VIDEO: Vladimir Luxuria e il confino dimenticato delle Isole Tremiti, “l’isola degli omosessuali”

Non erano reclusi perché non avevano commesso alcun delitto. La loro colpa era di appartenere ad una categoria dai confini incerti, quella di individui potenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico, da allontanare dal tessuto sociale. Fu così che prostitute, persone con disabilità fisica e mentale, esponenti di minoranze etniche e religiose ed altri soggetti – non potendo essere imprigionati per alcuna violazione di legge – vennero esiliati dal regime fascista. Quella stessa sorte toccò in primis agli omosessuali, gli invertiti, gli arrusi: si calcola che furono trecento i condannati al confino in Italia; alle Isole Tremiti la loro concentrazione fu straordinaria, intorno ai 56 individui, una comunità che man mano si integrava col territorio e trovava il coraggio di sopravvivere con dignità e speranza.

Solo personaggi politici come Pertini confinati sulle Tremiti? No.


Fare memoria, un esercizio che serve a riattivare nuova memoria. Non può
esistere un presente sostenibile, men che meno un futuro, senza la
memoria del proprio passato. Per questo pedaliamo nella storia del
nostro Paese oltre che sulle strade. Con Vladimiri Luxuria abbiamo
intrapreso un percorso che va dall’isola dei famosi all’isola dei
dimenticati. San Domino, nell’arcipelago delle isole Tremiti, è
ricordata dai più come l’isola dove Lucio Dalla trascorreva le sue
vacanze. Oggi recupera la sua storia grazie a Vladimir Luxuria e a un
gruppo di studiosi e ricercatori che hanno scavato per riportare a galla
la vicenda degli omosessuali confinati durante il ventennio.

Nel video una signora cita un curioso episodio della fuga dei confinati: rubarono le barche e scapparono sulla terra ferma, a Capojale.


(…) É da otto mesi che sospiro la libertà tutti i giorni, in tutte le ore, in tutti i momenti. La legge umana fa espiare i delitti e i reati degli uomini, privandoli di essa, Dio nell’Eden punì l’uomo con la morte, ma non gli tolse la libertà. Dunque vale più della vita. La vita senza di essa è morta, specialmente per un giovane a vent’anni, che deve pensare seriamente
al suo avvenire. Ed io quale delitto, quale male ho commesso
per essere privato così inesorabilmente di questo grande tesoro?
Di qual reato di quale scandalo mi si può incolpare? (…)

S. Domino delle Tremiti, 6 ottobre 1939
Da Leonardo a’ Francisa, condannato a 5 anni di confino per omosessualità, al Ministero degli Interni. (tratto da G. Goretti e T. Giartosio, La città e l’isola, Donzelli editore, Roma 2006)

Per ricordare questa pagina di storia, in occasione della “Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia” del 17 maggio 2013, Vladimir Luxuria insieme alle
associazioni Albatros – Progetto Paolo Pinto, Amnesty International Italia,
Arcigay Nazionale, Arcilesbica Nazionale, Certi Diritti, CGIL – Ufficio
Nuovi Diritti, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Di’Gay
Project, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno, Gaycs ha tenuto una
conferenza stampa per invitare la comunità LGBT, il pubblico e i
giornalisti ad un viaggio nella memoria tenutosi dal 7 al 9 giugno
2013 presso l’Isola di San Domino alle Tremiti e per lanciare le
iniziative che le singole associazioni stanno organizzando per celebrare
la “Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia”. 

Nell’occasione su San Domino è stata apposta una targa: 



Adesso, con questa targa, c’è un posto dove è scritta questa storia.

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Libri sulla vicenda degli omosessuali confinati alle Isole Tremiti:

La città e l’isola
Cani randagi
Il nemico dell’uomo nuovo (anteprima su google books disponibile, dateci una lettura)

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Altre foto:

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