VIDEO – Le armi chimiche affondate al largo della Puglia (Isole Tremiti, Vieste, Molfetta, Manfredonia, Bari)
Vedi anche Isole Tremiti, isole di bombe e navi dei veleni Le navi e i rifiuti affondati sotto al nostro mare L’ISPRA ha messo a disposizione di tutti il documentario “RED COD Italia – Un arsenale sommerso”. Sui fondali di mari e oceani sono stati affondati residuati bellici e munizionamento, un pericolo per gli operatori della pesca e una sorgente di molecole nocive per gli ecosistemi marini. Il progetto RED COD (Research on Environmental Damage caused by Chemical Ordnance Dumped at sea) ha indagato questi temi per contribuire, con dati e conoscenze, all’esigenza di porre rimedio alle conseguenze “sommerse” dei conflitti e dl rinnovo degli arsenali. Questo documentario di Marco Pisapia è stato realizzato nel 2006. Le aree interessate sono principalmente quelle del basso Adriatico e quindi della Puglia, in particolar modo Isole Tremiti (Pianosa), Vieste, Manfredonia, Molfetta e Bari, tutte località usate come discarica di armi chimiche dopo la seconda guerra mondiale. Ricordiamo inoltre che una decina di anni fa è stata scoperta una fabbrica tedesca segreta di armi chimiche (camuffata come fabbrica di birra) vicino Foggia. Il documentario spiega veramente bene tutta la vicenda, buona visione! Fabbrica di bombe chimiche a Foggia LINK VIDEO Anche su Statoquotidiano.it
La “cuculijata”
Se ppènze a cquiddu tèmbe ggià passate, me pigghja na spèce de nustalgia; sarrave ca de li waje me ne sò scurdate, ma quase quase ji ce turnarrije. E mm’anna ccide se ne gnè luwére ca tènghe quiddu tèmbe nda lu penzére! Me recòrde quanne cu l’amice mije jéve alla scóle tutte spenzerate, àvete ca trestèzze e ppecundrija! ogne gghjurne jéva festa cummannata e ccèrte vóte cu la bborza mmane dalla scóla ce ne scappavame pe gghj ngappanne mùsckere…cecale… gridde…palòmme e ppalummèdde facènne lu nghiane e scigne pe li pedale pe gghjì scassanne ndi palla de pezza ce mettavame a ccòrre coma pazze quache vvota me fermava nu mumènde a ssendì li lucche de cèrte crestjane, propje dda vvucine lu cummènde; e cquidde jèvene mméce arteggiane; ca la dumèneche dòppe na magnata ce jèvene a ffà la cuculijata. Nicola Curatolo
I nomi dei Garibaldini della Daunia, c’è qualche tuo avo?
Aggiornamento 7 maggio 2012 in fondo Nella ricostruzione di quella fase storica che portò alla fine del Regno delle Due Sicilie e alla conquista dell’Italia meridionale, l’attenzione degli storici e la memoria collettiva si sono concentrate sui Mille sbarcati a Marsala con il generale Garibaldi. Parzialmente in ombra sono rimaste le migliaia di altri partecipanti, sul cui numero totale la storiografia ha fornito solo approssimazioni. Il progetto “Alla ricerca dei garibaldini scomparsi”, realizzato grazie al contributo della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino) e con la partecipazione della Fondazione CARIGE (Cassa di Risparmio di Genova), intende far emergere dall’anonimato quella moltitudine di eroi sconosciuti provenienti da quasi tutte le regioni italiane, da molti paesi europei e anche dalle Americhe e dall’Africa, protagonisti di quell’evento storico fissato nell’immaginario collettivo di tutti gli italiani. Ho ricercato nell’immenso archivio (35000 garibaldini) i nati nella Provincia di Foggia (o per lo meno nell’area riferibile all’attuale provincia) e con grande sorpresa ho trovato anche alcuni garganici; di seguito la lista riassuntiva dei centri abitati interessati: Apricena, Foggia, Ischitella, Lucera, Manfredonia, Monte Sant’Angelo (forse), Orsara di Puglia, Rodi Garganico, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo. Qui invece l’elenco dei “garibaldini nostrani”: Albano Pasquale – Lucera Arnone Giovanni – Foggia Bitonti Luigi – Montegargano (? Monte Sant’Angelo) Capodieri Francesco – Bovino Caso Giovanni – Lucera Colletta Carmine – San Severo Conte Luigi – Foggia D’Aquino Paolo – Foggia Davennio Luigi – Lucera De Petris Ferdinando – Manfredonia De StefanoAntonio – Bovino Falco Luigi – Ischitella Francesco Capozzi – Foggia Francesco Geraldo – Foggia Guida Giovanni – Lucera Manzo Francesco – Lucera Mioletti Pietro – Rodi Garganico Moisé Maldacca Maldacea – Foggia Pescatore Giuseppe – San Severo Rosano Salvatore – San Severo Ruggieri Vincenzo – Foggia Sabbatini Domenico – Apricena Scola Giovanni – Foggia
I reperti di Grotta Paglicci in esposizione al Vittoriano di Roma
Un breve post per comunicarvi che a Roma, nell’area espositiva del Vittoriano (detto anche Altare della Patria) e all’interno della mostra “I Colori del Buio” (del gruppo di esplorazioni speleologiche La Venta), fino al 25 marzo potrete ammirare i reperti della Grotta Paglicci di Rignano Garganico, una delle più importanti del Mediterraneo, una vera miniera archeologica: il più spettacolare è lo scheletro di donna di 18-20 anni ed in una sepoltura del periodo Gravettiano (quindi tra 28 e 20.000 anni fa), è stata trovata anche una seconda sepoltura. Nel sito ciottoli, pietre e ossa con incise figure geometriche e di animali. In evidenza vediamo le fotografie di un’altra “perla” trovata nella grotta, gli unici esempi in Italia di pitture parietali paleolitiche : due cavalli e delle mani dipinte in un angolo riparato della grotta, del tipo di quelle della Grotta di Lascaux in Francia, che risalgono a 18-20 mila anni fa. Da Archeorivista SIAMO ARRIVATI AL PARADOSSO CHE PER VEDERE UN BENE PROVENIENTE DALLA NOSTRA TERRA DOBBIAMO ARRIVARE A ROMA! MILIONI DI EURO SPRECATI PER UN MUSEO CHE NON ESISTE, PROMESSE E PAROLE DAI SOLITI NOTI E…IL NULLA..
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