Il dolmen di Molinella e l’archeologia costiera tra Vieste e Peschici

Nel 1948 Salvatore Puglisi identificò sull’altura di Molinella, piccolo promontorio prospiciente il mare a Vieste, un stanziamento di epoca protostorica costituito da numerose tracce di fori per palificazioni e adattamenti della roccia che facevano parte di un insediamento capannicolo, inoltre identificò in tre lastroni ortostati, presenti sulla sommità del promontorio i resti di una struttura dolmenica. Al tempo fu considerato un ritrovamento eccezionale dal momento che non erano noti altri monumenti del genere a Nord dell’Ofanto, in realtà altri dolmen furono ritrovati nei decenni seguenti a Madonna del Cristo presso Rignano Garganico e a Pulsano a Monte S. Angelo, che allinearono il Gargano con il resto della penisola pugliese circa l’usanza diffusa nell’età del Bronzo di costruzioni artificiali, come ipogei e dolmen funerari, misti all’adeguamento di grotte naturali. Leggi tutto qui

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Il Gargano vuole la sua primavera!

Presidente Michele Emiliano, Le scrivo questa lettera aperta, in un giorno molto particolare e da un luogo unico in Puglia: dal trabucco da Mimì a Punta San Nicola, a Peschici. Questa luogo, esattamente 10 anni fa, e in questi istanti, è stato teatro di un apocalittico incendio boschivo che ha colpito la rigogliosa pineta tra Peschici e Vieste, e danneggiato decine di strutture turistiche, portando via a garganici e ospiti nazionali e stranieri tutto quanto in loro possesso, distrutto flora, fauna e tre preziose vite umane. In quella giornata, lottando con le fiamme, e le auto che una dopo l’altro esplodevano in un pericoloso effetto domino, abbiamo salvato dalla distruzione lo storico trabucco di famiglia e la prospicente attività commerciale senza l’aiuto di nessuno. Con le tavole da surf abbiamo salvato decine di persone, traghettandole verso i gommoni di privati che si sono precipitati per evacuare le migliaia di villeggianti dalle baie in fiamme. 10 anni fa come oggi, questo angolo di paradiso rientrava nel Parco Nazionale del Gargano. Ente, che nulla predispose allora per la tutela e la salvaguardia del suo patrimonio boschivo, e che nulla sta facendo oggi perché orfano di una guida autorevole e illuminata come fu in passato il compianto Presidente Matteo Fusilli. Un Parco , che si presenta oggi, con i centro visita chiusi, i boschi ancora in fiamme (pochi giorni fa alle isole Tremiti), il suo variegato patrimonio storico e culturale in macerie o abbandonato e che allo stesso tempo presenta un avanzo di amministrazione di 6 milioni di euro è un offesa a tutti i cittadini del Promontorio e della Puglia intera. Sono mesi che aspettiamo una nomina ed una nuova governance. Il silenzio dell’organo politico da lei rappresentato, che in accordo con il Ministro dell’Ambiente deve individuare un nuovo presidente, ci conferma

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Super avanzo al Parco Nazionale del Gargano: 6 milioni di euro non spesi nel 2016 con la gestione Pecorella

da L’Attacco – 20/07/2017 Anche l’esercizio finanziario 2016 si è concluso per l’ente Parco nazionale del Gargano con un super avanzo di amministrazione, stavolta pari a 6.235.758 euro. Il consiglio direttivo, riunitosi a Tremiti sabato scorso, ha approvato il rendiconto, da cui emerge come il fondo iniziale di cassa fosse di 14.681.968,48 euro e quello al 31 dicembre 2016 pari a 14.211.386,81 euro. Come è possibile che, ancora una volta, ci siano così tante risorse non utilizzate dall’ente con sede a Monte Sant’Angelo. E’ molto critico Franco Tavaglione, presidente della Comunità del Parco e sindaco di Peschici. “Nella riunione della Comunità dei sindaci, svoltasi venerdì scorso, abbiamo tutti stigmatizzato questa anomalia”, spiega a l’Attacco. “Non credo ci possa essere qualcuno in grado di dare giustificazioni adeguate. Un avanzo tale è un dato che non può essere commentato positivamente, tutt’altro. E’ evidente che c’è stata una incapacità di spesa, penso sia oggettivo. E’ opinione di tutti i sindaci della Comunità che questo avanzo sia spropositato rispetto alle risorse dell’ente. Significa mancanza di programmazione, si è arrivati ad una situazione di non spesa al punto da accumulare una cifra così importante. Mi auguro che in futuro un tale errore non venga più commesso e che ci sia un’inversione di tendenza, come auspico già da tempo”. Il riferimento è alla gestione dell’ex presidente Stefano Pecorella, bocciata da Tavaglione in più occasioni. Né è un mistero che il sindaco gradirebbe un altro presidente e non la riconferma dell’avvocato sipontino. “Spero che la nuova governance sappia spendere e in maniera coerente con le finalità istituzionali e la missione dell’ente. Nell’ultima sua assemblea la Comunità del Parco, licenziando il consuntivo, ha anche proposto di usare l’avanzo di amministrazione per attività di prevenzione e vigilanza in tutta l’area protetta. “Da anni indico la necessità di un sistema

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