Arriva la ciclovia Adriatica, wow ma…a rischio asfalto la poca costa vergine di Peschici

La ciclovia adriatica è un bellissimo progetto di mobilità sostenibile che prossimamente verrà realizzato anche sul Gargano ma è prevista la bitumazione degli unici tratti di costa intatti tra Peschici e Vieste...si può parlare ancora di progetto sostenibile? Scopriamo di più in questa veloce analisi del progetto.
da www.camperpress.info

La Ciclovia Adriatica o Corridoio Verde Adriatico è un progetto di pista ciclabile interregionale che costeggia il litorale adriatico per circa 1300km.

Un progetto di largo respiro di cui si parla da tantissimi anni (pubblicammo già un post nel 2011!) e che vede, al momento, la realizzazione solo di alcuni tratti a macchia di leopardo.

In Puglia l’itinerario si connette con la rete ciclabile mediterranea individuata dal progetto europeo Cy.ro.n.med che coinvolge Italia, Malta, Cipro e Grecia, e si svolge da Chieuti (FG) fino a Santa Maria di Leuca (LE), con due varianti, una costiera e una più interna attraverso la Foresta Umbra, sul Gargano.

Il progetto sta impiegando, per la sua vastità, ingenti risorse che ogni Regione mette sul piatto attraverso varie fonti di finanziamento.
L’iter procedurale sta andando avanti e ai comuni interessati sono pervenute “le carte del progetto“, inoltrateci da una nostra fonte.

Dal Friuli Venezia Giulia al confine pugliese, con l’unica eccezione del Conero, la costa è altamente antropizzata, un susseguirsi di città e infrastrutture. Assume grande importanza e valenza, dunque, avere tratti come quello garganico, dove la natura “ha ancora qualcosa da dire”, ancor più se vogliamo realmente parliamo di “green new deal”, improvvisamente tanto caro ai governi.

E a questo proposito il tracciato sul Gargano, per la morfologia del territorio, presenta varie difficoltà e punti critici, alcuni superati con piste a sbalzo, altri con soluzioni miste, altri che fanno porre degli interrogativi sull’effettiva compatibilità ambientale del progetto.

Qui di seguito la mappa del tracciato ipotizzato che abbiamo estratto dalle carte progettuali:

Si sa, con questo “green new deal” il rischio è quello di giustificare tante porcate che sanno di green-washing, occhi aperti dunque. Ecco perchè in questo post evidenziamo tre punti “delicati” dove presumibilmente dovrebbe passare la ciclovia adriatica “garganica”…e l’attenzione va a quei pochi tratti di costa ancora “intatta”, senza infrastrutture.

La pista ciclabile prevedrà anche tratti a sbalzo, come quello tra Rodi e San Menaio e altri costieri.

A partire da ovest ragioniamo sul tratto “istmo di Lesina”, un delicatissimo ecosistema con habitat dunale e retrodunale di eccezionale valore e con specie rarissime, dove il progetto non specifica che pavimentazione avrà la ciclovia, probabilmente su sabbia (almeno si spera visto che una strada in cemento aprirebbe scenari tragici per il traffico veicolare!).

E ora saltiamo a Peschici, nel tratto tra Manaccora e Gusmay, dove la ciclovia dovrebbe inerpicarsi, con pendenze piuttosto elevate (per non dire improponibili) sulla salita della Madonnina (per chi conosce il luogo), in una delicatissima zona dove oltre alla macchia mediterranea intatta sussiste anche una necropoli dell’età del Ferro (Capo Mastiago). E cosa faranno qui?

Purtroppo questo tratto che vedete nella foto seguente, da progetto, sarà realizzato in “conglomerato bitumitoso”, ovvero asfalto…giudicate voi!

Qui alcuni estratti dalle tavole che potete scaricare ai link in didascalia.

A sinistra il numero evidenziato trova riscontro sulla mappa, a sinistra si veda l’ultima colonna dove viene indicato CB alla voce PAV_PROG. I file fonte sono qui (file 1 e file 2)

Infine ancora Peschici, dune di Sfinale, il secondo dei pochi tratti costieri tra Vieste e Peschici ancora più o meno allo stato naturale. Anche qui asfalto dove ora c’è sabbia!

Ecco il bellissimo tratto di costa che sarà asfaltato.

Il tratto interessato è quello dal 156 al 158
Trovate i file delle tavole nella didascalia precedente

Insomma, che ben venga la mobilità lenta, o dolce che si voglia dire, ma ragionata e progettata in maniera da non distruggere gli ultimi lembi di costa adriatica che possiamo ammirare ancora “come Madre Natura l’ha fatta“.

Appena sarà possibile, ci si opporrà alle scelte operate su questi tratti di costa inviando delle osservazioni.

Aggiornamento 13/11/2021:
Scrive Federico L. Montanari: “Ho avuto a che fare con progettazione di ciclovie in contesti naturali e l’esperienza ha mostrato che è sufficiente lo stabilizzato. Chi vuole asfaltare lo fa per far lievitare i costi di costruzione.” Da https://www.facebook.com/groups/700184603337350/posts/4905434269479008/?comment_id=4929463933742708&notif_id=1636741943608287&notif_t=group_comment&ref=notif

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