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Come nasce Amara terra mia

Amara terra mia è il blog del Gargano che racconta storie di una terra difficile ma affascinante e ancora tutta da scoprire tra storia, tradizioni e natura. 
 
Il blog nasce nel 2010 dalla testa di un ragazzo poco più che ventenne, Domenico Sergio Antonacci (ovvero me), spinto dalla curiosità che ho sempre avuto sin da bambino per quello che mi circonda e, nel caso specifico, per il Gargano.
Il nome del blog richiama chiaramente il titolo della canzone di Domenico Modugno, ispirata dal mondo della musica popolare, precisamente struggente dal canto abruzzese Addije addije.
Nel 2010 i social network non erano ancora quello che sono oggi, i blog erano nel periodo di boom e Amara terra mia, seppur con tante “sviste” tipiche dell’età giovanile, iniziava il suo percorso di crescita.
Università, impegno civile, lavoro…il blog riflette passo dopo passo il mio percorso di vita tra alti e bassi, disponibilità di tempo ampie e poi sempre più ristrette.
Nel 2020, dopo 10 anni di Blogspot, il blog si sposta sulla piattaforma WordPress e cambia dominio web “conquistando” finalmente il suo naturale indirizzo “amaraterramia.it”.
 
Intanto l’impegno per rendere questo territorio migliore è costante e si è evoluto in tante forme oltre al blog.
L’importante è esserci e resistere e, come dice Saviano: sentire queste storie come le proprie storie, non girare la faccia o infastidirsi, sentire che tutto questo ci toglie diritti, felicità, futuro, progetti, danaro, non dare pace a questi poteri…studiare, osservare,  raccontare…Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un Italia diversa.

Il progetto grafico è di Francesco Paolo Maria Giuliani, giovane architetto e designer garganico che coniuga la semplicità del tratto con l’intensa profondità del messaggio trasmesso.
Tanti sono i rimandi al Gargano nel nuovo logo: la storia, con la torre costiera, la pietra carsica, con l’arco di San Felice e delle grotte, il sacro sacro, con le stelle del mantello della Madonna Addolorata, la natura e i suoi frutti con lo spicchio di arancia della nostra oasi agrumaria.
Un insieme ricco di significati profondi, restituiti visivamente con pulizia ed efficacia.


Amara terra di chi ogni giorno
per una piccola mollica di pane
sazia la sua avidità
sulle spalle dei miseri e dei disperati.

Amara terra di chi si crede
padrone dell’acqua del cielo e della speranza
di vedere un giorno la propria risurrezione
di fronte alla paura e alla vergogna.

Amara terra dei disonesti per amore
che credono di vivere come dannati
alla violenza e al sopruso.

Amara terra di tanti che non sanno come ribellarsi
che cercano come miseri mendicanti
il cibo quotidiano di una esistenza
perduta e mai ritrovata.

Amara terra di chi con spietata violenza
impone la volontà di poter uccidere
ogni piccolo pensiero di libertà
mentre tutto attorno il silenzio
scende senza cancellare il proprio peccato.

Amara terra di una religione imposta
non dallo spirito ma dal guadagno
e per questo classifica le ore del tempo
come monete per una infinita ricchezza.

Amara terra dei sogni e dei desideri
e nell’agonia di chi vuole un proprio riscatto
si erge lontano la forza e il coraggio
di travolgere ogni ostacolo.

Buemi