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Momenti di vita passata, il matrimonio sul Gargano

Fino a qualche decennio fa i matrimoni nei nostri paesi si svolgevano molto diversamente da oggi: c’erano altre regole e usanze severe da rispettare, tradizioni secolari che sono molto simili nelle varie zone del Sud Italia. Il matrimonio, come oggi, era un atto rituale e tutti i vari “step” non facevano altro che scandire le varie fasi del rito.
A Cagnano Varano, precisamente, si esponeva (in casa oppure fuori) la famosa “dote” (il regalo dei genitori) composta da lenzuola, posate e tutto quello che di essenziale potrebbe servire in una casa; tutti i conoscenti ed i vicini (in primis la suocera) erano chiamati ad “ammirare” la dote: ad un “kit” più fornito ovviamente corrispondeva maggior prestigio per la famiglia. Infine si offriva del rosolio, un liquore fatto, ovviamente, in casa.

Sempre a Cagnano le donne portavano poi, camminando in fila, il corredo in giro per le strade sulle “cruedde”, ceste che le donne posavano in bilico sul capo, ed infine le “cruedde” si portavano a casa degli sposi dove si riponeva tutto nei cassettoni.
Chi ricorda questi avvenimenti giura che fosse veramente uno spettacolo assistere a tutta la procedura, anche perché la dote veniva messa nelle “cruedde” in maniera che tutti i ricami della biancheria (costata un durissimo lavoro di giorni e giorni) fossero ben visibili dagli “spettatori”; altro elemento di sicuro effetto era il fatto che le donne portassero, senza tenerle con le mani, queste pesanti ceste sul capo.

Testimonianza gentilmente fornitaci da Anna Miucci

Link segnalatoci da un nostro lettore sul matrimonio a San Marco in Lamis

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