Avviso pubblico Regione Puglia per promuovere iniziative di antimafia sociale

Con tutto il trambusto sulla mafia del Gargano nessuno parla di questo avviso pubblico emanato dalla Regione Puglia il 10 agosto: Cantieri Innovativi di Antimafia Sociale: Educazione alla Cittadinanza Attiva e Miglioramento del Tessuto Urbano – Approvazione dell’avviso pubblico Sconfiggere la mafia non è solo compito delle forze dell’ordine, dello Stato, ma sopratutto della cittadinanza!

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Una Stele Daunia da Londra al Gargano – 24 agosto Castello di Monte Sant’Angelo

A Monte Sant’Angelo il reperto archeologico acquistato all’asta grazie alle donazioni del “popolo del web” Arriverà giovedì sera nel castello di Monte Sant’Angelo la stele daunia messa in vendita a marzo da una nota casa di aste londinese e acquistata grazie al contributo di tanti cittadini che hanno partecipato alla campagna di crowdfunding della Fondazione Apulia Felix. La fondazione, presieduta dal professor Giuliano Volpe, raccolse subito l’input di alcuni giovani attivi sul territorio, Domenico Moretti e Domenico Antonacci, facendosi carico di tutte le procedure tecniche e amministrative necessarie per riportare l’oggetto a Foggia. Un ritorno quindi, quello della stele, forse “sfuggita” alle vie legali dell’archeologia per alimentare il mercato clandestino nel quale la provincia di Foggia riveste il triste primato di area maggiormente depredata dai cosiddetti tombaroli. Armati di scavatori e picconi, i criminali dell’archeologia devastano i siti archeologici della Daunia alla ricerca di materiali preziosi da immettere sul mercato, spesso in percorsi che li portano fuori dall’Italia, in Svizzera e poi alle case d’asta internazionali con tanto di documentazione che ne attesta la legittima proprietà. Un fenomeno gravissimo, tanto che si parla di archeo-mafie, verso il quale questa iniziativa vuole sensibilizzare la cittadinanza attraverso un tour della stele, prima

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Intervista al “pellegrino social” sul Gargano, Matteo Bergamelli

di Domenico Sergio Antonacci – 22/08/2017 Nella bellissima Abbazia di Santa Maria di Pulsano ho fatto qualche domanda al “pellegrino rosso”, Matteo Bergamelli, giunto sul Gargano a piedi lungo la cosiddetta Via Francigena (una delle sue deviazioni, la via Micaelica). Per lui un’esperienza di fede innanzitutto, fatta senza soldi ma solo confidando nel buon cuore delle persone incontrate…e poi i social network dove ha aggiornato costantemente i follower(s) tramite i suoi simpatici video e grazie ai quali ha trovato tanto aiuto. Amaro constatare che c’è ancora tanto da fare per quanto riguarda la segnaletica sul Gargano, nonostante i tanti (forse troppi) convegni organizzati (anche di recente) sul tema Via Francigena.

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Quando Monte Sant’Angelo era come Matera

da Centro Studi Storico Archeologici del Gargano Il progresso ha cancellato tante tracce della antica storia di Monte Sant’Angelo (è comune il pensiero che la cittadina garganica fosse molto simile a Matera con i suoi sassi) ma nonostante ciò oggi ci ritroviamo ancora con un grande patrimonio tra le nostre mani. Il seguente saggio è tratto da “Abitazioni rupestri e grotte dei cordari a Monte Sant’Angelo nel 1960”, Atti Spelaion 2007- Buona lettura (cliccate sulle immagini per ingrandirle).

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Il dolmen di Molinella e l’archeologia costiera tra Vieste e Peschici

Nel 1948 Salvatore Puglisi identificò sull’altura di Molinella, piccolo promontorio prospiciente il mare a Vieste, un stanziamento di epoca protostorica costituito da numerose tracce di fori per palificazioni e adattamenti della roccia che facevano parte di un insediamento capannicolo, inoltre identificò in tre lastroni ortostati, presenti sulla sommità del promontorio i resti di una struttura dolmenica. Al tempo fu considerato un ritrovamento eccezionale dal momento che non erano noti altri monumenti del genere a Nord dell’Ofanto, in realtà altri dolmen furono ritrovati nei decenni seguenti a Madonna del Cristo presso Rignano Garganico e a Pulsano a Monte S. Angelo, che allinearono il Gargano con il resto della penisola pugliese circa l’usanza diffusa nell’età del Bronzo di costruzioni artificiali, come ipogei e dolmen funerari, misti all’adeguamento di grotte naturali. Leggi tutto qui

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