VIDEO – Perchè i capodogli di Varano sono morti. Chiarezza, una volta per tutte!

Tutte le considerazioni, la cronologia degli eventi, il risultato dei referti necroscopici e delle analisi condotte, l’elenco di chi è intervenuto, le conclusioni sulle cause sullo spiaggiamento di massa di 7 esemplari di Capodoglio (Physeter macrocephalus) sul litorale compreso tra Cagnano Varano e Ischitella (FG) tra il 10 ed il 15 Dicembre 2009 sono state rese pubbliche in una relazione finale presentata al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ad opera del responsabile Prof. Sandro Mazzariol del Dipartimento di Sanità Pubblica, Patologia Comparata e Igiene Veterinaria dell’Università degli Studi di Padova (http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?lang=&item=/documenti/notizie/notizia_0208.html) e in uno studio multidisciplinare pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne dal titolo: “Sometimes Sperm Whales “Physeter macrocephalus” Cannot Find Their Way Back to the High Seas: A Multidisciplinary Study on a Mass Stranding” Questi importanti documenti evidenziano come lo spiaggiamento dei 7 Capodogli sia attribuibile ad una condizione multifattoriale, come spesso viene suggerito nei lavori scientifici che riportano eventi come questo, che ne ha determinato l’impossibilità ad orientarsi: fattori ecologici (profondità), biologici (inesperienza del gruppo), sociali (aggregazione), alterazione del sensorio e immunocompromissione di origine chimica. Continua qui Chiarimenti sullo spiaggiamento dei capodogli Per chi fosse interessato a proiettare questo video nel corso di giornate tematiche nelle Scuole/Università o in incontri tematici, può rivolgersi al supporto tecnico-scientifico di: Guido Pietroluongo e-mail: docdolittle@hotmail.it cell.: +39 320.4753594″.

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Gargano, un’isola montagna….e tanto altro

Credit ESA/NASA – Altre info sulla foto e sulla sua provenienza Gargano..un’isola montagna… un micro universo montano e marino che ha saputo dalla prima alba vivere e convivere in una natura aspra e selvaggia, chiusa e aperta, fra rupi e foreste, pianori e doline, forre e precipizi nell’interno del monte, e la pianura verde e spaziosa del tavoliere a ovest e quella liquida e azzurra dell’Adriatico lungo le coste. Cristanziano Serricchio

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Dall’antica civiltà contadina del Gargano: il NATALE

Zampognari Il Santo Natale per l’antica civiltà contadina garganica rappresentava un evento importante. La devozione (devo donare l’azione), per la nascita di GESU’, veniva preparata e sentita da tutti spontaneamente. Il digiuno natalizio, veniva osservato dal giorno dopo la festa di San Martino, allo scopo di accogliere l’evento con l’animo devoto e purificato privando il corpo dalle grandi abbuffate. La verdura di stagione che cresceva spontanea nei prati, veniva raccolta e cucinata per l’occasione. La borragine, ricca di ferro, veniva pulita accuratamente, poi bollita e condita con sale, limone e olio. Ottimo alimento capace di sostituire le proteine e con la stessa acqua si ammorbidiva il pane. La sera prima del 13 dicembre si mettevano a bagno, per 12 ore, possibilmente utilizzando l’ acqua piovana, le fave (rinomate quelle coltivate nelle località di Carpino perché  più dolci e saporite). Il mattino successivo si cuocevano nella pignatta (recipiente di terracotta) ricoperte di acqua e si circondava il recipiente con una ricca brace del camino. Una volta cotte venivano condite con semi di finocchietto selvatico, sale e olio. Una parte della pietanza veniva offerta ai vicini e parenti. Il sedici Dicembre iniziava la novena di Natale.  Il tocco delle campane richiamava i fedeli alla  S. Messa, le funzioni venivano svolte al mattino presto per consentire di svolgere le solite mansioni lavorative. Da ogni parte del paese e dalle campagne vicine, ricoperti con pastrani e cappelli accorrevano pastori e contadini. Prima di entrare in chiesa avevano scambiato tra di loro gli argomenti… a come meglio svernare, .. a come predisporre le cunette nel terreno  in presenza di copiose piogge…. dove e come procurare il fogliame per le bestie. Si accordavano per barattare la paglia con la biada e anche gli animali, bastava la parola e tutto andava a buon fine. Le donne anche esse, prima di entrare in chiesa, coperte

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