La Legge, il film girato a Carpino negli anni ’50, sarà redistribuito!

La Legge, distribuito negli Stati Uniti nel 1959 con il titolo Where the Hot Wind Blows, sebbene non sia il film più rappresentativo della carriera di star come Gina Lollobrigida e Marcello Mastroianni, torna nei cinema americani con il titolo di The Law, nelle sale a partire dal 23 di giugno. In un piccolo paese della Corsica tutti accettano senza discutere la legge imposta dal capo villaggio, il carismatico don Cesare (Pierre Brasseur). L’omo vive in una grande casa circondato da numerose donne tra cui spicca la bella e prorompente Marietta (una splendida Lollobrigida) dal carattere forte e non certo remissivo. Enrico (Marcello Mastroianni), arrivato sull’isola per lavorare al soldo di don Cesare, si innamora perdutamente di lei, ma il suo corpo ha attirato altri occhi. Il film di non è forse il più rappresentativo esempio del cinema di Marcello Mastroianni e Gina Lollobrigida, imbrigliati nei meccanismi di una tipica forma di coproduzione italo-francese, ma il regista Jules Dassin descrive una società dove ancora domina la legge del più forte, in cui l’uomo difficilmente riesce a distaccarsi dal suo essere animale, dalla carnalità e dalla brama di potere. A 50 anni dalla prima uscita al cinema, gli Oscilloscope Laboratories riportano

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Agli albori dell’estrazione industriale di “marmi” nella Capitanata

Il 14 dicembre 1867 a Firenze, con atto stipulato dal notaio Giuseppe Salucci della Vipera, un “comitato promotore”, composto dal cav. Sebastiano Fenzi, dall’ing. Ulisse Guarducci, dall’avv. Giovanni Piceni, dall’ing. Carlo Giaconi, dall’ing. Gio. Carlo Landi e dal cav. Giuseppe Bava, pone le basi giuridico-amministrative per la formazione di una “Società per l’acquisto, estrazione, lavorazione e vendita di marmi e alabastri esistenti nei monti della Capitanata e che sarà denominata Società Anonima Gargano”. Scopi, strutture e mezzi di tale società sono ampiamente descritti in un opuscolo a stampa a cura dello stesso comitato promotore, il quale si era costituito proprio per lo stupore suscitato dalla notizia che “una collezione di marmi, alabastri e stalattiti provenienti del Gargano” era stata spedita “dalla R. Società Economica e Camera di Commercio alla Esposizione universale di Parigi”. Per di più questi campioni “fornirono materia a profondi e accurati studi geologici, ancora inediti del chiarissimo Professore Leopoldo Pilla”. Continua qui […] ho discorso in ogni direzione il promontorio Garganico, ed ho avuto occasione di convincermi che ben lungi dall’essere questa regione secondo che si credea, un paese calcareo monotono, è invece uno de’ luoghi più importanti del nostro Regno rispetto alla scienza geologica.”Il Prof. Leopoldo

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Il tarantismo sul Gargano, Manicone ne parlò nel XVIII secolo

Possiamo affermare che il fenomeno del tarantismo, come quello diffuso in Salento  fino a qualche decennio fa, scomparve nel Gargano a fine ‘700? Leggete pure il testo del padre francescano/fisico Michelangelo Manicone di Vico del Gargano e diteci cosa ne pensate (a dire il vero Tancredi cita alcuni casi a Monte Sant’Angelo a fine ‘800). Le ragioni degli Antitarantisti, e risposte de Tarantisti Mi piglierò io il laborioso impegno di descriver qui la Tarantola appula? Favellerò io delle tante inezie, ciance, e mentecattaggini, che dai collettori di favole sonosi su questo celebre Ragno scritte, e dette? Perderò io il tempo ed il senno nel confutare gravemente tutte le opinioni, che fino ad ora sono state avanzate per ispiegar la danza de Tarantolati? No. Io esaminerò solo due punti tarantistici, che col clima appulo han rapporto; riferirò le ragioni dell’ uno e dell’ altro partito; e nulla deciderò io, ma deciderà il Leggitore illuminato insieme e disappassionato. Or il Tarantismo è un vero ed effettivo morbo, oppure un inganno, un’ impostura, una favola? Il Signor Suaammerdam, il nostro Tommaso Cornelio, e cent’altri Antitarantisti sono di sentimento, che il Tarantismo altro non sia che una favola di mendichi, e di vagabondi. Parecchi

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Briganti ieri, oggi e domani

Gendelissima Donna Chilina Nobile, noi ti fammo conoscere che ci avite mantare mille e due cento ducati subito domani matina alle ore doteci, e se voi non le mantate questi Denare sarete ammassagrate tutta la masseria delle vacche, e tutto ciò che tinite per la campagnia e mantate anco la spesa per due cento uomini, quartro barile di vine, dieci pare di casecavalli quartre tomoli di pane tre rotoli di tabacco, una dozzina di carta,e cinque baccotti di sicarii, e mantatelo per la stessa persona che vi porta la llettera e fate lo riscotto di tutto ciò che mantate e non altro da dirvi e sono il sig. Maggiore della Cavalleria Luigi Palumbo Questo testo è tratto da un biglietto minatorio fatto recapitare a un latifondista di Vieste dal brigante intorno al 1860…eppure è così attuale……..

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Il 26 maggio parte la transumanza da San Marco in Lamis

È  maggio e ancora una volta, come per millenni, si ripeterà con l’ultima luna piena del mese, l’antico rito della Transumanza. In questo periodo, il Tavoliere Pugliese, che ha dato asilo per tutto l’inverno agli armenti, con il sopraggiungere del grande caldo, diventa inospitale, ed è tempo di partire per raggiungere pascoli più freschi di altura. Lungo i maestosi Tratturi, le autostrade verdi larghe fino a 111 metri, che per millenni hanno visto il passaggio delle transumanze, dei pellegrini, dei viandanti e degli eserciti, anche quest’anno, sulle vestigia degli antichi padri, l’Azienda Colantuono, unica in Italia, farà il viaggio di ritorno con i suoi 300 capi bovini da San Marco in Lamis (FG), fino alle natie ed incontaminate alture molisane di Frosolone (IS) dove trascorreranno la stagione estiva. La Transumanza di quest’anno si carica di un significato molto forte. Dal titolo “Transumanza d’Italia”, il viaggio degli armenti idealmente si ripropone di ricongiungere tutte le regioni italiane accomunate da un passato pastorale e transumante, tra queste, oltre al Molise, la Puglia, l’Abruzzo e il Lazio. I Tratturi di questi territori, rappresentano un unicum, a livello internazionale, come patrimonio storico, archeologico, antropologico e naturalistico di valore inestimabile. Per vari tratti risultano ancora

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Gli scavi archeologici nel piano di Carpino del ’53, alla ricerca di Uria

di Domenico Sergio Antonacci Giace ormai nella memoria di pochi carpinesi il ricordo degli scavi archeologici condotti nel 1953 a Carpino e Cagnano, precisamente in contrada Avicenna e Spineto (con qualche saggio a Fiumicello). In quegli anni un provvedimento del Ministero del Lavoro diede il via alla nascita di numerosi “cantieri scuola” in tutt’Italia con lo scopo primario di ridurre la disoccupazione ma purtroppo gli scavi furono condotti con grande impiego di manodopera non specializzata e a causa della scarsa presenza di tecnici e archeologi gran parte del materiale fu disperso o distrutto durante i lavori. A questo si aggiunse poi la scarna documentazione, e scritta e fotografica, riguardo ai reperti e le strutture rinvenute. Negli anni precedenti al 1953, durante lo sbancamento per la costruzione della SS89 prima (fine ‘800) e della ferrovia qualche decennio dopo, furono ritrovati occasionalmente scheletri e strutture antiche (ovviamente distrutti per farci passare la strada), così la piana di Carpino fu uno dei siti scelti, soggetta a saggi di scavo già negli anni ’30 e ritrovamenti alla fine del XIX secolo. Lo scopo primario dello scavo fu quello di chiarire la localizzazione dell’anticacittà garganica di “Uria”, che molti situavano proprio in quella zona; intorno

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La mitica città di Uria nella tradizione orale del Gargano

A ‘n’or d’ nott  (i versi che iniziano con il trattino sono la voce del bambino che risponde a sua madre) Sirr chist’occhji bell, fa la nann; iè fatt nott e tutt li criatur mo già so’ ‘dd’rmut, non parlann: steng ucin a te, non avè paur! Lu lup va magnann li malandrin che non dorm’n sub’t la ser… -Lu lup no, mammù, mitt’m ‘nzin e cant, cant la ninna nann ‘ccom e ier. Apprim mo, da bona cr’stian fatt la croc e di’ l’AveMmarij…, …del Padr’, Figlij, … p’ queddavta man, e d’lu Spir’t Sant e così sij. -Uheij ma’, la Madonn mo m’ sent? Ma scì, bell d’mamm, a tutt quant la Madonn c’sent e non c’sta nent che non ved. Mbè, i’mo dic annant, tu di’ appress a me: piena di grazij… -piena di grazia…Ioj ma’, che sonn? Amma v’dè staser se t’ sazij d’ chiacchjirià! T ven o no stu sonn? Ià stregn li man…è teco il Signore. -e li grazij che sonn, m’ l’ha dic’? La vu’ s’rrà sta voc? So’ doij or! Na grazij iè che t’adda b’n’dic e t’adda fa’ v’nì stu sonn mup! -Mammù, m’ l’ha ‘ccuntà nu fatt bell? …no semp

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Comunicazione di servizio : votazione post e regime di pubblicazione

Come vedete sotto ogni post ci sono le stelle per giudicare da 1 a 5 l’articolo; succede ogni tanto che abbiamo valutazioni “sospette” (esempio: tutti votano 5 ed una persona 1) che dunque potrebbero falsare il giudizio; premettendo che non ci aspettiamo di certo che questo sia uno strumento che qualifichi il blog e ne attesti la qualità, ma crediamo solo che sia un ulteriore strumento a vostra (e nostra disposizione), preferiremmo che si spendessero 15 secondi a scrivere un semplice e breve commento, specie nel caso che la valutazione sia 1 come è successo per questo post (che non credo meriti così poco, scusate se manca la modestia). Solo in questo modo noi potremo capire se veramente qualcosa non va nei nostri post ed ignorare le azioni di alcuni cretini (o di un cretino) che non hanno nulla di meglio da fare che “guastare la festa”. Un’altra comunicazione che dobbiamo fare è quella che nei giorni seguenti il regime di pubblicazione potrebbe subire una frenata, questo perchè gli esami incombono e, come dicono “alcuni”, se siamo all’università è per studiare… Ringraziamo chi si è registrato al blog, chi ha condiviso gli articoli su facebook (veramente in tanti) e tutti

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Le Isole Tremiti sui francobolli

Le Isole Tremiti sono tra i 4 siti scelti da da Poste Italiane per una speciale serie di francobolli, detti “turistici”; oltre alle nostre isole ci saranno Courmayeur (Valle d’Aosta), Todi (provincia di Perugia) e Viggiano (Potenza). Il francobollo sarà disponibile dal 4 Giugno (valore di 0,60 €) e raffigura nella cornice di una fascia tricolore e dello stemma della Puglia, la penisola pugliese e due simboli di particolare rilevanza: la Basilica di San Nicola e le Isole Tremiti.

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San Cirillo D’Alessandria: un nome, una storia…

Oggi 18 Maggio si festeggia a Carpino la ricorrenza di San Cirillo; patrono di Carpino, patriarca d’Alessandria e teologo, detto anche Doctor Incarnationis e riconosciuto oggi come santo e dottore della chiesa, Cirillo d’Alessandria è un nome che non sempre viene associato ad opere giuste e misericordiose e ad azioni rispettose, degne di un santo e buon seguace del Signore e della Sua parola. Il suo operato andava consumandosi nel periodo subito dopo l’editto di Costantino il Grande, che aveva concesso la libertà di culto in tutto l’impero a favore di tutte le religioni e che quindi aveva causato la diffusione a macchia d’olio della religione cristiana: i praticanti aumentavano inesorabilmente,  e i cristiani non avevano più timore di dichiararsi, dato che non erano più perseguitabili. Il giorno della morte dello zio Teofilo, vescovo di Alessandria, che avvenne il 15 ottobre 412, Cirillo fu eletto Vescovo e Patriarca di Alessandria, malgrado l’opposizione di molti che lo giudicavano violento e autoritario come lo zio; infatti si mostrò tale contro i novaziani, gli ebrei (fece distruggere la colonia ebraica di Alessandria) e persino col governatore imperiale di Alessandria, Oreste. Secondo lo storico Socrate Scolastico acquistò «molto più potere di quanto ne avesse

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