La transumanza sul Gargano, la vita dei nostri antenati pastori

AGGIORNAMENTO 3 MAGGIO: I LINK NON SONO PIU’ FUNZIONANTI Tutto il testo che trovate sotto è riportato dal sito www.storiaetradizionidicapitanata.it Consiglio una lettura attenta a tutti quelli che volessero finalmente e veramente conoscere cosa era la transumanza per i pastori del Gargano, non un semplice trasferimento ma uno stile di vita; troverete tre bellissimi racconti (non so di che anno, suppongo di prima metà dello scorso secolo) alla fine dell’articolo. Buona lettura La presente ricerca, relativa ai pastori e agli allevatori garganici tradizionali, che si sviluppa fondamentalmente attraverso la tecnica dell’intervista, si propone di salvare parte della memoria storica delle tradizioni pastorali garganiche, grazie al contributo degli ultimi testimoni, alla testimonianza di un campione degli ultimi pastori tradizionali viventi. L’inchiesta riguarda quasi l’intero territorio garganico. I garganici non partecipavano alla grande transumanza (Foggia-L’Aquila) se non come pastori salariati (tranne rare eccezioni); erano chiamati a lavorare dai grandi proprietari, come Pedone, Caione, ecc. Questo perché non erano proprietari di grandissimi greggi, la cui sopravvivenza e qualità della vita giustificassero tale spostamento. La transumanza garganica, piano-montagna, avveniva in loco e manteneva caratteristiche e organizzazione simili alla grande transumanza. Erano i pastori dei paesi garganici confinanti col Tavoliere ad avere maggiori possibilità di

Leggi tutto »

Un documentario sui segreti del bombardamento di Bari del 1943

Una pagina di storia negata. È della più grande tragedia navale della Seconda guerra mondiale, dopo Pearl Harbor, che si parla ma soprattutto del più grave disastro chimico del conflitto. È il 2 dicembre 1943, quando, alle 19,25 una flotta di 105 bombardieri della Luftwaffe nazista attacca il porto di Bari. Lì sono ormeggiate una trentina di navi alleate, sotto il controllo britannico, ma, fra queste, ce n’è almeno una, la John Harvey, battente bandiera americana, la cui stiva è piena zeppa di iprite: un letale gas venefico. Almeno un migliaio le vittime fra civili e militari, uccise dalle bombe sganciate dai tedeschi e dunque anche dall’iprite sprigionata dalla nave statunitense, letteralmente saltata in aria. Un computo esatto dell’immane strage, d’altra parte, non s’è mai fatto. E così dell’iprite al largo di Bari, fino ad oggi, s’è tornato a parlare soltanto in coincidenza degli occasionali ritrovamenti di bombe inesplose, spesso anche in prossimità di Molfetta, a Torre Gavetone. Solo che adesso, a cercare di far luce sulle verità negate dal segreto militare, provvede il progetto del documentario d’inchiesta storica, “Top Secret: Bari, 2 dicembre 1943” scritto dallo sceneggiatore pugliese Francesco Morra e realizzato dalla Sd Cinematografica di Roma, già impegnata

Leggi tutto »

Il cacciatorpediniere che salvò Vieste all’entrata dell’Italia della Prima Guerra Mondiale

Primo articolo Nelle operazioni della prima notte (del 23-24 maggio) noi non avemmo a lamentare che una perdita sola, quella del vecchio cacciatorpediniere Turbine. “Questo, – così narrava un comunicato del Capo di Stato Maggiore della Marina – la mattina del 24 corr., essendo in servizio di esplorazione avvistò un cacciatorpediniere nemico al quale dette immediatamente la caccia, allontanandosi così dal grosso del reparto navale al quale era aggregato; la caccia durava da circa mezz’ora, quando sopraggiunsero altre unità nemiche, tre torpediniere e l’incrociatore leggero Helgoland. Il Turbine ripiegó allora sul reparto navale a cui era aggregato, ma, colpito per due volte nella caldaia, man mano andò perdendo di velocità. Tuttavia continuò a combattere per circa un’ora, nonostante che un forte incendio divampasse a bordo. Esaurite tutte le munizioni, il comandante ordinò che fossero aperte le valvole di comunicazione col mare per affondare la nave e sottrarla alla cattura da parte del nemico. Il Turbine cominciò così ad affondare, ma, nonostante avesse cessato il fuoco e, con tutto l’equipaggio allineato a poppa, fosse in così gravi condizioni, il nemico continuò a cannoneggiarlo a distanza ravvicinata. Il comandante (che sin dall’inizio del combattimento era stato ferito) quando il Turbine stava per

Leggi tutto »

Scoperto un simbolo unico in Italia, a Carpino – GARGANO

Tempo fa, uno dei componenti del Team ARGOD, Domenico Sergio Antonacci, e suo fratello, Antonio Antonacci (il primo a notarlo), segnalarano una serie di simboli incisi sullo stipite destro del portale della Chiesa di San Cirillo, che troneggia nella piazza principale di Carpino, luogo ormai molto conosciuto per lo svolgersi del Carpino Folk Festival, evento di portata nazionale. Esso si compone di quattro sezioni identiche che si trovano attorno al centro, come per eluderlo. In parole povere è una svastica, più precisamente è una delle varianti di svastica più rare esistenti al mondo: Svastica lappone, tipica solo di questa terra lontana che appare come un’intersezione di quattro quadrati (o cmq di quattro quadrilateri con la stessa area). – Cosa ci fa una Svastica lappone a Carpino, qui sul Gargano? – E’ stata incisa in antichità o e è più recente? – E’ stata incisa proprio per fare riferimento al Cuore di Tricheco oppure è stata incisa per imitazione? – Può aver a che fare con una qualche forma di Sciamanesimo qui sul nostro promontorio? Clicca qui per continuare nella lettura.

Leggi tutto »

Curiosi (ma anche tragici) episodi della II guerra mondiale in Capitanata

Nella storia che si studia a scuola non si parla certo degli episodi della nostra Provincia (forse qualcuno cita i 20000 morti nei bombardamenti di Foggia). Leggendo il libro La città spezzata. Foggia, quei giorni del ’43, di Antonio Guerrieri, incentrato sulla guerra a Foggia e dintorni ho trovato diversi passaggi che hanno catturato la mia curiosità, sicuramente i fatti meno noti, ma più curiosi ed anche, a volte, divertenti. Sul Gargano c’erano due campi di concentramento per internati e confinati politici. Uno sulle Isole Tremiti ed un altro a Manfredonia (nel macello prima della sua entrata in funzione). Vi soggiornavano persone sospette di spionaggio, o sovversivi, ebrei tedeschi ed ex jugoslavi slavofoni; alle Isole Tremiti erano in 344 su San Nicola e 170 su San Domino mentra a Manfredonia erano presenti 148 internati su 259 posti disponibili. Per saperne di più 1 – 2 Ma a Foggia si era largamente diffuso il convincimento che la città godesse di un particolare privilegio celeste. La protettrice della città, Maria SS. dei Sette Veli, la Madonna dell’Iconavetere, avrebbe tenuta coperta Foggia con una nibe particolare che l’avrebbe occultata alla vista dei piloti. Nonostante le smentite dei piloti italiani che quotidianamente sorvolavano la

Leggi tutto »

Valle dell’Origoni e villaggio di Battaglia sul Gargano….misteri risolti, quasi

Ricordate quel post dove analizzavo alcune antiche cartine del Gargano? C’erano alcuni nomi che non riuscivo a spiegare tra i quali spiccavano Battaglia e Origoni. Sul libro Corografia dell’Italia, di Giovanni B. Rampoldi, 1834 ho trovato, tra le tante riguardanti il Gargano, le seguenti descrizioni: Valle dell’Origoni, nel regno delle Duesicilie, prov. di Capitanata: ha circa 12 miglia di lunghezza da greco a libeccio, cominciando da Santnicandro sino al lago di Battaglia, quasi del centro del famoso monte Gargano. La vetta dell’Origoni gli sta verso settentrione e la Valle degli Umbri gli è confinante verso scirocco. Non ci sono valli con queste caratteristiche sul Gargano, sicuramente si tratta di qualche valle realmente esistente ma alcuni dei dati riportati sono scorretti. Il fatto che anche con il nome Valle sia indicata, presumibilmente, la foresta Umbra, mi lascia pensare che con valle si stava ad indicare un tratto boscoso continuo piuttosto che una valle come la intendiamo oggi. Battaglia, picciol borgo del regno delle Due Sicilie, prov. di Capitanata, in una valle del Gargano, presso la riva settentrionale di un lago, cui dà il nome, 8 miglia a maestro da Viesti e 6 a scirocco da Rodi. I suoi dintorni abbondano di

Leggi tutto »

I vermi del Gargano

I corpi carbonizzati dei due imprenditori turistici, Giovanni e Martino Piscopo, di 51 e 45 anni, scomparsi il 18 novembre scorso da Vieste, sono stati trovati in una Alfa Romeo 156 station wagon. La scoperta, fatta da carabinieri e uomini del Corpo forestale dello Stato, è avvenuta durante una battuta di ricerca in località ‘Posta Telegrafo’, tra Peschici e Vieste, nel Gargano. I due uomini, gestori del villaggio vacanze ‘Sfinalicchio’, erano scomparsi dieci giorni fa alla periferia di Vieste mentre, a bordo del loro motofurgone, andavano a raccogliere olive. Giovanni e Martino Piscopo sarebbero stati uccisi con colpi d’arma da fuoco e poi dati alle fiamme. I due fratelli erano amministratori del centro vacanze ‘Sfinalicchio’, un villaggio a tre stelle nel Gargano. Giovanni Piscopo era amministratore unico della società mentre il fratello Martino faceva parte del Consiglio di amministrazione. Il centro vacanze sorge a circa 100 metri dal mare e prende il nome dalla baia Sfinalicchio che si trova sulla litoranea Vieste-Peschici. DDA, «L’OMICIDIO HA MODALITA’ MAFIOSE» Le «modalità chiaramente mafiose» con cui è stato compiuto l’omicidio dei fratelli Giovanni e Martino Piscopo indurranno la Dda di Bari a coordinare le indagini sul duplice delitto, in collaborazione con le procure

Leggi tutto »

ATTENZIONE! Questo blog si è trasferito da Blosgpot a WordPress in data 16/01/2020.
Se dovessi riscontrare immagini mancanti, post incompleti o altri problemi causati dalla procedura di trasferimento, sei pregato di segnalarlo a info@amaraterramia.it, te ne sarò grato.