Sfregio alla Storia di Capitanata: profanata “la Tomba della Medusa”

Gli scavatori clandestini, dopo averla svuotata dei pregevoli corredi, finiti in chissà quale collezione privata o museo straniero, tornarono all’opera nel 1984, questa volta con un escavatore meccanico, distruggendo la copertura del vestibolo e riuscendo a trafugare il frontone con la raffigurazione della Medusa, che ha dato il nome all’ipogeo, e i capitelli figurati. Oggi la tomba daunia, visibile dagli automobilisti che percorrono l’A14 a nord di Foggia, a metà strada con San Severo, privo di copertura, è diventato in una specie di imbuto che raccoglie le acque piovane. La situazione di abbandono ha favorito atti di vandalismo: le colonne del vestibolo sono state abbattute, una base è stata addirittura rubata. Gli affreschi, dei mosaici a ciottoli, restaurati sotto la direzione della Soprintendenza, per un costo di 588 milioni di lire, sono risultati gravemente compromessi. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati ulteriormente gli scavi clandestini dei tombaroli che hanno garantito loro ingenti profitti, grazie all’imbarazzante e  colpevole silenzio delle autorità locali che preferiscono infatti “altre forme d’investimento” forse più rapide, forse  più redditizie. Si è calcolato che siano stati oltre 200.000 reperti archeologici trafugati nell’ultimo ventennio ad Arpi, sufficienti per creare uno dei più grandi musei al Mondo. Continua la lettura qui Approfondimento Video di Nico Baratta Visualizzazione ingrandita della mappa

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Masserie a rischio abbattimento a causa dell’IMU + AGGIORNAMENTI + FOTO

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE IN FONDO + FOTO MASSERIE DISTRUTTE DI MARCO DEL GAUDIO Dal 1 dicembre l’IMU sarà applicata anche sugli immobili rurali, considerati come seconda casa per chi ne possiede già una, e quindi con imposta maggiore. Ciò colpisce tutte le case di campagna e masserie sparse nel nostro territorio, alcune delle quali già sono lasciate all’incuria del tempo. Per tali motivi nella nostra provincia i proprietari di tali immobili, per non gravarsi di ulteriori spese hanno già iniziato ad abbatterli e se continuano nel giro di un mese perderemo un patrimonio storico e artistico che ha caratterizzato la nostra civiltà contadina e la nostra storia. E di tutto ciò i nostri politici e giornali tacciono! Alfonso Marchitto  Intanto alcune case ONC sulla ss16 tra San Severo e Foggia sono state già abbattute, speriamo che tra poco non tocchi alle strutture più antiche legate alla storia della nostra regione come le poste e le taverne della transumanza, delle antiche strade romane e della via per il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. FOTO DI MARCO DEL GAUDIO   quando erano intere Aggiornamento: dai commenti ci segnalano che lungo la ss89 per andare a Torremaggiore ci sono altre masserie appena distrutte. Aggiornamento 2 da FoggiaToday.it: ATTENZIONE! SUL  GARGANO E SUBAPPENNINO NON SI PAGHERA’ ALCUNA TASSA INFATTI: Accatastamento FR: abbattute masserie, colpa dell’IMU „ Le aliquote da applicare ai fabbricati rurali variano a seconda del loro utilizzo. Sono esenti invece gli immobili ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente tali. Esenti dal calcolo dell’Imposta Municipale Propria i terreni incolti nei comuni collinari e di montagna, che però andranno ugualmente dichiarati. In provincia di Foggia le zone montane o parzialmente tali sono: Accadia, Anzano di Puglia, Cagnano Varano, Carpino, Celle S. Vito , Faeto, Ischitella, Mattinata, Monteleone di Puglia, Monte S. Angelo,

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Poesie d’olio garganico

Vieste, foto Beltramelli Olio e bruschetta E’ tempo di storni e beccacce producono i forni più focacce e si consumano nei giardini per il pranzo corto dei contadini che sulle scale coi rastrelli fan cadere i frutti nei cestelli. E’ l’ultimo loro raccolto bene prezioso dell’orto movimenti fatti con garbo delle olive si ha riguardo. Al frantoio vanno portate per essere presto tritate esce così l’olio nostrano è il verde oro del Gargano. In ogni mulino vi è un camino dove arde la legna pian pianino e per veder se il gusto piace si mette sulla viva brace il pane da fare abbrustolito unto di olio appena uscito. Poi va nei vasi d’argilla che si rafferma e distilla depositando il fondo fino a diventar color biondo alimento antico e importante per condimento e conservante e sul pane arso a fette fa prelibate le bruschette bocconcini naturali e primitivi presenti negli attuali aperitivi. Antonio Monte

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