Scarica “La guida alla Via Francigena nel sud – Da Monte San Vito a Monte Sant’Angelo”

Michele Del Giudice ha bisogno di poche presentazioni. Camminatore, innanzitutto..il resto viene dopo e grazie a questa sua grande passione che è diventata la sua vita. Originario di Vico del Gargano ha percorso tutti i più importanti cammini religiosi d’Europa e da anni si batte affinchè il tratto di Via Francigena che va da Benevento alla Puglia sia correttamente tutelato e valorizzato, cosa non facile. Lo fa praticamente da solo andando incontro, spesso, a usurpazioni storiche da parte di enti e non solo (ma questa è una storia lunga, semmai ne riparleremo più in là). La via Francigena, anzi le vie Francigene, non sono altro che quei fasci di strade che, dal Medioevo, collegano i santuari cristiani più importanti d’Europa; spesso, a seconda della zona d’attraversamento, prendono altri nomi, come nel caso della provincia di Foggia dove viene chiamata anche Via Micaelica (dimentichiamo Via Sacra Langobardorum, per favore!). Via di pellegrini insomma, ma anche (e a volte ancor prima) tratturi per le transumanze italiane. Dalla sua esperienza Michele ha scritto una guida per il camminatore che si accinge al Gargano, la montagna dove da 1500 esiste il Santuario di San Michele Arcangelo, tra i più importanti per la cristianità. Download

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PROGRAMMA FESTA DELLA TRANSUMANZA DEL GARGANO – 24 aprile 2016

La Festa della Transumanza del Gargano che si svolgerà il prossimo 24 aprile 2016 a Carpino è l’occasione per rivivere la storia e le attività tradizionali del mondo rurale, favorendo la ricerca di un rapporto antico tra uomini, animali e ambiente. LE ISCRIZIONI STANNO PER CHIUDERE, AFFRETTATI! Il CARPINO FOLK FESTIVAL nasce nel 1996 con l’intento di valorizzare la tradizione musicale agropastorale di Carpino e del Gargano. Nel solco di questa tradizione si inserisce l’organizzazione della TRANSUMANZA DEL GARGANO presso la MASSERIA FACENNA. Lo scopo è quello di evocare le tradizioni e i fattori culturali del recente passato e di promuovere e valorizzare uno sviluppo territoriale centrato sulle caratteristiche endogene ambientali, culturali, paesaggistiche e artigianali tipiche del Gargano. Natura, Movimento, Enogastronomia, Eventi per suscitare lo stupore e la voglia di partire verso il Gargano come esploratori al centro di un’esperienza inusuale rispetto all’immagine tradizionale della Puglia. Foto Domenico Antonacci Trasformare la visita del Gargano da un semplice momento di svago in un’esperienza da vivere unica, autentica e non massificata, in cui la transumanza è il pretesto per conoscere non solo luoghi nascosti e fuori dai circuiti tradizionali, ma anche per apprendere la cultura e le tradizioni delle comunità del Parco

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“Il Gargano sotto i riflettori”, un libro sulla storia del cinema sul promontorio

Da qualche anno a questa parte non ho molto tempo per leggere libri su carta stampata per cui ne approfitto in poche situazioni particolari come i viaggi oppure le giornate a mare; sono un “divoratore” per cui mi basta al massimo qualche giorno, colpa dell’università (dove impari anzi devi leggere svariati libri in una settimana).  Alle spalle ho tanti libri letti, per la maggior parte in digitale ma ultimamente, vuoi per regali, vuoi per quel particolare impulso da “devo averlo appena esce”, sto accumulando varie decine di libri che non so se riuscirò mai a leggere prima della pensione (seeee..la pensione!); senza considerare che per ogni libro letto ne scaturiscono mille approfondimenti che puntualmente finiscono in altri 3-4 libri. Tutta questa inutile introduzione per arrivare all’ultimo libro letto a tema Gargano, “Gargano sotto i riflettori”, di Anna Maria Renzetti, professoressa di Vico del Gargano che, credo per prima, ha scritto una cronistoria della storia del cinema sul nostro promontorio; ecco, se dovessi scegliere un sottotitolo sarei per “Piccola guida alla cinematografia sul Gargano”.  Si comincia con i primi cine-documentari, quelli dell’Istituto Luce per intenderci, per arrivare agli squallidi (preferisco essere sincero) film di Bolliwood. Sicuramente posso consigliare l’esperienza di lettura

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Wonder Woman sceglie il Gargano come scenario per l’immagine ufficiale

Da Entertainment Weekly arriva un’immagine di Wonder Woman, il film diretto da Patty Jenkins attualmente in fase di riprese e in uscita nel 2017. Nello scatto, oltre a Gal Gadot nei panni di Wonder Woman, vediamo anche Connie Nielsen (Ippolita), Robin Wright (Antiope) e Lisa Loven Kongsli (Melanippa). Ciò che ci interessa di più però è lo sfondo, riconoscete qualcosa? Si notano chiaramente il Pizzomunno e i faraglioni della baia delle Zagare, chiaramente qui “fantasticamente” affiancati. Purtroppo la location “Gargano” non è citata come set seppur qui ci sia una foto di Vieste ma con riferimento alla sola Basilicata. Guerra interna tra le film commission regionali? Ringrazio Michele Falco e Garden Hotel Ripa per la segnalazione su facebook.

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FOTOGALLERY – L’abbandono totale del Parco Archeologico di Devia, a San Nicandro Garganico

di Domenico S. Antonacci (foto Nazario Cruciano) Mentre l’archeologia manfredoniana vede nuova luce non se la passano certo bene  i pochi siti archeologici valorizzati (sulla carta) del Gargano più interno. Risalgono ormai a molti anni fa i lavori per il Parco Archeologico di Devia, istituito con l’intenzione di valorizzare i resti (quei pochi portati alla luce) della città di Devia, antico nucleo fondato dagli slavi a pochi chilometri da Torre Mileto che oggi custodisce il gioiello romanico di Santa Maria. Gli unici a fruire di tutto sono i vandali che, essendo una sottocategoria dei criminali, sul Gargano hanno gioco facile (a tutti i livelli).  Ah, dovrebbe esserci un guardiano (o c’era) ma non si è mai capito bene quale funzione esercitasse effettivamente; da racconti raccolti pare non fosse un guardiano nel vero senso della parola ma un diffuso esemplare di “guardiano garganico”. A chi davvero è interessato a visitare la chiesa (almeno esternamente) e si scoraggia trovando il cancello chiuso, sulla sinistra trovate un’apertura. A subire le devastazioni sono le staccionate e le altre strutture per l’accoglienza dei visitatori Reperti archeologici openair Chiesa romanica di Santa Maria di Monte Devio/D’Elio Almeno qualcuno ne trae giovamento….abbattendo ulivi secolari.

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Torna a splendere la basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto con l’opera di Edoardo Tresoldi

di Domenico S. Antonacci – 11/03/2016 Devo dire che sono rimasto positivamente stupito dalla leggerezza della struttura; un modo diverso di interpretare un sito archeologico che regala al visitatore un’esperienza diversa ma che, tutto sommato, rispetta il “bene”.  Una scelta sicuramente coraggiosa. Adesso Manfredonia potrebbe davvero avere slancio nuovo verso un turismo culturale (non a chiacchiere); castello con museo nazionale (a breve), ipogei Capparelli, le due chiese di Siponto..tutti questi “soldi” ora facciamoli fruttare, non lasciamo tutto all’abbandono (come al solito, fatemelo dire).

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Indagini su popolazioni selvatiche di Vitis vinifera L. rinvenute nel Parco Nazionale del Gargano

Le ricerche condotte sulla vegetazione forestale del Promontorio del Gargano hanno portato al rinvenimento di 10 siti in cui è presente la forma selvatica di Vitis vinifera L. per un totale di 33 esemplari che si vanno a sommare agli 814 attualmente conosciuti in Italia. L’accertamento della presenza della vite europea è stata eseguita mediante analisi ampelografiche che vengono documentate nel presente articolo. Dal punto di vista ecologico i siti rinvenuti si localizzano dalle pinete a Pinus halepensis alle faggete, testimoniando la grande diffusione della pianta in quest’area. Due siti, tra quelli rinvenuti, assumono una particolare importanza in quanto sono localizzati in monumentali boschi di faggio, a circa 600 m di altitudine, in una riserva naturale della Foresta Umbra. I siti scoperti permettono di confermare la presenza sul Gargano della vite selvatica, che viene per la prima volta segnalata anche per l’intero territorio della Puglia. Le stazioni garganiche colmano quindi una lacuna fitogeografica che interessava diverse regione viciniore (Abruzzo, Molise, Puglia, Campania) dell’Italia centro-meridionale. Download qui

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REFERENDUM 17 APRILE #NOTRIV per un futuro sostenibile, PERCHÉ’ VOTARE SI ?

Il 17 Aprile saremo chiamati a disegnare una X su un foglio di carta con la speranza di cambiare le sorti del nostro Paese. Ma ricordiamoci che ogni giorno siamo chiamati ad essere responsabili delle nostre azioni, anche con altrettanti piccoli gesti, per tutelare e conservare le risorse inestimabili che il Pianeta che ci ospita ci offre quotidianamente per vivere. Sono le scelte e i gesti quotidiani che cambiano realmente le sorti del Pianeta! _______ 6 PUNTI PER FARE CHIAREZZA SUL REFERENDUM DEL 17 APRILE 2016. Un cittadino informato è un cittadino responsabile per il proprio futuro. Invitiamo ad impiegare 5 minuti del proprio tempo per leggere con attenzione quanto segue. 1) Perché un REFERENDUM? La Costituzione Italiana prevede, tra le varie opzioni, che un Referendum possa essere indetto su richiesta di almeno 5 Consigli Regionali. Per la prima volta nella storia del nostro Paese questa possibilità è stata messa in atto. Infatti 9 Regioni italiane, sostenute da esperti del tema, hanno avanzato la richiesta: Basilicata (capofila), Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. La decima Regione, l’Abruzzo, si è tirata indietro. I quesiti referendari proposti erano 6 al principio, alcuni sono stati già soddisfatti altri meno. Il

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Storia di un epigrafe marmorea in viaggio tra il Gargano e Cava de’ Tirreni

All’ingresso del Palazzo Vescovile di Cava de’ Tirreni è situata questa epigrafe in marmo con un’iscrizione in lingua latina. Nulla di particolare se non fosse che la provenienza è la Chiesa di San Pascasio, un tempo situata a Monte Sant’Angelo (qualcuno sa dove?). La prima testimonianza dell’esistenza dell’epigrafe è un’agiografia, composta non prima del XII sec., che fissa l’esperienza del santo abate e la sua morte nei pressi del Monte Gargano; in essa è infatti riportata una versione dell’epitaffio ‘più lunga’, che probabilmente l’agiografo costruì proprio partendo dal testo dell’iscrizione. È possibile poi che la lastra si trovasse in una chiesa dedicata proprio a S. Pascasio, da situare nelle prossimità di Monte Sant’Angelo; donata nel 1086 alla chiesa di S.Egidio di Pantano, sita in San Giovanni Rotondo e dipendente a sua volta dall’abbazia cavense, scompare completamente dalla documentazione poco dopo, forse per abbandono. La permanenza di San Pascasio a Monte Sant’Angelo è  attestata ne “Il regno di Napoli diviso in dodici provincie”, di Enrico Bacco, scritto nella seconda metà del ‘600 In questo modo possono comprendersi forse anche le vie che portarono il marmo nella cittadina campana. La lastra fu infine ‘riscoperta’ a Cava de’ Tirreni nel 1646 , come

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