenti nel territorio del Parco”. Va premesso che l’esperimento avviato ieri dal Parco Nazionale del Gargano, si inserisce nel solco già aperto tempo addietro – con successo –

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Cartografia antica: Ecco il “Google Maps” vintage per conoscere il Gargano dell’800

Come era rappresentato il Gargano nell’800? Grazie a Mapire puoi scoprirlo, una sorta di Google Maps ‘vintage’ che raccoglie le mappe catastali realizzate nel XIX secolo di tutte le aree europee. Trovate quindi le mappe relative alla prima indagine militare (1764-1784), e quelle dal 1806 al 1869. Naples and Sicily (1821-1826) CARTA DELLE PROVINCE CONTINENTALI DELL’EX REGNO DI NAPOLI Disegni originali in 77 fogli montati su tela. Trattasi della revisione della carta di Rizzi Zannoni, eseguita da ufficiali austriaci dell’esercito di occupazione nel Regno di Napoli dopo gli avvenimenti del 1821. La carta rappresenta l’orografia col tratteggio a luce zenitale: distingue gli abitati in base alla loro importanza amministrativa, le strade in postali (ghiaiate, da eseguirsi, naturali), comunali (rotabili,rotabili non in tutti i tempi), sentieri (per cavalli, per pedoni), ponti in pietra, in legno, di battelli, guadi, ecc. Sono distinti a colori vigneti, prati, boschi, oliveti. Sono infine indicati i confini di stato e di provincia. Ciascun foglio reca a destra una colonna con dati statistici e i nomi degli operatori. Annesso un quadro d’unione con la leggenda dei segni convenzionali. Questa carta non venne mai pubblicata: essa tuttavia servì, nel 1868, per la ricostruzione eseguita dagli ufficiali di Stato

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Avviso pubblico interventi per la valorizzazione e la fruizione dei luoghi identitari della Puglia

L’Avviso è rivolto a Scuole pubbliche, Città Metropolitane, Province, Comuni, Unioni di Comuni ed ha la finalità di promuovere ed incentivare la fruizione innovativa e la “tutela attiva” dei beni del patrimonio storico-artistico identificati come luoghi identitari della Puglia attraverso un processo di presa di coscienza da parte delle comunità. Sono ammessi: Interventi di recupero e rifunzionalizzazione di beni del patrimonio culturale; lnfrastrutturazione e allestimento , nonché servizi connessi alla realizzazione di:– laboratori finalizzati alla divulgazione ed alla conoscenza attraverso l’utilizzo di tecnologie o forme artistiche di fruizione (storytelling, performing arts, ecc.);– ” officine” attrezzate per la conservazione e la fruizione di beni mobili e di reperti (dipinti, manufatti lapidei, arredi , manufatti in legno, patrimonio fotografico, video e sonoro, ecc.);– laboratori di produzione artistica (officine di artista, kids creative lab, creazione opere d’arte contemporanea, ecc.) e di design orientato alla valorizzazione cultura le;– laboratori di studio sulle tecniche di restauro , anche al fine di redigere e/o implementare manuali e prontuari di settore o, comunque di mettere appunto soluzioni replicabili;– metodologie e strumenti innovativi – ad esempio tecnologie di ricostruzione virtuale, fruizione immersiva e interattiva, realtà aumentata – per ampliare la fruizione sostenibile di identificati beni e luoghi culturali,

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