Scopriamo quali sono gli animali pericolosi sul Gargano

di Melchionda Leonardo (Pericoli derivanti da animali pericolosi nel “Promontorio del Gargano”) Quando ci si addentra nella natura selvaggia, può accadere di imbattersi in animali che possono essere abbastanza pericolosi ed a volte, anche se raramente, letali. Infatti, l’ambiente naturale ospita varie creature, rettili, insetti, aracnidi ecc., animali spesso dotati di ghiandole velenifere, armi utilizzate prevalentemente per immobilizzare o uccidere prede naturali di cui si nutrono, ma in alcuni casi, possono essere utilizzati contro di noi a scopo difensivo, sentendosi minacciati dalla nostra presenza ravvicinata, per questo bisogna stare molto attenti  a dove si cammina, cosa si tocca, dove ci si appoggia ecc., oltre ad avere un abbigliamento idoneo al tipo di ambiente. I pericoli derivati da animali pericolosi nel nostro territorio per fortuna non sono tanti, ma come gia detto anche se rari ci sono animali abbastanza pericolosi, in realtà tutti i ragni e molti insetti sono velenosi, ma pochissimi possono avere effetti gravi, se non un effetto paragonabile ad una puntura di una vespa o un calabrone, il problema però sussiste su individui con problemi allergici, la cui puntura può rilevarsi letale per shock anafilattico, ma per tali individui vale qualsiasi puntura sia di ragno sia d’insetto o altro, sia che sia fuori in campagna sia che stia a casa in città, per cui, evitando allarmismo inutile vi cito solo i pericoli reali, quelli a cui dobbiamo prestare un po’ di attenzione, perché, essere punti da ragni, insetti o altri animaletti in genere è all’ordine del giorno per un escursionista, ma generalmente trattasi di situazioni di poco conto. VEDIAMO I 5 PRINCIPALI PERICOLI REALI: Il pericolo più elevato viene da un Rettile, dall’Aspide o vipera comune (Vipera aspis), questo rettile è lungo dai 50 ai 65 cm circa, ha un carattere molto schivo per questo il suo morso è

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A compiere i doveri da cittadino vi rompono i vetri (se siete fortunati)

Qualche giorno fa a Foggia è stato rotto un vetro dell’auto di Vincenzo Rizzi. Ecchissenefrega direte voi… Vi spiego.. Vincenzo Rizzi, insieme a Piero Ferrante, qualche giorno prima aveva cercato di documentare attraverso un filmato l’ennesimo scempio della città di Foggia, un nuovo cantiere che ha ormai distrutto un edificio storico conosciuto come Taverna dell’Aquila (parliamo di una struttura con almeno 6 secoli di storia..qui per info). Il video registrato è questo…si distingue chiaramente una voce che allontana Vincenzo e Piero Ferrante.   Purtroppo viviamo in un territorio dove chi cerca di far rispettare la legalità viene deriso, attaccato, emarginato, in primis dalla “politica”…viviamo in paesi dove se si prova a chiamare i carabinieri vedendo “qualcosa che non va” non bisogna stupirsi se si viene richiamati qualche minuto dopo da persone sconosciute…..questa è un’amara terra, la mia, la tua, la nostra, la vostra….e quella di quelli che verranno…LOTTIAMO! Per saperne di più

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“Sono dispiaciuto per i miei coetanei che non hanno trovato ancora un padrone”

di Antonio Monte Il garzone che fruiva del riposo, dopo due mesi di interrotto lavoro, si metteva a disposizione dei compagni per riportare le notizie ai loro familiari. Ottimo pretesto per dialogare con qualche volto femminile, in quanto i loro uomini erano lontani presso altre campagne, e conservare così le loro espressioni onde colmare il bagaglio della fantasia. Cosa dovrò riferire a tua madre? Domanda che il garzone di turno, prima di partire per il paese, rivolgeva al pastorello di 6 o 7 anni. Il ragazzo così rispondeva: “Dille che soltanto il primo giorno ho digiunato per essermi privato di tutto il pane da donare ai cani mastini che mi mostrarono i denti; adesso però mi sono tutti fedeli e utili, mi aiutano a raccogliere la mandria e si attaccano alla coda quando una bestia tenta di invadere il seminato. Dille che la campagna è ricca di cicorie e di finocchietti ed io, durante il pascolo oltre a raccogliere la verdura la porto ai garzoni già pulita e lavata, inoltre riesco a racimolare una fascina di legna secca per il fuoco serale,  in cambio gli anziani mi fanno scolare il brodo dell’acqua calda della loro minestra che serve per inzuppare le mie fette di pane. Dille che al mattino il massaio mi riempie una scodella di siero caldo e quando colma tutti i  recipienti di ricotta se ne avanza, me ne offre un cucchiaio. Dille che mi hanno regalato una pelle di capretto secca da utilizzare come pastrano in modo da riparare i pantaloni dai rovi e dalla rugiada, e anche una bella incerata da utilizzare per la pioggia. Dille che ci sono molti campi di grano coltivati e questa estate durante il pascolo potrò spigolare; sono dispiaciuto per i coetanei del mio quartiere che non hanno trovato ancora un

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