In arrivo una task-force per le emergenze di cetacei spiaggiati

La mole scura dei capodogli sussulta dal dolore mentre gli organi interni collassano sotto il peso enorme. Tutt’attorno capannelli di curiosi che vociano, fotografano, col telefonino si fanno ritrarre vicino alla vita selvaggia, che muore. A pochi giorni dal Natale 2009, quando si spiaggiarono sul Gargano i sette capodogli, anche questo è capitato. «Ma non succederà più – dice il patologo Sandro Mazzariol – perché è stata creata una task-force di intervento nazionale che ora sta ultimando la fase di approntamento». Mazzariol è il ricercatore dell’Università di Padova che fu tra i primi ad accorrere nella caletta pugliese di Foce Varano. Il nostro Paese non era pronto per quell’emergenza. Non si riuscì a trovare il necessario per tentare di riportare i cetacei in mare aperto. Rimasti intrappolati sulla battigia, gli animali patirono per alcuni giorni prima di spirare. E fu impossibile alleviare le loro pene o sottoporli ad eutanasia perché in Italia nessuno aveva il farmaco giusto. In quell’occasione, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo promise alla «Gazzetta» (era il 13 dicembre 2009) che sarebbero stati presi provvedimenti preventivi. Ebbene, secondo Mazzariol, quella promessa era fondata. «Siamo in dirittura d’arrivo – afferma – per stilare le linee guida a livello interministeriale

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Un fulmine danneggia il castello di Monte Sant’Angelo

Il temporale di venerdì scorso ha causato non pochi danni al Castello di Monte Sant’Angelo. Un fulmine ha completamente disintegrato la torretta dell’Istituto geografico militare posto sulla “torre dei giganti”. Fuori uso anche le prese elettriche. Bruciato un computer ed un monitor. “Saranno state all’incirca le 14.00 quando il fulmine ha colpito la torretta dell’Igm (Istituto geografico militare) utile per il rilevamento delle scosse sismiche, posto sulla “torre dei giganti” del Castello e l’ha completamente disintegrata.” – racconta a ildiariomontanaro.it Giuseppe Palumbo, presidente della Cooperativa Ecogargano che gestisce il Castello di Monte Sant’Angelo, e continua – “Ma non solo. Ci sono stati anche altri danni. Si è sollevato anche il pavimento in un paio di punti, fuori uso alcune torrette di prese elettriche, bruciato un computer ed un monitor.” La torretta dell’Igm era alta circa 1 metro e mezzo ed è stata colpita in pieno dal fulmine che l’ha disintegrata. Palumbo ci dice che “Le pietre della torretta, in cemento armato, sono arrivate al limite del fossato.” Il Castello è rimasto chiuso solo nel pomeriggio di venerdì “perché siamo intervenuti subito sull’impianto” – conclude Palumbo. Fonte:Ildiariomontanaro

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Varano, il lago delle meduse gentili…con cui fare il bagno

Accarezzando le Aurelia Aurelia a Varano Foto di Roberto Rinaldi, fonte Oggi vi racconto un curioso episodio che mi è capitato qualche giorno fa: guardando un documentario della National Geographic (link al video su youtube) rimasi colpito dal lago di un’isola del Pacifico che contiene al suo interno milioni di meduse che vivono di sola luce solare grazie ad una profonda simbiosi con delle alghe; alla fine del documentario decisi di cercare più informazioni su questo lago, famoso, tra l’altro, perchè è possibile nuotare tra queste meduse senza esser pizzicati (non hanno veleno). La mia ricerca su Google fu: “isola pacifico lago meduse”….ecco il link alla ricerca Primo risultato…..Varano Il lago delle meduse gentili – Mondo sommerso – Puglia….è il destino! ecco l’articolo che riporto dalla fonte originale: Lesina e Varano, due laghi vicini, lungo la costa nord del Promontorio del Gargano. Vicini ma diversi. A Varano, da dieci anni, è costantemente presente una densa popolazione di meduse che, a Lesina, non c’è. A seconda delle correnti, le meduse sono portate in varie parti del lago e i pescatori, ormai, sanno come evitarle. Prima ostruivano le loro reti e rendevano la pesca difficile, ora pescatori e meduse convivono in pace. 

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Nuove specie ittiche nei nostri mari: pescato un granchio blu a Vieste

Post del 1 giugno 2011 Da Explora Gargano di Vieste arriva questa foto con descrizione: Il granchio reale o granchio blu ( Callinectes sapidus ) approda anche sulle spiaggie di Vieste! Originario delle coste dell’Atlantico occidentale, in America è considerato una vera prelibatezza tanto che è divenuto una specie a rischio d’estinzione. In Adriatico era già stato segnalato da circa due anni e probabilmente è stato introdotto da grosse navi che immagazzinano acqua di mare come zavorra. Attualmente è stato pescato da Giovanni ed è visibile nella vasca della sua pescheria sul Lungomare Europa dove è gia diventato una celebrità!! Alberto Stefania, di Cagnano Varano, scrive su facebook che la specie è presente anche nel Lago di Varano da diversi anni. ALTRE FOTO DI ALBERTO STEFANIA SU FACEBOOK

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Calcola quanto incide il tuo stile di vita sul nostro pianeta.

Fonte http://ecoalfabeta.blogosfere.it/ Si sente parlare sempre più spesso di impronta ecologica, vi siete mai chiesti cos’è? L’impronta ecologica è un metodo di misurazione che indica quanto territorio biologicamente produttivo viene utilizzato da un individuo, una famiglia, una città, una regione, un paese. Questo concetto è stato introdotto nel 1996 da Mathis Wackermagel e William Rees. A partire dal 1999 il WWF aggiorna periodicamente il calcolo nel suo Living Planet Report.Utilizzando l’impronta ecologica, è possibile stimare quanti “pianeta Terra” servirebbero per sostenere l’umanità, qualora tutti vivessero secondo un determinato stile di vita. Confrontando l’impronta di un individuo (o regione, o stato) con la quantità di terra disponibile pro-capite (cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale) si può capire se il livello di consumi del campione è sostenibile o meno. L’Italia ha un’impronta ecologica (sui dati 2005) di 4.2 ettari globali pro capite e nella classifica mondiale è al 29° posto per consumo. Qui potete anche voi calcolare l’impronta ecologica che lasciate con il vostro tenore di vita.

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Matteo Salvatore, fonte e ispirazione di Vinicio Capossela

Tra Matteo Salvatore e Vinicio Capossela c’è sempre stato un grande rapporto di riconoscenza di quest’ultimo sul cantastorie apricenese..pochi giorni fa al tg1 videochat un’altra dimostrazione della stima e del rispetto che l’artista campano ha nei confronti di Salvatore. I precedenti (1) – (2) e tanti altri (potete trovarne i video su youtube)

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Archeologia industriale, recupero della miniera Montecatini di San Giovanni Rotondo

Ha preso avvio, il 2 maggio il progetto finanziato dalla provincia di Foggia avviso 07/2010 – Montecatini: studio per un rilancio turistico della miniera. Il gruppo di lavoro composto dal dott. Antonio Tedesco e dalla dott.ssa Filomena De Bonis e coordinato dal Dirigente- dott. Nicola D’ Elia, ha  intrapreso uno studio per il rilancio in termini turistici dell’area Montecatini, ex miniera di bauxite. L’area di gran pregio naturalistico e storico merita una fase di progettazione intensa per programmarne la valorizzazione e la riqualificazione. Il gruppo di lavoro è impegnato nella ricostruzione della storia della miniera attraverso la consultazione di fonti scritte presso gli archivi storici e di testimonianze di minatori ancora viventi.  Sarà prevista l’organizzazione di giornate della memoria e la costruzione di una mostra della miniera mediante il recupero di oggetti, materiali e reperti storici. Recentemente un sopralluogo all’interno della miniera, in collaborazione con il gruppo speleologico di San Giovanni Rotondo, ha permesso di rilevare il fascino  delle discenderie che conservano intatta memoria di un pezzo importante di storia della cittadina di San Giovanni Rotondo. L’ idea è quella di legare la valorizzazione dell’ archeologia industriale con lo sviluppo del turismo rurale. Il luogo si presta ad ogni tipo di

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