E-mail

Whatsapp

Telefono

Come nasce Amara terra mia

Il blog nasce nel 2010 dalla testa di un ragazzo poco più che ventenne, Domenico Sergio Antonacci, ovvero me, spinto dalla curiosità che ho sempre avuto sin da bambino per quello che mi circonda e, nel caso specifico, per il Gargano.

I social network non erano ancora quello che sono oggi, i blog erano nel periodo di boom e Amara terra mia, seppur con tanti errori (grammaticali e non solo) tipici dell’età giovanile, inizia il suo percorso di crescita verso la maturità.

Università, impegno civile, lavoro…il blog riflette passo dopo passo il mio percorso di vita tra alti e bassi, disponibilità di tempo ampie e poi sempre più ristrette.

Nel 2020, dopo 10 anni di Blogspot, il blog si sposta sulla piattaforma WordPress e cambia dominio web “conquistando” il suo naturale indirizzo “amaraterramia.it”, fino ad allora occupato da un altro sito. Non è stato facile riprogettare tutto il blog, lo si è fatto nei ritagli di tempo e questo forse ha inciso sull’aspetto grafico, rimasto quasi invariato.

Ma non ci si arrende e si persevera, l’impegno per rendere questo territorio migliore è costante e si evolve in tante forme oltre il blog.
L’importante è esserci e resistere e, come dice Saviano: sentire queste storie come le proprie storie, non girare la faccia o infastidirsi, sentire che tutto questo ci toglie diritti, felicità, futuro, progetti, danaro, non dare pace a questi poteri…studiare, osservare,  raccontare…Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un Italia diversa.

Il nome del blog prende ispirazione dalla canzone “Amara terra mia” di Domenico Modugno (che a sua volta deriva dal canto abruzzese/slavo Addije addije)…è un nome che racchiude un po’ quello che penso della nostra terra (terra intesa a vari livelli, dal Gargano al pianeta intero)…amara terra mia, amara e bella…è una canzone che parla della nostra terra come poche altre perché esprime sia la bellezza dei paesaggi che la realtà di un popolo che allora come oggi lascia la propria terra per trovare un’opportunità altrove.

Canzoni..e poesie, come questa:


Amara terra di chi ogni giorno
per una piccola mollica di pane
sazia la sua avidità
sulle spalle dei miseri e dei disperati.

Amara terra di chi si crede
padrone dell’acqua del cielo e della speranza
di vedere un giorno la propria risurrezione
di fronte alla paura e alla vergogna.

Amara terra dei disonesti per amore
che credono di vivere come dannati
alla violenza e al sopruso.

Amara terra di tanti che non sanno come ribellarsi
che cercano come miseri mendicanti
il cibo quotidiano di una esistenza
perduta e mai ritrovata.

Amara terra di chi con spietata violenza
impone la volontà di poter uccidere
ogni piccolo pensiero di libertà
mentre tutto attorno il silenzio
scende senza cancellare il proprio peccato.

Amara terra di una religione imposta
non dallo spirito ma dal guadagno
e per questo classifica le ore del tempo
come monete per una infinita ricchezza.

Amara terra dei sogni e dei desideri
e nell’agonia di chi vuole un proprio riscatto
si erge lontano la forza e il coraggio
di travolgere ogni ostacolo.

Buemi

 
Il logo è stato disegnato da Francesco Paolo Giuliani che lo descrive così:

Pagnotta di pane (storia), sole (natura), tamburello (tradizioni) il tutto avvolto da un nastro (il tempo) che arrotolandosi su sé stesso crea la sagoma del Gargano e termina nella faccia di un pesce (?) o di un serpente (?) a simbolo di un territorio che ti sorprende sempre, una terra che è sì sé stessa ma allo stesso tempo anche il suo contrario!