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“Chi offende la natura offende Dio”, intervista ad un pescatore del Lago di Varano

di Leonarda Crisetti

Ero un bambino come tutti gli altri, ma ho capito da subito che
il frutto del fico più secca, più si fa dolce, come l’uomo invecchia e
diventa più maturo.”


“Il problema è che il lago è uno e i comandanti sono due, anzi, tre, mentre ci vuole una sola amministrazione,  … . “Vuoi salvare il lago? Devi portare la draga nel canale.”
Nel mondo della globalizzazione, del consumismo e della fretta,
bisognerebbe recuperare “ il filo della ricerca che conduce al vero
mondo, alla Natura , a Dio, che  suggerisce di non danneggiare nessuno,
né uomo, né qualsiasi altro essere vivente”.
Lo dice  Salvatore Saggese, ex pescatore ottantacinquenne, nativo
di Cagnano Varano, che da oltre cinquant’anni vive nella sua “torre”
situata  lungo la riva settentrionale della laguna, quasi a confine tra
il territorio di Cagnano e quello di Ischitella. Uno spazio di circa 16
metri quadri, pieno di umidità – mi confessa-  confortato d’inverno 
solo dalla fiamma del camino, da che sua moglie non è più tra i vivi.

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