” Indole degli abitanti del Regno di Napoli”, come ci descrivevano nell’Ottocento

Riporto qui un interessante brano dove ancora una volta (così come nei testi di Padre Manicone di Vico del Gargano) emerge l’antica credenza del carattere, inteso come maniera di agire nella vita quotidiana, collegato al clima ed alle condizioni ambientali del luogo dove si vive. tratto da Topografia e statistica medica della città di Napoli con alcune considerazioni sul regno intero ossia guida medica per la città di Napoli e pel regno, Salvatore De Renzi – 1845 Indole degli abitanti del Regno di Napoli.  Non saprei dare una idea generale dell’indole degli abitanti del Regno; poichè sebbene essi abbiano molto di comune, tuttavia differiscono secondo i climi, e spesso a poca distanza mostrano discrepanza singolarissima di carattere. In gerenale gli uomini han tratti piuttosto ben formati, e le donne sono più amabili che avvenenti, e la dolce vivacità della fisonomia forma la loro principale prerogativa. Gli uomoni han fisonomia rilevata, colorito alquanto bruno, occhi espressivi, statura mediocre, incesso dignitoso. Quei del Gargano sono della più alta statura e del più valido complesso di ogni altro sito del Regno. Rilevati son pure i tratti delle donne, e piena di espressione la fisonomia, ma, eccettuate le montagnarde, nel resto slavato n’è alquanto

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La favola dei paesi strani

Oggi vi portiamo alla scoperta dell’Italia dei paesi più curiosi, quei paesi dai nomi incredibili ed originali, omaggio alla creatività italiana. Per farlo abbiamo chiesto il vostro aiuto su Facebook e Twitter, vari amici ci hanno aiutato in questa ricerca magari poco utile ma divertentissima. Il risultato è una favola, la Favola dei Paesi Strani. Attenti ai link, dietro ad ognuno si nasconde una località o un borgo! Paperino viveva in un paese chiamato Paese. Va beh, non sarà stato certo La California, non aspettatevi un posto divertentissimo, ma non parliamo nemmeno di un Camposanto. Paperino sapeva fare Tremestieri, aveva anche una Farmacia, ma viveva tra le Nuvole: quello che gli serviva era una Belladonna o, scusate il francesismo, una Gnocca. Così un bel giorno di Soleto, Paperino non ci pensò un Attimis e partì. Non fu un viaggio facile, il tempo fu con lui abbastanza Bastardo: dormì una notte in un Bosconero, attraversò un Fiumefreddo la cui Acquafredda era veramente ghiacciata, altro che Acquacalda. Niente e nessuno l’avrebbe però fermato: per Paperino il suo Paese era oramai la Casa del Diavolo, il suo viaggio era il Purgatorio. Si era lanciato alla scoperta del Paradiso, alla ricerca dell’amore. Fu proprio lungo il corso

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Video, pesca illegale nel Lago di Varano?

Su youtube, da qualche giorno, c’è questo video che dal titolo lascia intendere che riprenda l’attività della pesca illegale di vongole veraci nel Lago di Varano; noi non possiamo saperlo con certezza, specie da un video di così bassa qualità; certo è, però, che spesso stazionano nel lago, sulla sponda sud-orientale, diverse barche, e non a caso quella è la zona dove, per sentito dire, si pesca bene la vongola…solo una coincidenza? Eppure a Cagnano gira la voce…ma le autorità non vedono? Possibile? Queste attività si vedono benissimo anche dalla ss693…

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Carboneria ad Ischitella?

Come sappiamo sicuramente la carboneria fu uno degli avvenimenti che portò all’Unità d’Italia, e i moti del 1821 e del 1848 interessarono tutta l’Italia, e immune dalla costituzione di queste società segrete che cospiravano in silenzio non ne fu nemmeno il gargano. In questo clima di sospetto a Ischitella furono diversi i carbonari e i sospettati e nell’articolo odierno trattiamo di uno di questi. Era il 23/9/1827 e l’intendente di finanza scriveva all’ispettore di Polizia di Rodi garganico dicendo che da quando riferito da un tale Agricola d’Ischitella risultava che alcuni suoi compaesani unitamente a un tale D.Michelangelo Mariani di Apricena che spesso si recava a Ischitella induceva a sospettare che le riunioni che avevano avessero dei gradi di criminosità. D.Luigi Agricola,D.Leonardo Ventrella,”alias Narducci”D.Francesco d’Avolio ,Pietrantonio Montanaro e Giuseppe Apricena tutti d’Ischitella tenevano delle frequenti riunioni nella casa del sig.Rocco Falco,rivenditore di generi di privativa,pertanto invitava a vigilare e a valutare la fondatezza di questi sospetti. Il pretesto di queste riunioni era la parentela del sig. Mariani con Don Leonardo Ventrella essendone il cognato per averne sposato la sorella che ogni tanto veniva a trovarlo per una semplice partita a carte e interessi comuni che avevano. l’Ispettore di Polizia rispondava

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Le nostre ultime passeggiate sul Gargano, qualche foto

Tra tufare abbandonate, ipogei, rottami di auto, asparagi e natura….assistendo quasi in contemporanea al parto di una pecora!…un grazie ad “Antonio del Varano” per la segnalazione degli ipogei. Chiesa di Sant’Anna, Carpino Fantasmi…. Qualche asparago già che ci siamo… Carpino Appena partorito….! Ipogei Ipogeo Selce Ex tufara….ora giungla!

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100km con 1kg di pasta

www.felicitaabassoconsumo.net Ciao, rispondo al volo: l’anno scorso sono salito da Manfredonia a San Giovanni Rotondo, una settimana fa sono ripartito per San Marco in Lamis, e da li sono sceso a San Severo.  Mercoledi sono andato da lì ad Apricena e proseguito per Poggio Imperiale.

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Foggia day, consumiamo prodotti nostrani

Negli scaffali dei supermercati ed ipermercati del territorio di Capitanata sono fortemente carenti i prodotti locali. Si tratta di una grave mancanza che preoccupa il sindacato provinciale, in quanto incide molto negativamente sull’occupazione in tutta la provincia di Foggia Continua qui

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Cartolina dal passato,Torre Mileto con il trabucco

Grazie a Matteo Vocale che ci ha fornito il link di questa stupenda cartolina d’epoca che ritrae Torre Mileto con uno dei suoi due trabucchi che crollarono negli anni ’60. Una cartolina quanto mai rara che evoca in molti piacevoli ricordi. Anno 1954: è ancora in piedi l’ultimo dei due trabucchi che cingevano la torre di Maletta. Si tratta del trabucco Ovest, di cui ancora oggi si vedono i fori delle palizzate e la vasca di contenimento del pescato (quello Est sorgeva tra la torre a l’attuale “Cala del Principe”). Questa “macchina infernale” come la chiamavano gli antichi che per primi ne videro il funzionamento, è costituita da una serie di pali a cui sono attaccate delle cime che tengono una rete a bilancia. All’avvistamento del branco di pesci, attraverso pittoresche segnalazioni tra i “trabbucchisti”, veniva tirata su la rete mediante l’avvitamento di un grosso argano centrale in legno che arrotolava le cime. Si racconta che questo trabucco fosse molto pescoso, per la vicinanza di una scogliera ricca di numerose forme biomarine e di sorgenti d’acqua dolce. Oggi i trabucchi, sono ogetto di una particolare legislazione europea che ne garantisce la conservazione anche attraverso lo stanziamento di fondi. Fonte foto

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Carcassa di lupo trovata a San Giovanni Rotondo

Mercoledì scorso la Polizia Municipale di San Giovanni Rotondo ha recuperato una carcassa di lupo in località “Pantano”. Il comandante, Antonio Acquaviva, ha segnalato la presenza della carcassa al Servizio Veterinario dell’Asl di Foggia e, su parere del responsabile dr. Francesco Bertani, è stato disposto lo smaltimento della carcassa ad opera della ditta Eco Spano di Bovino. Il lupo potrebbe essere stato investito da un automobilista e la sua presenza in una localita’ con molti insediamenti rurali, lascia intendere che l’animale, probabilmente non isolato,  non teme la presenza umana nel territorio. Fonte: Sanmarcoinlamis.eu

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