NAVI DEI VELENI, TUTTO SILENZIATO DALLO STATO ITALIANO

Angela Napoli «La relazione del comitato parlamentare non fa emergere gli interessi della criminalità organizzata nello smalitimento illecito. E’ una vergogna e dimostra che non si voleva arrivare alla verità». Parla Angela Napoli, membro della Commissione parlamentare antimafia (21 gennaio 2013) Angela Napoli, membro della Commissione parlamentare antimafia, commenta con parole durissime la relazione finale del Comitato ristretto che si è occupato dei traffici via mare di rifiuti tossico-radioattivi: «Questo testo una vergogna! E’ la palese dimostrazione che non si voleva fare chiarezza e arrivare alla verità. Segnalerò alla mia Commissione che ritengo un simile documento non idoneo al benché minimo accertamento dei fatti. Anzi, aggiungo pure che si sta tentando di silenziare uno scandalo di dimensioni spaventose». Eppure il titolo del documento promette bene: “Relazione sui possibili interessi della criminalità organizzata sul traffico marittimo”. «Soltanto che poi, all’interno, questi interessi non emergono assolutamente. Una cosa assurda. Pensare che io stessa, durante un’assemblea interparlamentare dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ho denunciato lo scempio dei rifiuti affondati in mare, e in quell’occasione i rappresentanti delle altre nazioni hanno subito riconosciuto la gravità del problema. In Italia invece si vuole rimuovere tutto, convincere gli italiani che niente è successo e che la salute collettiva non corre pericoli. Che amarezza…». LEGGI TUTTO Vedi anche: LE NAVI DEI VELENI E BOMBE ALLE ISOLE TREMITI  LE STRAGI DI STATO

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VIDEO – Il rito della pesatura di San Donato e l’influenza della tv a Roccamandolfi (Isernia) 1961

Non siamo sul Gargano e non siamo in Puglia ma in Molise. Il video contiene una duplice preziosa testimonianza: il rito della pesatura per combattere l’epilessia, ormai relitto antropologico negli anni ’60, e l’influenza della televisione nelle popolazioni ai margini del boom economico di quegli anni. in tre, quattro anni di televisione il paese è già cambiato..i contadini di svegliano alle 4 anzichè alle 3.. Il rito della pesatura Link 2

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La storia dell’inferno nel Tavoliere delle Puglie

Un cafone, una volta morto s’illudeva di avere accoglienza in paradiso o almeno in purgatorio, ma nel primo non trovò posto e nel secondo non ebbe nemmeno risposta. Allora dicendo fra sé e sé: «Quando io non ho meritato il paradiso con tutta la mia miseria e pazienza e lavorare notte e giorno come una bestia, chi lo deve meritare?» si incamminò verso l’inferno. Lì il cafone venne invitato ad entrare da Belzebù: «Avanti! Avanti, fratello » Parole queste che commossero le cafone il quale si sentì a proprio agio e guardando quanto l’ambiente fosse per lui confortevole concluse: «Finalmente sono arrivato in un luogo dove si gode». La notizia dei giudizi positivi espressi dal cafone sull’inferno crearono scandalo tra i diavoli, i quali andarono a riferire a Lucifero in persona che c’era sulla terra un luogo peggiore dell’inferno e che quindi gli faceva concorrenza. Intanto il cafone continuava a pensare al trattamento principesco che glie era riservato all’inferno, confrontandolo con i cinquant’anni nei quali era vissuto in condizione di schiavitù, a servizio dei padroni della terra per i quali hanno lavorato senza sosta e senza ricevere nemmeno un grazie. Così Lucifero,mandato a chiamare il cafone gli chiese se fosse vero che gli piaceva l’inferno; al che il cafone rispose: «Moltissimo, signore. Se sapevo che era così comodo sarei venuto più presto». Appreso poi che veniva dal Tavoliere delle Puglie e che lui lo giudicava un inferno più inferno di quello dove si trovava. Lucifero inviò un diavolo travestito da contadino a vedere se quello che diceva che il cafone che era proprio vero. Dopo due giorni il diavolo fece ritorno e poté testimoniare, raccontando appena un millesimo di terribili patimenti subiti nel suo soggiorno nel Tavoliere che il cafone aveva detto la verità. A questo punto Lucifero, radunati tutti

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