Usi, costumi e credenze di Natale sul Gargano a inizio 900

di Teresa Maria Rauzino

 
[…] Si pensava che la notte della Vigilia Gesù, accompagnato da schiere di Angeli, scendesse nelle case: portava pace e felicità fra gli uomini. Riferisce La Sorsa: «Le donne ritengono che a mezzanotte la Madonna scenda dal camino, e asciughi al calore del ceppo i pannolini che devono fasciare il Bambino».
Dopo la cena si lascia la tavola imbandita: si ritiene che debbano venire dall’altro mondo le anime dei parenti morti, i quali per gentile concessione divina potranno partecipare, solo per quella notte, alla felicità domestica. 

A mezzanotte gli animali, per grazia speciale del Redentore, potranno parlare; ma è vietato osservarli, pena la morte istantanea.

Se si spegne il ceppo, è cattivo augurio: potrebbe morire il padrone di casa. Molte persone conservano i resti del ceppo per esporli in caso di burrasche o temporali. La cenere, posta sul collo dell’ammalato, guarirà il mal di gola; le donne la conservano in una tazza, esprimendo il desiderio di voler vivere un altro anno.

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GARGANO – La montagna che profuma di mare

Mettetevi comodi.
Otto brevi filmati per raccontare una vacanza estiva sul Gargano con Mirco Paganelli, il “reporter in valigia” che ama viaggiare e trasportare emozioni in video.

Mirco riesce a trovare il giusto mix tra spontaneità e professionalità, con commenti che mostrano una certa sensibilità e scavano oltre la superficie del “Gargano solo mare”, come succede nelle interviste agli anziani incontrati nei paesi.

Mirco, ora ti aspettiamo per mostrarti il Gargano segreto!

App online del MIT per simulare gli effetti delle politiche per il clima

(foto: Erik McGregor/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)

da wired.it

Un’app online del Mit permette di simulare gli effetti delle politiche per il clima. E ci insegna che non ci sono bacchette magiche.

Hai sempre sognato di decidere tu la politica mondiale del clima? Alla conferenza Cop25 cincischiano e vuoi prendere in mano la situazione? O più semplicemente vuoi confrontarti con un’amica all’aperitivo per sapere chi di voi due ha ragione, se è meglio puntare sul nucleare o sulla carbon tax? Ora puoi.

È appena stato reso disponibile al pubblico il simulatore di soluzioni climatiche En-Roads, un software sviluppato dal consorzio Climate Interactive con l’Istituto Sloan di Management del Mit che permette di simulare gli effetti di numerosi interventi sul clima – dalla politica energetica alla crescita della popolazione, alle innovazioni tecnologiche in termini di cattura della CO2. En-Roads finora era disponibile solo a policy maker: analisti, tecnici, politici. È stato usato, tra gli altri, dal Congresso degli Stati Uniti, dal governo cinese e dalla segreteria generale dell’Onu. Ma con il montare della crisi, è bene che tutti noi possiamo capire direttamente l’effetto delle politiche sul clima. Con En-Roads c’è un modello matematico a disposizione di tutti per verificare almeno alcune delle nostre idee. Basta un browser.

La schermata di partenza di En-Roads. A sinistra il ruolo delle sorgenti di energia, a destra la temperatura. Se andiamo avanti così, la Terra sarà più calda di +4.1 gradi nel 2100. Come fare?
En-Roads permette di agire su 18 possibili aspetti di politica energetica e climatica, dagli incentivi alle rinnovabili alla crescita economica, dall’uso del carbone alla deforestazione, dalla crescita demografica alle tecnologie di cattura del carbonio. Queste vengono tradotte da En-Roads nella soluzione di circa 14mila equazioni differenziali non lineari: in parole semplici, ogni cambiamento influenza a cascata gli altri parametri. Il risultato, aggiornato in tempo reale, è l’andamento previsto delle temperature da qui al 2100 – ma è possibile osservare anche direttamente le emissioni, o l’innalzamento dei livelli del mare. Lo scopo del gioco, se vogliamo chiamarlo così, è riuscire a ridurle il più possibile applicando interventi realistici.

Pompare il nucleare senza fare altro ci sfila tre decimi di grado: è un inizio, ma non basta

Il bello di En-Roads è che filtra bene la complessità della materia. Il pannello di controllo principale è assai facile da usare: alcuni slider permettono di aumentare o ridurre i valori dei parametri, spingendo per una politica più o meno radicale. Chi però volesse controllare la simulazione in dettaglio può andare all’interno di ciascuna sezione e modificare le numerose variabili che controllano il modello – dal prezzo del carbone alla data in cui si desidera far partire un intervento, al separare il contributo di emissioni industriali e agricole.

Non solo CO2: anche ridurre il contributo del metano è importante. Qui vediamo come farlo in modalità avanzata.

Giocando con En-Roads si scoprono molte cose. In particolare due sono importanti. La prima è che non esiste un proiettile magico che ci salverà. Nucleare, carbon tax, sussidi e investimenti per le fonti rinnovabili: tutte cose utili ma nessuna, da sola, risolve significativamente la crisi climatica – anche proprio a causa delle interazioni tra variabili di cui En-Roads tiene conto. Per esempio incentivare il nucleare, senza altri interventi, lo rende sì più competitivo di carbone o petrolio, ma lo fa competere anche con le rinnovabili: il guadagno totale è quindi piccolo.

Tassare le fonti non rinnovabili, incentivare le rinnovabili e il nucleare, più introdurre una pesante carbon tax ci avvicina molto all’obiettivo. Ma il costo dell’energia schizza alle stelle nel breve termine

Viceversa, di per sé ripiantare foreste ha un impatto piccolo ma, se accompagnato a interventi di riduzione delle emissioni, può essere assai significativo. La seconda lezione, derivante direttamente dalla prima, è che arrivare vicino ai 2 gradi o addirittura 1,5 di riscaldamento – a cui puntavano gli accordi di Parigi che non rispetta nessuno – è difficile, molto difficile. Servono interventi massicci a tutto campo, e questo ci fa toccare con mano quanto in fretta e con quanto coraggio dobbiamo agire se vogliamo mitigare le conseguenze della crisi climatica.

Finalmente siamo scesi sotto i due gradi, e nel 2100 il mondo vive di energie rinnovabili. Ma abbiamo dovuto introdurre una carbon tax, forti sussidi alle rinnovabili, aumentare pesantemente efficienza energetica ed elettrificazione di trasporti ed edifici, eliminare la deforestazione e ripiantare foreste, nonché lavorare un poco sulla tecnologia e sul metano. Che fatica.

Ovviamente, finché si tratta di pasticciare con un simulatore sul proprio browser è facile. Metterlo in pratica nel mondo reale, con interessi differenti in conflitto, è ben diverso. Per questo Climate Interactive organizza, per chi desiderasse, un gioco di ruolo basato su En-Roads, la Climate Action Simulation. Il gioco simula un summit di emergenza dell’Onu che convoca diversi stakeholder allo scopo di raggiungere gli obiettivi degli accordi di Parigi. Il master del gioco ha il ruolo del segretario Onu, e i partecipanti si dividono in team corrispondenti a diversi interessi in gioco: dalla lobby dei combustibili fossili agli ambientalisti radicali. I team propongono soluzioni che poi vengono sottoposte al simulatore, che ne determina il contributo. A questo punto bisogna tornare al tavolo, negoziare, modificare i piani fino a raggiungere l’obiettivo. Un ottimo modo per affacciarsi alla complessità del tema.

Come tutti i modelli, anche En-Roads ovviamente ha dei limiti. Ma ha il vantaggio di dare una risposta veloce, solida e quantitativa alle nostre idee in fatto di politica climatica. Vista l’emergenza e la posta in gioco, è cruciale che la discussione collettiva sul tema si faccia concreta e basata sui dati. E il simulatore del Mit è un piccolo punto di partenza per renderci più consapevoli e obiettivi.

LA TRANSUMANZA DIVENTA PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO

La transumanza diventa Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO a partire da Puglia e Molise!

Grazie a chi per anni, superando tante difficoltà e resistenze, ci ha creduto fino in fondo; tutti noi dobbiamo dire grazie alla famiglia Colantuono e alla sua “portavoce” Carmelina Colantuono​, donna tenace e dai grandi valori.

Salgono a 4 i patrimoni UNESCO che coinvolgono il territorio del #Gargano:
1 – Santuario di San Michele Arcangelo (sito seriale nazionale)
2 – Faggeta vetusta di Foresta Umbra (sito seriale transnazionale)
3 – Tecnica della costruzione di muri a secco (immateriale)
4 – Transumanza (immateriale)

VIDEO: Ricordiamo Antonio Piccininno a 3 anni dalla sua scomparsa con il video del Teatro San Carlo

Il 9 dicembre di 3 anni fa ci lasciava l’ultimo cantore storico della formazione dei Cantori di Carpino, Antonio Piccininno, o Z’ Ntonj, come lo chiamavano in molti.
In suo ricordo pubblichiamo questo video del 2011 che lo vede sul palco del Teatro San Carlo di Napoli insieme ad Eugenio Bennato mentre canta la Ninna Nanna con l’accompagnamento dell’orchestra e del coro del Teatro di San Carlo diretti dal Maestro Julian Kovatchev.

FOTO: Sulle tracce del passato al villaggio preistorico del “castello” di San Giovanni Rotondo

di Domenico Sergio Antonacci


Spesso i toponimi ci dicono tanto della storia dei luoghi.
A San Giovanni Rotondo un noto punto di riferimento lungo la strada che corre verso Foggia viene indicato localmente come “Castello”; si tratta di un piccolo altopiano affacciato verso il Tavoliere, posizione perfetta in antichità per insediare un villaggio così come in altri casi simili lungo i valloni meridionali del Gargano (villaggi neolitici e del bronzo di Coppa Maselli, Chiancata la Civita, Caramanica, Valle dell’Inferno, Monte Granata, Volta Pianezza per citarli quasi tutti).

La posizione protetta per il controllo e la difesa del territorio e la disponibilità di ampie zone per le attività di caccia, allevamento, agricoltura, erano certamente alcuni dei requisiti fondamentali per questo tipo di villaggi, spesso costituiti da fossati, costruzioni in muri a secco e legno.

Facendo una veloce camminata nella zona è possibile notare muri a secco di grosso spessore con utilizzo di blocchi di grandi dimensioni, materiale lapideo sparso a indicare antiche costruzioni cadute o smontate successivamente (materiale riutilizzato dai pastori per pagliai e macere), canaline per raccolta di acque, altri grandi blocchi intagliati dalla funzione ignota, frammenti di ceramica e selce, rilievi anomali in corrispondenza del perimetro (torrette?).


Come nella maggior parte dei casi anche qui non ci sono mai stati scavi archeologici, tutt’al più ricognizioni superficiali, comunque datanti: siamo nell’età del bronzo, periodo finale tra 1100 a.C. e 1000 a.C., caratterizzato dall’utilizzo intenso del bronzo come metallo principale).

Le ortofoto satellitari della zona danno qualche segnale permettendo di fantasticare un perimetro del villaggio.

A seguire una gallery della zona circostante e del villaggio di Castello.
Con la fantasia…un menhir?

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