Il nuovo PUG di Vico del Gargano è per l’interesse privato (e la cementificazione?)

NOVITA’ 4 MAGGIO 2014 25 novembre 2013 Siamo nella piana di Calenella. Il comune di Vico del Gargano nel nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale) prevede la costruzione di una struttura ricettiva di 300 posti (tutti gli edifici ad un piano tranne quello centrale a due). Questa volta non darò nessun giudizio sull’impatto ambientale (anche perchè ho pochi elementi per giudicare oggettivamente), non dirò che siamo vicini a due siti archeologici, Macchia di Mare e Monte Pucci (no, non lo dico) ma mi limito solo a riproporre una domanda letta su http://blog.rodigarganico.info Può una esigua minoranza numerica appropriarsi di un bene comune come il paesaggio e cementificarlo per interesse privato?  Dalla bacheca facebook del prof. Gianni De Maso: PESCHICIZZARE* Calenella costruendo una piccola “Lido del Sole”, con solo 300 posti letto, nella parte sinistra della Piana, lasciando la possibilità di vedere il mare se ci si posiziona al centro della pianura. Però essendo la Piana soggetta ad inondazione, il Progetto prevede che a monte vengano costruite delle enormi vasche che dovrebbero attenuare la discesa a valle delle piogge onde evitare ipotetiche tracimazioni del canale che lambisce la parte di terreno dove dovrebbe essere collocate le costruzioni. Oppure renderla tutta “Invariante”. Questo è ciò che prevede il Piano Urbanistico Generale per la Piana di Calenella *Peschicizzare è un neologismo creato da Peppino Maratea, utilizzato in articoli pubblicati sul Gargano Nuovo e su L’Attacco.

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La poco conosciuta mafia del Gargano

di Piero Innocenti Che l’Italia sia la patria delle mafie non è una novità. Come non lo è la loro consolidata ramificazione nazionale e nel mondo. Il panorama criminale, sempre molto dinamico, va guardato, tuttavia, con molta attenzione, perché accanto alle mafie tradizionali e a quelle straniere presenti in Italia (alcune divenute stanziali), ce ne sono altre, poco conosciute, nate e cresciute più o meno silenziosamente o sottovalutate (dalla stampa, dalle autorità), in alcuni contesti territoriali nostrani. Bisogna leggere i due libri del magistrato Domenico Seccia, per capire, per esempio, che anche nel Gargano esiste, da tempo, una mafia che ormai “..impone il suo comando, la sua forza, la sua violenza”. I media nazionali non hanno dato mai particolare risalto a quella “mafia innominabile” (o “mafia sociale”) da lui descritta nei due libri, pubblicati nel 2011 e 2013 (Editori La Meridiana), frutto della sua esperienza di Procuratore della Repubblica a Lucera, con un linguaggio asciutto, non sociologico, ma basato sui fatti e gli atti giudiziari. Una mafia quella del Gargano, arrogante e, per lungo tempo, negata, come ha denunciato Seccia. Soltanto nel marzo 2009 la Cassazione, confermando una sentenza della Corte di Assise di Foggia, ha riconosciuto la mafiosità di una famiglia garganica detta dei “montanari” (i Li Bergolis). Continua a leggere

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