Foto storiche: la base militare Amendola durante la Seconda Guerra Mondiale

di Domenico S. Antonacci Abbiamo pubblicato qualche giorno fa delle curiose foto del Gargano scattate dai caccia dell’Amendola. Ora invece un’altra serie fotografica ma siamo più indietro con gli anni: le foto risalgono alla Seconda Guerra Mondiale, in particolare sono scattate tra 1943 e 1945, e testimoniano anche scene di convivenza tra gli abitanti del luogo, una frazione tra Foggia e Manfredonia, e i militari americani. La base vista dall’alto durante la Seconda Guerra Mondiale Le foto sono state trovate in giro per vari portali web e nello scaricarle ho omesso di riportare la fonte nel nome per cui mi scuso con i collezionisti per la mia mancanza e sono pronto a riportare la fonte su segnalazione a info@amaraterra.com.

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Consigli: Cosa vedere in 3 giorni o in un weekend sul Gargano!? Ecco la risposta!

Velocemente vi lascio questa mia mini intervista da “insider”. Sono sul Gargano e ho un weekend o 3 giorni per scoprire questo territorio, che tour mi consiglieresti? Primo giorno al fresco con la mattinata da passare in Foresta Umbra e a Monte Sant’Angelo, la città UNESCO arrampicata su uno sperone che ospita l’importante Grotta di San Michele, sede di culto cristiano da 1500 anni e unico luogo al mondo dove si tiene messa a non esser stato consacrato da un vescovo.  Vuoi scoprirlo? Allora leggi il mio contributo su InsidePuglia: http://www.insidepuglia.com/gargano-best-insider/

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Le foto del Gargano dall’alto scattate dagli aerei da guerra G91 della base militare di Amendola

di Domenico S. Antonacci Non mi intendo di aviazione (e non sono pro-guerra) ma per caso ho trovato diverse foto interessanti sul sito www.convivereconladrenalina.it, un portale di appassionati di aereonautica. Le foto fanno riferimento ad alcuni aerei da guerra della base di Amendola e in esse sono ben distinguibili alcune zone del Gargano. Gli aerei in questione sono dei G91 e si tratta dell’unico aereo da guerra con progettazione interamente italiana. Le foto dovrebbero risalire agli anni ’60. Foto incredibile…qui siamo sotto la falesia di Peschici Lago di Varano, Cagnano a destra e Monte Nero (?) innevato a destra Vieste Tra Vieste e Mattinata Il tavoliere delle Puglie sotto Rignano Garganico. E’ visibile anche il paesino. Tavoliere Monte Saraceno? Quello in fondo dovrebbe essere il profilo di Monte Sacro Dalla base Amendola, il Gargano a destra in alto Le saline di Margherita Le saline e Trinitapoli L’ultimo volo del G91 L’ultimo volo del G91

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Raccolta di nuove foto del Gargano dallo spazio dal 1973 ai giorni nostri

Ormai è un appuntamento consueto su Amara terra mia quello delle fotografie al promontorio del Gargano scattate dallo spazio (vedi qui le foto precedenti). Dopo aver scovato ben nuove 126 foto del Gargano scattate dallo spazio tra il 1973 ed il 2012 ecco una piccola selezione delle più belle. E’ interessante notare come l’evoluzione della tecnologia fotografica, specie dal 2000, ha permesso di ottenere immagini notevolmente migliori. Anni ’70 1973 1985 1995 2000 2001 2001 2002 2002 2002 2003 2003 2006 2007 2009 2009 2010 2010 2010 2011 2012 2013 ALL CREDIT NASAImage Science and Analysis Laboratory, NASA-Johnson Space Center. “The Gateway to Astronaut Photography of Earth.”  VEDI ANCHE:Il Gargano dal cielo negli anni ’50Il Gargano visto dall’aereo  La Croazia vista dal Gargano Il Gargano dallo spazio Il Gargano visto dallo spazio 2 Il Gargano visto dallo spazio 3 Il Gargano visto dallo spazio 4 Il Gargano visto dallo spazio 5

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Photosphere, saluti dalle Isole Tremiti

Una delle poche foto del Gargano scattate a 360° e presenti sul nuovo portale Views di Google  vede protagonista il mare e l’isola di San Domino. Una vera immersione con questo nuovo sistema di Google (altre info qui: https://www.google.com/search?q=photosphere)   Views: Isola San Dòmino, Italia di Salvatore Savarese

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La caccia, se la conosci…..la eviti! Parola di un ex cacciatore

Massimo Notarangelo scrive su Facebook: Te la posso commentare per esperienza diretta e personale ( da ex cacciatore) IN ITALIA TUTTE le specie sono a rischio di estinzione dato che tutte vengono sparate anche in condizioni non ottimali per il riconoscimento ( caccia notturna o in scarsa luce ) oltre a fatto che pochissimi ( nessuno ) cacciatori saprebbero riconoscere un volatile che frulla da sotto i piedi ( il riconoscimento spesso è postumo all’abbattimento); IN ITALIA la caccia è “consentita” nel periodo riproduttivo, perchè molte specie precoci, seppur “protette” dalle date dei calendari, di fatto vengono cacciate regolarmente; IN ITALIA la caccia è permessa per almeno 270 giorni all’anno, senza limiti di carniere…altrimenti mi dite uno come fa a vantarsi di aver ucciso 150 allodole?   IN ITALIA la caccia è consentita a tutti, posso portarvi esempi di gente che è stata in carcere e ha subito ottenuto il permesso per dedicarsi all’attività venatoria;   IN ITALIA la caccia è permessa su tutto il territorio nazionale, compresi parchi nazionali, riserve e aree protette, terreni coltivati e privati;   IN ITALIA la caccia diventa particolarmente proficua quando le condizioni meteo sono avverse, vedi nevicate, gelate, alluvioni…;  IN ITALIA ogni anno

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La biblioteca del convento di San Matteo diffonde la cultura anche su Youtube

Grazie a Ludovico Centola, de www.lavalledeglieremi.it, sono venuto a conoscenza dell’interessantissimo canale video della biblioteca del Convento di San Matteo, a San Marco in Lamis, una delle biblioteche più fornite della Capitanata. Bella e da ammirare l’idea di “aprirsi” al web e far conoscere la biblioteca a tutti tramite internet. Il link al canale è questo: www.youtube.com/user/bibliotecasanmatteo Alcuni dei video più interessanti: La storia di Zazzano, un antico villaggio agricolo nel cuore del Gargano   Le carte geografiche all’interno della biblioteca

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Le bonifiche del Tavoliere delle Puglie in un proverbio popolare (+ approfondimento)

Atlante geografico del Regno di Napoli, Rizzi Zannoni, 1808 In realtà la Puglia fu la ricchezza e la tomba di molti pastori, principalmente abruzzesi, che stimati in circa cinquemila ogni anno, trascorrevano in questa pianura otto mesi su dodici, andando spesso incontro a morte certa per via della malaria che regnava sovrana nei luoghi frequentati da loro come le mezzane e le marane. Il nome marana, per ironia del destino, viene proprio da un termine greco che significa appassire, spegnersi, ma che la piana fosse la tomba dei pastori e non solo, lo sapevano bene alcuni locati che hanno sempre saputo che, ad esempio, nella locazione di Salpi, tra Manfredonia e Cerignola, in una contrada  chiamata Alma dannata, le condizioni di vita erano impossibili e c’era il detto: ”Chi va all’Alma dannata e no more, vol di’ ca la morte gli è sore”.  Fonte Clicca qui e approfondisci con una interessante lettura sulle bonifiche delle paludi di Salpi / Salso / Verzentino: Considerazioni su i mezzi da restituire il valore proprio a’ doni che ha la natura largamente conceduto al Regno delle Due Sicilie del commendatore Carlo Afan de Rivera, 1832 Variazioni climatico-ambientali e impatto sull’uomo nell’area mediterranea durante l’olocene

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