Un racconto antico…emigrazione

Lago di Lesina e Majella sullo sfondo..foto di Francesco Ferrante da Puntodistella.it   Forse per adattarsi alla forma allungata della laguna, Lesina nasce dalla chiesa madre e si sviluppa in lunghezza costeggiando il lago. A differenza di molti altri paesi, che si articolano e gonfiano intorno a una piazza centrale, Lesina ingrassa poco, conservando le forme snelle che aveva in gioventù. Il viaggiatore in avvicinamento, con un minimo di fantasia, potrebbe facilmente tracciare con lo sguardo una immaginaria “L” sdraiata, e magari pensare che il paese dorma sulla propria iniziale. Oppure addirittura convincersene, specialmente se decidesse di farci una capatina un primo pomeriggio d’estate quando per le strade abbacinate e violentate dal sole non girano nemmeno i numerosi cani randagi, nascosti all’ombra di un riparo qualunque. Quando ci andavo, bambino, durante la villeggiatura estiva, rimanevo a osservare il panorama dal lungolago. Dopo pranzo, mentre gli adulti dormivano, sedevo sulla panchina di pietra all’ombra del gigantesco eucalipto. Me ne stavo lì ad ascoltare il fruscio delle foglie mosse dal vento e godermi il fresco e la calma postprandiale. Una brezza civettuola scarmigliava i capelli invitando a banchetto infantili fantasie. Ed ecco un popolarsi improvviso di forme fluttuanti e mutevoli nell’azzurro intenso

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Rubrica: Archeologia del paesaggio, leggere il territorio

E dopo la rubrica sull’utilità della toponomastica storica ai fini dello studio del paesaggio pubblichiamo un saggio finale di Carlo Tosco su questa interessante branca a metà tra storia, geografia, archeologia, economia, antropologia e chi più ne ha più ne metta. Buona lettura (19 pagine..che ce vò).   Visualizza in un’altra pagina o scarica qui  

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Rubrica: Archeologia del paesaggio, la toponomastica PARTE 2

Riprendiamo da dove eravamo rimasti a riguardo dell’archeologia del paesaggio…. L’archeologia delle parole: la toponomastica – Parte 2 Fonte: Carlo Tosco, Il paesaggio storico, Le fonti e i metodi di ricerca tra medioevo ed età moderna, 2009, Gius. Laterza e Figli Le indagini più significative per il nostro ambito di ricerca non sono quelle riservate all’etimologia dei singoli termini, ma quelle che si sviluppano su interi ambiti territoriali. La catalogazione sistematica e la suddivisione per categorie dei nomi geografici di una determinata area fornisce un quadro complessivo delle stratificazioni e dei loro significati. Le ricerche contemporanee nel settore operano preferibilmente costruendo serie toponomastche gestite su base informatica, con repertori terminologici gerarchicamente strutturati. La base di lavoro è in genere la tavoletta IGM 1:25.000, che registra in modo abbastanza completo i termini geografici locali, sebbene occorre ricordare che spesso i cartografi hanno commesso errori di trascrizione, soprattutto per i nomi d’origine dialettale. Per organizzare la ricerca, la grande massa di nomi rilevabili sul territorio viene ripartita in classificazioni tipologiche. Le categorie principali comprendono: toponimi ambientali, nati dalle caratteristiche morfologiche locali, a loro volta ripartiti in fitonimi (derivati dalla vegetazione), idronimi (dai corsi d acqua), geonimi (dai caratteri del terreno), oronimi (dalle

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Rubrica: Archeologia del paesaggio, la toponomastica PARTE 1

di Domenico Sergio Antonacci Un blog, è per definizione, un contenitore di notizie accompagnate da un parere personale o meglio espressione di idee personali di uno o più soggetti, insomma si può estremizzare con un “dimmi cosa scrivi e ti dirò chi sei”. Questa premessa per introdurre una serie di post scaturiti da quelli che sono i miei studi universitari, in particolare sulla tematica della tutela e della valorizzazione del paesaggio e del territorio. Non si può tutelare e valorizzare qualcosa senza conoscerla, dunque iniziamo dal principio con questa piccola rubrica dedicata alla toponomastica. In passato ho scritto diversi post dove evidenziavo l’importanza della toponomastica: Monte Civita, un esempio di quanto può essere importante una mappa Memorie di un territorio, scoprire il centro storico di Carpino attraverso i nomi dialettali Cartografia antica del Gargano, alcune osservazioni Quando gli slavi erano di casa sul Gargano Valle dell’Origoni e villaggio di Battaglia sul Gargano….misteri risolti, quasi. Abbiamo anche introdotto l’argomento centrale di questa rubrica dedicata alla storia del paesaggio con un saggio del prof. Nello Biscotti, esperto botanico di Vico del Gargano. Ricordo a chi volesse approcciarsi al tema della toponomastica per studio, passione o semplice curiosità di procurarsi almeno una carta

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Sfregio alla Storia di Capitanata: profanata “la Tomba della Medusa”

Gli scavatori clandestini, dopo averla svuotata dei pregevoli corredi, finiti in chissà quale collezione privata o museo straniero, tornarono all’opera nel 1984, questa volta con un escavatore meccanico, distruggendo la copertura del vestibolo e riuscendo a trafugare il frontone con la raffigurazione della Medusa, che ha dato il nome all’ipogeo, e i capitelli figurati. Oggi la tomba daunia, visibile dagli automobilisti che percorrono l’A14 a nord di Foggia, a metà strada con San Severo, privo di copertura, è diventato in una specie di imbuto che raccoglie le acque piovane. La situazione di abbandono ha favorito atti di vandalismo: le colonne del vestibolo sono state abbattute, una base è stata addirittura rubata. Gli affreschi, dei mosaici a ciottoli, restaurati sotto la direzione della Soprintendenza, per un costo di 588 milioni di lire, sono risultati gravemente compromessi. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati ulteriormente gli scavi clandestini dei tombaroli che hanno garantito loro ingenti profitti, grazie all’imbarazzante e  colpevole silenzio delle autorità locali che preferiscono infatti “altre forme d’investimento” forse più rapide, forse  più redditizie. Si è calcolato che siano stati oltre 200.000 reperti archeologici trafugati nell’ultimo ventennio ad Arpi, sufficienti per creare uno dei più grandi musei al Mondo. Continua la

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Masserie a rischio abbattimento a causa dell’IMU + AGGIORNAMENTI + FOTO

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE IN FONDO + FOTO MASSERIE DISTRUTTE DI MARCO DEL GAUDIO Dal 1 dicembre l’IMU sarà applicata anche sugli immobili rurali, considerati come seconda casa per chi ne possiede già una, e quindi con imposta maggiore. Ciò colpisce tutte le case di campagna e masserie sparse nel nostro territorio, alcune delle quali già sono lasciate all’incuria del tempo. Per tali motivi nella nostra provincia i proprietari di tali immobili, per non gravarsi di ulteriori spese hanno già iniziato ad abbatterli e se continuano nel giro di un mese perderemo un patrimonio storico e artistico che ha caratterizzato la nostra civiltà contadina e la nostra storia. E di tutto ciò i nostri politici e giornali tacciono! Alfonso Marchitto  Intanto alcune case ONC sulla ss16 tra San Severo e Foggia sono state già abbattute, speriamo che tra poco non tocchi alle strutture più antiche legate alla storia della nostra regione come le poste e le taverne della transumanza, delle antiche strade romane e della via per il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. FOTO DI MARCO DEL GAUDIO   quando erano intere Aggiornamento: dai commenti ci segnalano che lungo la ss89 per andare a Torremaggiore ci sono altre masserie appena

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Poesie d’olio garganico

Vieste, foto Beltramelli Olio e bruschetta E’ tempo di storni e beccacce producono i forni più focacce e si consumano nei giardini per il pranzo corto dei contadini che sulle scale coi rastrelli fan cadere i frutti nei cestelli. E’ l’ultimo loro raccolto bene prezioso dell’orto movimenti fatti con garbo delle olive si ha riguardo. Al frantoio vanno portate per essere presto tritate esce così l’olio nostrano è il verde oro del Gargano. In ogni mulino vi è un camino dove arde la legna pian pianino e per veder se il gusto piace si mette sulla viva brace il pane da fare abbrustolito unto di olio appena uscito. Poi va nei vasi d’argilla che si rafferma e distilla depositando il fondo fino a diventar color biondo alimento antico e importante per condimento e conservante e sul pane arso a fette fa prelibate le bruschette bocconcini naturali e primitivi presenti negli attuali aperitivi. Antonio Monte

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Furto nella sede del Il Diario Montanaro, siamo con voi

Esprimiamo solidarietà alla redazione de “Il Diario Montanaro” e all’associazione Obiettivo Gargano per il furto che, la notte passata, ha interessato la loro nuova sede. 5.000 euro di refurtiva tra pc, videocamere ed altra attrezzatura…anni di sacrificio in fumo. Davvero a volte viene da chiedersi chi ce lo fa fare….

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