Ferroviedelgargano.com, senza il www

Provate ad andare su ferroviedelgargano.com…e poi su www.ferroviedelgargano.com. Non scrivendo il www solitamente il collegamento riporta ugualmente al sito cercato, ma in questo caso la società creatrice del sito si è fatta furba ed ha pensato di farsi pubblicità sfruttando questo banale trucchetto…quante persone per sbaglio arrivano sul falso sito ferroviedelgargano.com ? Quante di queste quindi credono che il sito delle Ferrovie del Gargano non funzioni? (e quant “t vonn accid”, magari anche in altre lingue, volano)?

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E’ venuto a mancare Carmine Mancini

Domenica scorsa è venuto a mancare Carmine Mancini, grande conoscitore della storia di Carpino. Da qualche mese mi recavo saltuariamente a casa sua, dove mi ha sempre accolto entusiasta di raccontarmi quello che fu Carpino ed i carpinesi di un tempo. Rimane il rimpianto di non essere andato a visitarlo quando, qualche settimana fa, mi invitò nuovamente a casa sua per farmi ascoltare nuovi ricordi. Le più sentite condoglianze alla famiglia

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Amara terra mia sull’Attacco

A proposito di quest’articolo siamo stati citati sull’Attacco di ieri 11 novembre. La “scoperta” è stata del tutto fortuita e dobbiamo ringraziare la sempre presente Prof.ssa Rauzino che ci ha tempestivamente contattati. Unico rammarico è che si dice che questo sia un blog lucerino…ma a caval donato non si guarda in bocca (tranne se scopri che qualche pagina prima è stato pubblicato un articolo con una tua foto, ovviamente senza nemmeno chiedere il permesso..e tralasciando che la foto sia pubblicata con tutti i diritti riservati, quindi sarebbero perseguibili secondo legge)

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Cagnano Varano ed i feroci scontri del 1860 in vista dell’Unità d’Italia

C’erano a Cagnano, nel 1860, anno dell’“impresa dei mille”, liberali e conservatori, entrambi i gruppi costituiti da proprietari agiati e laureati, appartenenti al ceto dei “galantuomini”, che cominciarono ad affacciarsi sullo scenario della storia del paese tra la Rivoluzione del 1799 e gli anni delle leggi eversive della feudalità, sostituendosi alla nobiltà. Essi (liberali e conservatori) si adattarono presto ai cambiamenti, tant’è che li troviamo in amministrazione sia prima che dopo l’unità, obbedendo, quindi, alle leggi dei Borbone prima, dei Savoia dopo. Inoltre, erano solidali nel difendere i propri interessi, sia quando si trattava di occupare le terre demaniali, sia quando bisognava nascondersi al fisco (ad esempio, tentando di prorogare la questione della “Riseca”), attuando da subito la pratica del “trasformismo”. Per continuare la lettura scaricare il file doc completo a questo link Prof.ssa Leonarda Crisetti

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Quegli strani Celti del sud

da celticworld.it Un concetto sul quale ho spesso insistito, è l’inutilità e l’assurdità di usare il riferimento all’eredità celtica per discriminare gli Italiani del sud da quelli del nord. La circostanza che un grande appassionato di cultura celtica abbia un nome dalle chiare origini meridionali, come Fabio Calabrese, può essere considerata accessoria, come è da considerarsi altrettanto accessoria la circostanza che pure chiare origini meridionali riveli il nome del miglior suonatore italiano di arpa celtica, il Maestro Vincenzo Zitello; Sarebbe facile ridurre tutto ciò ad influenze ambientali, se non fosse per il fatto che il celtismo non è per nulla maggioritario, non è una moda, non è il tipo d’interesse che scatta se non esistono consonanze profonde. Tuttavia il fatto è che l’impronta celtica non è circoscrivibile ad una parte soltanto del nostro territorio nazionale. Come è risaputo, la conquista della Gallia da parte di Cesare fu una gigantesca operazione di pirateria che aveva come scopo soprattutto l’approvvigionamento di schiavi. Decine, forse centinaia di migliaia di Celti furono “importati” in catene in tutta Italia, e paradossalmente la grande sconfitta della nazione celtica permise ai Galli quello che non erano riusciti ad ottenere ai tempi del loro splendore: aprirsi la strada

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Torri costiere della Capitanata, l’ispezione del marchese di Celenza

Una nuova ricerca di Romano Starace presenta il sistema difensivo costiero che per secoli ha difeso il territorio dai pirati e dalle invasioni per via mare, ma faceva parte anche di un sistema per inviare velocemente messaggi da un territorio all’altro. La sua ricerca “Torri costiere della Capitanata, l’ispezione del marchese di Celenza” (Edizioni Sudest) presenta con dovizia di particolari il sistema difensivo costiero, ma in particolare le torri del Gargano con una appendice di quelle abruzzesi. La sua ricerca parte da un manoscritto di fine XVI sec., conservato in un archivio straniero, di Carlo Gambacorta che rivestì molti incarichi prestigiosi nel regno napoletano. Vi raccomando di leggerlo con attenzione per vedere la nostra storia inserita nella grande storia dell’uomo. Le notizie storiche, architettoniche e archivistiche arricchiscono le illustrazioni e i disegni. Starace dimostra come c’è ancora tanto da ricercare e scoprire basta essere disponibili alla ricerca e non perdersi dietro chimere illusorie di notorietà. Con questa ulteriore ricerca lo Starace si dimostra maturo per le ricerche storico-archivistiche e speriamo continui a darci altre ricerche che possono contribuire alla nostra conoscenza dei fatti storici e del territorio con la sua particolare attenzione agli aspetti architettonici. Questa non è una recensione

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I ricercatori dell’Università di Siena raccontano in un documentario Grotta Paglicci

Una delle più importanti grotte paleolitiche d’Europa è stata oggetto di ricerca e analisi per molti anni da parte degli studiosi dell’Università di Siena: si tratta di Grotta Paglicci (Rignano G.co), nel Parco del Gargano, dove le antiche popolazioni del luogo hanno lasciato numerose e importanti testimonianze delle loro attività e delle loro culture. I percorsi di queste ricerche, portate avanti in collaborazione con la Soprintendenza archeologica locale, i risultati e i molteplici aspetti di un’indagine interdisciplinare che impegnerà gli studiosi ancora per molti anni sono narrati nel documentario “Indagine su Grotta Paglicci”, realizzato da Unicity Spa su incarico del Parco Nazionale del Gargano. Il documentario sarà presentato oggi mercoledì 10 novembre alle ore 17 all’Accademia dei Fisiocritici a Siena, e sarà l’occasione per rendere noti i risultati di tanti anni di ricerche e i nuovi metodi di indagine a carattere interdisciplinare. “Grotta Paglicci – spiega la professoressa Anna Maria Ronchitelli, studiosa del gruppo che ha portato avanti le ricerche – ha visto la presenza di gruppi preneandertaliani (fra 250 e 130mila anni fa) e di antichi sapiens (fra 36 e 11mila anni fa). Oltre a pitture parietali, uniche in Italia, sono state rinvenute due sepolture di sapiens tra le

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Raccolta differenziata in Provincia di Foggia, alcune statistiche

In questo periodo dove si fa gran parlare di rifiuti ho analizzato i dati disponibili sul sito rifiutiebonifica.puglia.it sui comuni della nostra provincia; ovviamente i dati che si potrebbero confrontare sono tantissimi, io riporto quelli che più mi hanno interessato. La media dei rifiuti riciclati, per i dati a disposizione dal 2007, è intorno al 10%, bassa dunque. Non c’è una ciclicità per la quale certe in certi periodi dell’anno si differenzi di più, anzi guardando i dati degli ultimi 3 anni sembra piuttosto che le numerose oscillazioni (diverse tra loro) siano causate da malfunzionamenti alla “macchina dei rifiuti”, impressione che si ha constatando, infatti, percentuali che scendono anche al 5% di differenziato al mese, in modo apparentemente inspiegabile. I comuni a vocazione turistica balneare (Vieste, Rodi, Mattinata, per Peschici non sono disponibili i dati 2010) sono, come facilmente si immagina, quelli che vedono impennare di più la produzione di rifiuti d’estate. I comuni “virtuosi” sono (dati riferiti ai primi 9 mesi del 2010): San Paolo Civitate (28%), Anzano di Puglia (40%) e Candela (48%). Voglio precisare che sul sito viene indicato che Cagnano Varano ricicla l’87% dei rifiuti ma piuttosto penso che sia un errore di inserimento dati (scambio

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Workshop sul turismo a Vico del Gargano

L’11 novembre a Vico del Gargano presso l’Auditorium R. Lanzetta si terrà il Workshop “Quale modello di governance per il distretto turistico del Gargano?”, organizzato dall’Associazione Formez PA il Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle Pubbliche Amministrazioni, che rientra nell’ambito del Progetto “MIP-Modelli Innovativi di Partenariato”. Il Gargano, in quanto primo Sistema Turistico Territoriale riconosciuto dalla Regione Puglia, è stato scelto come punto di partenza per la ricerca di un modello di governance innovativo che permetta di utilizzare gli strumenti normativi a disposizione e le relative risorse associate al fine di massimizzare le ricadute economiche effettive sul territorio. La subregione garganica rappresenta un vero unicum nel panorama della offerta turistica nazionale: turismo marino, ambientale, religioso, culturale ed enogastronomico. Una potenzialità obiettivamente ricca e diversificata, la cui complessità va gestita e valorizzata con strumenti innovativi affinché tale ricchezza non si trasformi in un vincolo ovvero in un freno allo sviluppo. Un patrimonio che ha bisogno di essere espresso al meglio per emergere e farsi conoscere in tutta la sua variegata bellezza che si offre come punto di forza. In quest‘ottica è importante realizzare degli incontri per confessare e far emergere le problematiche e le criticità che non consentono

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