Il lupo sul Gargano, quali strategie adottare per una convivenza?

Ancora una volta (dopo l’ennesima) il ritorno del lupo sul Gargano fa invocare i santi ai pastori, e non solo….ancora una volta tra Carpino e Monte Sant’Angelo, ed il perchè potrebbe trovarsi nei numerosi allevamenti che qui sono stabiliti. Questa volta la “vittima” è un vitello, il terzo sbranato in pochi mesi, e ci troviamo a Piano Canale (per chi conosce la zona, in prossimità dell’incrocio che collega Carpino alla strada che da Vieste porta a Monte Sant’Angelo). Cosa fare allora? Quali strategie adottare per permettere al pastore di allevare ed al lupo di vivere?!? Esistono leggi nazionali che prevedono il risarcimento danni ai proprietari dei capi, ma spesso il danno viene sottostimato, con conseguente perdita monetaria del pastore, il quale, spazientito e sfiduciato, cerca di farsi giustizia da solo portando sempre il fucile in spalla. In pratica, l’allevatore che subisce la perdita di una pecora  del valore di  € 250 per colpa del lupo, si trova nella prospettiva di poter ricevere dopo alcuni mesi  un indennizzo di  € 224 o  € 242, se iscritta al libro genealogico, dovendo sostenere una spesa minima di € 120 per lo smaltimento dei resti, con una perdita netta di almeno € 138. Si

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La Puglia arbëreshe, grecanica e franco-provenzale

La Puglia arbëreshe, grecanica e franco-provenzale, un nuovo libro che si inserisce nell’ambito del progetto e delle attività di tutela delle minoranze linguistiche storiche di Capitanata, è stato presentato qualche giorno fa a Faeto (minoranza franco-provenzale) ed a Casalvecchio di Puglia (minoranza arbëreshe). Il testo di Pierfranco Bruni propone diversi studi che pongono all’attenzione del lettore la valorizzazione e la conoscenza delle minoranze linguistiche in Italia. Nell’analisi di Bruni, infatti, viene posto in evidenza il raccordo tra i beni culturali ed il territorio in qualche maniera dunque fra la “cultura materiale” e quella “immateriale”. E come esempio storico l’autore prende a modello il contesto pugliese che si presenta con tre direttrici, con un articolato modello culturale che interessa gli Arbëreshe di Puglia, i Grecanici ed i Franco Provenzali. Non so se il libro sia già in vendita e dove, ho contattato l’autore ed aspetto una sua risposta. Pagina facebook dell’autore Abbiamo parlato delle minoranze linguistiche in Capitanata in questo post

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A Vico del Gargano c’è il Bed&Breakfest che pensa all’ambiente

Sviluppare l’economia locale rispettando l’ambiente senza togliere nulla al turista desideroso di divertirsi oltre che rilassarsi. Ecco quello che potrebbe essere il motto del Pizzicato B&B, una struttura ricettiva che punta a ridurre al minimo l’impatto ambientale: dall’uso di lampade a basso consumo energetico a quello di materiali riciclati, poi detersivi ecologici, riscaldamento senza sprechi, pannelli solari e molto altro. La stessa colazione, offerta agli ospiti e servita nel Bar Pasticceria Pizzicato (altra realtà presente fin dagli anni Sessanta sul territorio garganico) è preparata con prodotti biologici molto spesso frutto delle coltivazioni degli orti intorno a Vico del Gargano. L’offerta si completa con gli eco-itinerari, che permettono al turista che ama la natura di godere dello spettacolo di una territorio capace di togliere il fiato. Speriamo che questo progetto possa arrivare ai turisti più sensibili e svilupparsi per diventare sempre più sostenibile. Crediamo che un “turismo moderno”, specie sul Gargano, non possa che basarsi sul concetto di eco-sostenibilità e ben vengano le idee giovani da menti giovani e preparate nel campo, proprio come quella di Giuseppe Romondia. Pagina ufficiale Facebook Sito ufficiale (in costruzione)

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Grotta Paglicci, si punta ad un rilancio

Grande successo per il documentario denominato “Indagine su Grotta Paglicci”, commissionato dall’Ente Parco. L’iniziativa fortemente voluta dallo stesso Parco Nazionale del Gargano, unitamente all’Università degli Studi di Siena, e al Comune di Rignano, ha messo in evidenza una singolare ed efficace sinergia tra le istituzione ed il ruolo dell’associazione “Centro Studi Paglicci” al sostegno della valorizzazione del sito. Nel corso dell’evento sono intervenute varie personalità ed istituzioni, tra cui il Presidente dell’Accademia dei Fisiocritici Sara Ferri, il Commissario del Parco Nazionale del Gargano Stefano Pecorella, il Sindaco di Rignano Garganico Antonio Gisolfi e la Responsabile del Dip. Scienze Ambientali “G. Sarfatti” dell’ Università degli Studi di Siena Annamaria Ronchitelli. Per quel che riguarda la promozione e divulgazione del sito, il Parco Nazionale del Gargano, il Comune di Rignano Garganico ed il Centro Studi Paglicci lavoreranno in sintonia per far sì che le peculiarità e la bellezza archeologica della cavità possano essere conosciute anche al di fuori dei confini territoriali e nazionali. Continua a leggere sul blog di Argod

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Il castello di San Nicandro Garganico su Ebay?!

Apprendiamo dal sito sannicandro.org che su ebay annunci è stato messo in vendita il castello di San Nicandro Garganico. Abbiamo subito controllato anche noi, ecco il link. Come si può notare l’annuncio è firmato a nome di una società immobiliare, non sappiamo però se sia uno scherzo o se effettivamente il castello sia in vendita, appena gli amici di sannicandro.org avranno nuove notizie non esiteremo ad aggiornarvi. AGGIORNAMENTO: le ultime vicissitudini su sannicandro.org

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Nelle grotte del Gargano c’è Satana!!

Dagli amici si Sipontoblog leggiamo questo curioso post. Nel video un pastore anziano avvisa i ricercatori della pericolosità della grotta perchè essa sarebbe una dimora di Satana (visto con i suoi occhi!). Ovviamente è credenza che si ritrova da secoli nei racconti orali del Gargano e non solo Un curioso post sull’argomento lo pubblicai  mesi fa sul blog del Team Argod

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San Giovanni Rotondo, ecco l´eliporto

Un quadrato con il lato di 42 metri, illuminato di notte, con un’elistazione ed un sistema antincendio automatico. L’elisuperficie di San Giovanni Rotondo, che si trova nei pressi del parcheggio “Pozzocavo”, ai piedi del paese, ha visto il taglio del nastro ed il volo inaugurale dell’Agusta AW 139 da quindici posti, che raggiunge le Isole Tremiti. E proprio il collegamento con le Diomedee, con Peschici e Vieste sarà uno degli obiettivi di questa elisuperficie, che è stata creata soprattutto come postazione di elisoccorso sanitario. L’elisuperficie di San Giovanni Rotondo è la terza, dopo Tremiti e Vieste, ad entrare in esercizio in provincia di Foggia. Da Foggia alle Tremiti. Uno scalo costato circa 300mila euro, sui 3milioni di tutta la rete eliportuale pugliese, che da giugno a settembre sarà parte integrante della tratta Foggia-San Giovanni Rotondo-Vieste-Peschici-Tremiti e che potrebbe contribuire alla valorizzazione dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia, in quest’ultimo periodo al centro di diverse polemiche tra chi vorrebbe chiuderlo e chi implementarlo. L´assessore Minervini. “Ho sempre affermato – ha detto l´assessore regionale alla mobilità Guglielmo Minervini – che il Gino Lisa di Foggia è nei nostri interessi primari e la creazione di queste elisuperfici è sicuramente un primo passo per vallrizzare

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Momenti di vita passata, il matrimonio sul Gargano

Fino a qualche decennio fa i matrimoni nei nostri paesi si svolgevano molto diversamente da oggi: c’erano altre regole e usanze severe da rispettare, tradizioni secolari che sono molto simili nelle varie zone del Sud Italia. Il matrimonio, come oggi, era un atto rituale e tutti i vari “step” non facevano altro che scandire le varie fasi del rito. A Cagnano Varano, precisamente, si esponeva (in casa oppure fuori) la famosa “dote” (il regalo dei genitori) composta da lenzuola, posate e tutto quello che di essenziale potrebbe servire in una casa; tutti i conoscenti ed i vicini (in primis la suocera) erano chiamati ad “ammirare” la dote: ad un “kit” più fornito ovviamente corrispondeva maggior prestigio per la famiglia. Infine si offriva del rosolio, un liquore fatto, ovviamente, in casa. Sempre a Cagnano le donne portavano poi, camminando in fila, il corredo in giro per le strade sulle “cruedde”, ceste che le donne posavano in bilico sul capo, ed infine le “cruedde” si portavano a casa degli sposi dove si riponeva tutto nei cassettoni. Chi ricorda questi avvenimenti giura che fosse veramente uno spettacolo assistere a tutta la procedura, anche perché la dote veniva messa nelle “cruedde” in maniera che

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