La storia dell’inferno nel Tavoliere delle Puglie

Un cafone, una volta morto s’illudeva di avere accoglienza in paradiso o almeno in purgatorio, ma nel primo non trovò posto e nel secondo non ebbe nemmeno risposta. Allora dicendo fra sé e sé: «Quando io non ho meritato il paradiso con tutta la mia miseria e pazienza e lavorare notte e giorno come una bestia, chi lo deve meritare?» si incamminò verso l’inferno. Lì il cafone venne invitato ad entrare da Belzebù: «Avanti! Avanti, fratello » Parole queste che commossero le cafone il quale si sentì a proprio agio e guardando quanto l’ambiente fosse per lui confortevole concluse: «Finalmente sono arrivato in un luogo dove si gode». La notizia dei giudizi positivi espressi dal cafone sull’inferno crearono scandalo tra i diavoli, i quali andarono a riferire a Lucifero in persona che c’era sulla terra un luogo peggiore dell’inferno e che quindi gli faceva concorrenza. Intanto il cafone continuava a pensare al trattamento principesco che glie era riservato all’inferno, confrontandolo con i cinquant’anni nei quali era vissuto in condizione di schiavitù, a servizio dei padroni della terra per i quali hanno lavorato senza sosta e senza ricevere nemmeno un grazie. Così Lucifero,mandato a chiamare il cafone gli chiese se fosse

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VIDEO – Rai scuola: I popoli apuli

Questo documentario del 1986, ci descrive la storia degli Apuli, nome che i romani diedero alle genti della Puglia antica, da loro sottomesse nel terzo sec. a.C. Numerose sono le testimonianze della loro presenza: la ceramica pugliese, i resti archeologici di antichi centri abitati (come Monte Sannace e Cavallino, in provincia di Lecce) e i corredi funerari. Tutti questi elementi contribuiscono a fornire un ritratto abbastanza preciso della vita e della distribuzione sul territorio di tale popolazione. L`unità audiovisiva dedica attenzione anche alle attività commerciali intraprese dagli Apuli, tra cui emergono quelle legate alla lavorazione dell`ambra. Le notizie fornite dai reperti archeologici consentono, infatti, di ricostruire una sorta di via dell`ambra. Tale pietra, proveniente dal Baltico, trovava nel Piceno un centro di produzione, ed in Puglia un punto di passaggio e di snodo verso altre destinazioni. Il filmato supporta la trattazione dell`argomento con l’ausilio di una cartina ed una semplice animazione grafica.

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CARPINO FOLK FESTIVAL : Presentazione libro “Dalla terra, dal mare” – Sabato 5 gennaio h 19.00 | CARPINO

L’ Associazione Culturale Carpino Folk Festival è lieta di invitarvi alla presentazione del libro “Dalla terra, dal mare – Storie di donne e di Puglia”. Quest’appuntamento natalizio vuole offrirvi un momento di cultura da seguire con intensità ma allo stesso tempo con spensieratezza e passione per la propria terra; una narrazione delle nostre radici che riporterà alla mente ricordi del passato, racconti, suggestioni, momenti di genuinità di tempi passati. (Le indicazioni stradali per raggiungere l’agriturismo sono in fondo alla descrizione e il menù dell’agriturismo Biorussi, disponibile per chi volesse restare, sono in fondo al post) Pilla è il protagonista del volume composto da tre racconti inediti (Amanti perduti, Mamuscia, Mondo sommerso) ambientati nell’universo magico e naturalistico del Gargano e delle Isole Tremiti, che si ritrova coinvolto fino al collo e all’anima in tre indagini di tipo differente che mettono a dura prova il suo universo esistenziale e il suo vissuto. Dal libro emerge l’anima degli abitanti del Gargano e delle isole, si percepisce quello spirito tipicamente meridionale e pugliese che caratterizza i luoghi dei racconti. Si impara a conoscere un po’ di storia, quella delle persone comuni. Quella vera: a Foggia i tedeschi durante la seconda guerra mondiale stavano sperimentando

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VIDEO – Salvatore (Vendesi), il lungometraggio su un vecchio pescatore del Lago di Varano

Ricordate l’intervista al pescatore del Lago di Varano? Se vi è piaciuta quella allora vi straconsiglio di vedere questo video…e non chiedetemi cosa ci faccia un francese al centro dell’istmo di Varano, non lo so! Grazie a Valerio Agricola per la segnalazione! Salvatore (Vendesi) di Demetrioventura Il y a un Type, un ermite, qui vit avec ses chiens, ses chats et ses cochons au bord du lac de Varano, dans le sud de l’Italie. Son nom est Salvatore. Il habite dans une cabane et ne veut voir personne. Il a construit son nid en pierres et tôle ondulé près de cette ville balnéaire qui est vide la plupart de l’année, cet amas de ciment et de goudron qui grouille de touristes deux mois par an seulement, quand la saison est bonne et que le gouvernement nous fait croire qu’on peut aller en vacance sans se soucier de l’avenir. Le reste de l’année elle est vide. Alors notre Personnage, qui n’aime pas les gens parce que ils sont tous pareil qu’il dit, tous les même, et que de toutes façon nous allons tous mourir, tous sauf lui, parce ce que lui il dit qu’il est immortel. Moi je ne sais pas

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VIDEO – Perchè i capodogli di Varano sono morti. Chiarezza, una volta per tutte!

Tutte le considerazioni, la cronologia degli eventi, il risultato dei referti necroscopici e delle analisi condotte, l’elenco di chi è intervenuto, le conclusioni sulle cause sullo spiaggiamento di massa di 7 esemplari di Capodoglio (Physeter macrocephalus) sul litorale compreso tra Cagnano Varano e Ischitella (FG) tra il 10 ed il 15 Dicembre 2009 sono state rese pubbliche in una relazione finale presentata al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ad opera del responsabile Prof. Sandro Mazzariol del Dipartimento di Sanità Pubblica, Patologia Comparata e Igiene Veterinaria dell’Università degli Studi di Padova (http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?lang=&item=/documenti/notizie/notizia_0208.html) e in uno studio multidisciplinare pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne dal titolo: “Sometimes Sperm Whales “Physeter macrocephalus” Cannot Find Their Way Back to the High Seas: A Multidisciplinary Study on a Mass Stranding” Questi importanti documenti evidenziano come lo spiaggiamento dei 7 Capodogli sia attribuibile ad una condizione multifattoriale, come spesso viene suggerito nei lavori scientifici che riportano eventi come questo, che ne ha determinato l’impossibilità ad orientarsi: fattori ecologici (profondità), biologici (inesperienza del gruppo), sociali (aggregazione), alterazione del sensorio e immunocompromissione di origine chimica. Continua qui Chiarimenti sullo spiaggiamento dei capodogli Per chi fosse interessato a proiettare questo video nel corso di giornate

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Gargano, un’isola montagna….e tanto altro

Credit ESA/NASA – Altre info sulla foto e sulla sua provenienza Gargano..un’isola montagna… un micro universo montano e marino che ha saputo dalla prima alba vivere e convivere in una natura aspra e selvaggia, chiusa e aperta, fra rupi e foreste, pianori e doline, forre e precipizi nell’interno del monte, e la pianura verde e spaziosa del tavoliere a ovest e quella liquida e azzurra dell’Adriatico lungo le coste. Cristanziano Serricchio

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Dall’antica civiltà contadina del Gargano: il NATALE

Zampognari Il Santo Natale per l’antica civiltà contadina garganica rappresentava un evento importante. La devozione (devo donare l’azione), per la nascita di GESU’, veniva preparata e sentita da tutti spontaneamente. Il digiuno natalizio, veniva osservato dal giorno dopo la festa di San Martino, allo scopo di accogliere l’evento con l’animo devoto e purificato privando il corpo dalle grandi abbuffate. La verdura di stagione che cresceva spontanea nei prati, veniva raccolta e cucinata per l’occasione. La borragine, ricca di ferro, veniva pulita accuratamente, poi bollita e condita con sale, limone e olio. Ottimo alimento capace di sostituire le proteine e con la stessa acqua si ammorbidiva il pane. La sera prima del 13 dicembre si mettevano a bagno, per 12 ore, possibilmente utilizzando l’ acqua piovana, le fave (rinomate quelle coltivate nelle località di Carpino perché  più dolci e saporite). Il mattino successivo si cuocevano nella pignatta (recipiente di terracotta) ricoperte di acqua e si circondava il recipiente con una ricca brace del camino. Una volta cotte venivano condite con semi di finocchietto selvatico, sale e olio. Una parte della pietanza veniva offerta ai vicini e parenti. Il sedici Dicembre iniziava la novena di Natale.  Il tocco delle campane richiamava i fedeli alla  S. Messa, le

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