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Oggi vi parlo di “Colto e mangiato”, il format gastronomico innovativo nato sul Gargano

di Domenico S. Antonacci Colto e mangiato, e il nome dice tutto. Dall’orto alla tavola. Una rassegna gastronomica tutta pugliese ideata da Toni Noar Augello (Laboratori Arte Facendo di San Giovanni Rotondo) e organizzata in collaborazione con il ristorante Tenuta Chianchito. Sono stato loro ospite al primo appuntamento di questa terza edizione e ho visto tanta voglia di fare cose belle, farlo insieme, puntando alla qualità e alla valorizzazione del territorio. Chi decide di partecipare a Colto e Mangiato vive un racconto; tu arrivi e ti vengono consegnati un grembiule e un cappello da cucina, poi ti viene assegnata una postazione con decine di ingredienti. Ovviamente è solo l’inizio di questa curiosa esperienza perchè gli chef, Massimo (di casa) e l’ospite (del calibro di Peppe Zullo, Pietro Zito…insomma, ci siamo capiti) vi faranno letteralmente viaggiare dalla radice della zucca al suo utilizzo in una parmigiana alternativa o associata a dei funghi cardoncelli, tanto per dirne una. Visto che a Toni e Massimo non piace annoiarsi ogni serata ha come ospite uno chef diverso che spazia il racconto gastronomico intorno a prodotti diversi ma sempre “della terra”. E arriviamo al dunque, a preparare la cena sarete voi sotto l’occhio vigile e attento degli chef. Insomma un format davvero innovativo che coniuga cibo a formazione con un forte legame con il territorio. Sicuramente una maniera nuova di promuovere i prodotti e le tradizioni gastronomiche del Gargano. Allora, il kit dell’allievo chef ve lo danno loro, voi dovete solo portare tanta voglia di imparare. Ci sono ancora altre cinque date alle quali potete iscrivervi e provare questa nuova bella esperienza, informazioni su Colto e Mangiato o al telefono di Toni, il 3669404991 (chiamate anche di notte, lui non dorme mai). #coltoemangiato

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Le vicende sismiche di Lesina e la leggenda di Matilde di Canossa

Quando storia, leggenda e scienza si uniscono i risultati sono sempre particolari.Ecco che quindi il racconto della vendetta di Matilde di Canossa, in pellegrinaggio verso la grotta di San Michele di Monte Sant’Angelo, si intreccia con un maremoto che devastò Lesina intorno al 1000. Leggi tutto qui     Leggi anche LA MAPPA DEI MAREMOTI STORICI NEL MAR MEDITERRANEO: C’È ANCHE IL GARGANO

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Il complesso monumentale di Santa Maria Maggiore, San Pietro e San Giovanni Battista a Monte Sant’Angelo

Due testi (scaricabili gratuitamente) per chi volesse saperne di più sul complesso monumentale (complesso davvero…) di San Pietro/San Giovanni/Santa Maria a Monte Sant’Angelo. Letture immancabili per chi è appassionato allo stile romanico pugliese e alla storia del Gargano/Puglia. La chiesa di Santa Maria Maggiore a Monte Sant’Angelo, di Giuliana Massimo Monte Sant’Angelo. Il complesso monumentale di San Pietro, di Santa Maria Maggiore e del battistero di San Giovanni, di M. Calo’ Mariani  gocasteldelmonte.it

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