La “cuculijata”

Se ppènze a cquiddu tèmbe ggià passate, me pigghja na spèce de nustalgia; sarrave ca de li waje me ne sò scurdate, ma quase quase ji ce turnarrije. E mm’anna ccide se ne gnè luwére ca tènghe quiddu tèmbe nda lu penzére! Me recòrde quanne cu l’amice mije jéve alla scóle tutte spenzerate, àvete ca trestèzze e ppecundrija! ogne gghjurne jéva festa cummannata e ccèrte vóte cu la bborza mmane dalla scóla ce ne scappavame pe gghj ngappanne mùsckere…cecale… gridde…palòmme e ppalummèdde facènne lu nghiane e scigne pe li pedale pe gghjì scassanne ndi palla de pezza ce mettavame a ccòrre coma pazze quache vvota me fermava nu mumènde a ssendì li lucche de cèrte crestjane, propje dda vvucine lu cummènde; e cquidde jèvene mméce arteggiane; ca la dumèneche dòppe na magnata ce jèvene a ffà la cuculijata. Nicola Curatolo

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I nomi dei Garibaldini della Daunia, c’è qualche tuo avo?

Aggiornamento 7 maggio 2012 in fondo Nella ricostruzione di quella fase storica che portò alla fine del Regno delle Due Sicilie e alla conquista dell’Italia meridionale, l’attenzione degli storici e la memoria collettiva si sono concentrate sui Mille sbarcati a Marsala con il generale Garibaldi. Parzialmente in ombra sono rimaste le migliaia di altri partecipanti, sul cui numero totale la storiografia ha fornito solo approssimazioni. Il progetto “Alla ricerca dei garibaldini scomparsi”, realizzato grazie al contributo della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino) e con la partecipazione della Fondazione CARIGE (Cassa di Risparmio di Genova), intende far emergere dall’anonimato quella moltitudine di eroi sconosciuti provenienti da quasi tutte le regioni italiane, da molti paesi europei e anche dalle Americhe e dall’Africa, protagonisti di quell’evento storico fissato nell’immaginario collettivo di tutti gli italiani. Ho ricercato nell’immenso archivio (35000 garibaldini) i nati nella Provincia di Foggia (o per lo meno nell’area riferibile all’attuale provincia) e con grande sorpresa ho trovato anche alcuni garganici; di seguito la lista riassuntiva dei centri abitati interessati: Apricena, Foggia, Ischitella, Lucera, Manfredonia, Monte Sant’Angelo (forse), Orsara di Puglia, Rodi Garganico, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo. Qui invece l’elenco dei “garibaldini nostrani”: Albano Pasquale – Lucera Arnone Giovanni – Foggia Bitonti Luigi – Montegargano (? Monte Sant’Angelo) Capodieri Francesco – Bovino Caso Giovanni – Lucera Colletta Carmine – San Severo Conte Luigi – Foggia D’Aquino Paolo – Foggia Davennio Luigi – Lucera De Petris Ferdinando – Manfredonia De StefanoAntonio – Bovino Falco Luigi – Ischitella Francesco Capozzi – Foggia Francesco Geraldo – Foggia Guida Giovanni – Lucera Manzo Francesco – Lucera Mioletti Pietro – Rodi Garganico Moisé Maldacca Maldacea – Foggia Pescatore Giuseppe – San Severo Rosano Salvatore – San Severo Ruggieri Vincenzo – Foggia Sabbatini Domenico – Apricena Scola Giovanni – Foggia

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I reperti di Grotta Paglicci in esposizione al Vittoriano di Roma

Un breve post per comunicarvi che a Roma, nell’area espositiva del Vittoriano (detto anche Altare della Patria) e all’interno della mostra “I Colori del Buio” (del gruppo di esplorazioni speleologiche La Venta), fino al 25 marzo potrete ammirare i reperti della Grotta Paglicci di Rignano Garganico, una delle più importanti del Mediterraneo, una vera miniera archeologica: il più spettacolare è lo scheletro di donna di 18-20 anni ed in una sepoltura del periodo Gravettiano (quindi tra 28 e 20.000 anni fa), è stata trovata anche una seconda sepoltura. Nel sito ciottoli, pietre e ossa con incise figure geometriche e di animali. In evidenza vediamo le fotografie di un’altra “perla” trovata nella grotta, gli unici esempi in Italia di pitture parietali paleolitiche : due cavalli e delle mani dipinte in un angolo riparato della grotta, del tipo di quelle della Grotta di Lascaux in Francia, che risalgono a 18-20 mila anni fa. Da Archeorivista SIAMO ARRIVATI AL PARADOSSO CHE PER VEDERE UN BENE PROVENIENTE DALLA NOSTRA TERRA DOBBIAMO ARRIVARE A ROMA! MILIONI DI EURO SPRECATI PER UN MUSEO CHE NON ESISTE, PROMESSE E PAROLE DAI SOLITI NOTI E…IL NULLA..

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Il coraggio delle donne cagnanesi, lo sciopero del 1941

La foto si riferisce ad uno sciopero a Vercelli L’8 marzo dell’anno scorso su CagnanoVarano.org fu pubblicato un bellissimo post che voglio riportare qui in occasione della festa delle donne del 2012…e AUGURI A TUTTE LE LETTRICI ed anche a quelli che si sentono donne dentro… “Nel 1941, il sale, il pane, era tutto scarso … e abbiamo fatto lo sciopero” “Quanne maritema l’à ssapute, m’à ddàte ppùre nu sckàffe! e mm’ha ddìtte:- Te putìve pùre stà a rreteràta a ccàsta!”   Mi chiamo Carolina e sono nata a Cagnano Varano il 14.5.1918. Sono rimasta senza padre, quando mamma era incinta di tre mesi ed è andata a fare i servizi in casa dai ricchi: Rachelina Coccia, Masteaddèca, don Luca, da donna Lina. Cummàre Rachelìna ci ha battezzato, ce stèva lu san Ggiuvànne. Prima di andare a servizio, mia madre faceva la contadina e l’artigiana: si procurava la paglia, dalle spighe che erano state mietute, e pe la restùccia facèva li cruuèdde e li spasètte. Raccoglieva la paglia, la faceva a mazzetti e la intrecciava. Mia madre aveva solo me. Quando ero bambina sono andata a scuola, ma fino alla quarta elementare. Alla quinta mi sono ritirata dalla scuola, per necessità. Ero brava pure in aritmetica. Allora comandava Mussolini e ho fatto la “piccola italiana”; indossavo la gonna nera e la maglietta bianca. La quarta di allora era importante, poi ho insegnato anche ai miei nipotini. I miei figli me li hanno lasciati quando sono andati a lavorare all’estero. Quanto lavoro! Eravamo in nove in casa: io, mio marito e sette nipotini e a tutto ho pensato io, quando i miei figli sono andati in Germania. Questa figlia [fa riferimento a quella presente] è andata via nel 1979. Ho lavato tutto a mano, allora non avevo la lavatrice. Prima ancora,

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Sky fa ammenda e pianta alberi, dove? Vota per il Parco nazionale del Gargano

AGGIORNAMENTO 8 MARZO, SIAMO AL 51%…OLTRE 100 VOTI SOLO DA QUESTO BLOG La newsletter di Sky Seven Days diverrà carbon positive: se è pur vero che immette nell’aria molta anidride carbonica sarà assai più l’ossigeno prodotto dagli alberi che la pay tv si offre di piantare con la collaborazione di AzzeroCO2. Sky, la celebre pay tv internazionale, ha scelto il Parco Nazionale del Gargano per rappresentare il Mezzogiorno in una lodevole iniziativa. Sky Seven Days, la newsletter gratuita che ogni venerdì informa centinaia di migliaia di abbonati del mondo Sky, diventa un mezzo per migliorare l’aria che ciascuno di noi respira. A partire da marzo, e grazie alla collaborazione con AzzeroCO2, società leader nell’attività di compensazione, l’anidride carbonica collegata all’invio di Sky Seven Days verrà non solo “compensata”, cioè annullata, ma la newsletter diverrà carbon positive, dato che verranno piantati più alberi rispetto al numero necessario per neutralizzare le emissioni di CO2. Saranno gli abbonati di SKY che decideranno in quale tra le quattro aree naturali indicate (tra queste il Parco del Gargano) far piantare gli alberi ed avere quindi un’aria più pulita. Più voti saranno dati al nostro Parco e più alberi saranno piantati. Per scegliere il Parco Nazionale del Gargano bisogna votare il sondaggio che si trova nella pagina in basso a destra digitando l’indirizzo  http://guidatv.sky.it/guidatv/sevendays/index.html .  Per iscriversi alla newsletter basta collegarsi all’indirizzo http://guidatv.sky.it/guidatv/sevendays/landing.html “E’ davvero un grande riconoscimento quello conferitoci da Sky – dichiara il Commissario dell’Ente Parco, Avv. Stefano Pecorella -, che testimonia ancora una volta il buon lavoro svolto in questi ultimi anni e l’importanza della nostra Area Protetta, zona di eccellenza della biodiversità e della green economy. Come Ente e come territorio non possiamo che plaudire alla collaborazione che si è realizzata con SKY. Attualmente – sottolinea Pecorella – siamo in testa al

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