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Gargano, un’isola montagna….e tanto altro

Credit ESA/NASA – Altre info sulla foto e sulla sua provenienza Gargano..un’isola montagna… un micro universo montano e marino che ha saputo dalla prima alba vivere e convivere in una natura aspra e selvaggia, chiusa e aperta, fra rupi e foreste, pianori e doline, forre e precipizi nell’interno del monte, e la pianura verde e spaziosa del tavoliere a ovest e quella liquida e azzurra dell’Adriatico lungo le coste. Cristanziano Serricchio

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Dall’antica civiltà contadina del Gargano: il NATALE

Zampognari Il Santo Natale per l’antica civiltà contadina garganica rappresentava un evento importante. La devozione (devo donare l’azione), per la nascita di GESU’, veniva preparata e sentita da tutti spontaneamente. Il digiuno natalizio, veniva osservato dal giorno dopo la festa di San Martino, allo scopo di accogliere l’evento con l’animo devoto e purificato privando il corpo dalle grandi abbuffate. La verdura di stagione che cresceva spontanea nei prati, veniva raccolta e cucinata per l’occasione. La borragine, ricca di ferro, veniva pulita accuratamente, poi bollita e condita con sale, limone e olio. Ottimo alimento capace di sostituire le proteine e con la stessa acqua si ammorbidiva il pane. La sera prima del 13 dicembre si mettevano a bagno, per 12 ore, possibilmente utilizzando l’ acqua piovana, le fave (rinomate quelle coltivate nelle località di Carpino perché  più dolci e saporite). Il mattino successivo si cuocevano nella pignatta (recipiente di terracotta) ricoperte di acqua e si circondava il recipiente con una ricca brace del camino. Una volta cotte venivano condite con semi di finocchietto selvatico, sale e olio. Una parte della pietanza veniva offerta ai vicini e parenti. Il sedici Dicembre iniziava la novena di Natale.  Il tocco delle campane richiamava i fedeli alla  S. Messa, le funzioni venivano svolte al mattino presto per consentire di svolgere le solite mansioni lavorative. Da ogni parte del paese e dalle campagne vicine, ricoperti con pastrani e cappelli accorrevano pastori e contadini. Prima di entrare in chiesa avevano scambiato tra di loro gli argomenti… a come meglio svernare, .. a come predisporre le cunette nel terreno  in presenza di copiose piogge…. dove e come procurare il fogliame per le bestie. Si accordavano per barattare la paglia con la biada e anche gli animali, bastava la parola e tutto andava a buon fine. Le donne anche esse, prima di entrare in chiesa, coperte

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Le cartellate (xirotigani), dolce pugliese di origine greca

Tipico dolce natalizio del Gargano, le cartellate sono fatte di pasta sfoglia arrotolata e ricoperta di mandorle, miele e vino cotto. Hanno forma rotondeggiante e colore dorato, farcite con vin cotto di fichi, miele e mandorle tritate. Diffuse in tutta la Puglia, le cartellate hanno un origine molto antica, probabilmente di derivazione greca, come è noto da una pittura rupestre del VI sec. a.C. rinvenuta a Bari, in cui viene raffigurata la preparazione di un dolce assai simile, associato alle offerte fatte a Demetra, dea della terra. Una ricetta di un dolce greco, i xirotigani Molto simili alle nostre cartellate, vero? alcuni commenti da facebook: Mauro Masullo ci dice: “le ho trovate anni fa in un forno a Creta e le usano ai battesimi (c’è sempre di mezzo la nascita di un bambino)” Giuseppe Romondia, del Pizzicato Eco Beb, ci dice di averle viste in Turchia e il loro nome dovrebbe essere  جمال – فصاح  

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VIDEO – Le pettole e i taralli neri di nonna Lina

E abbandoniamoci ai piaceri dei tipici dolci di Natale della Daunia…. Pizzella tipica di Capodanno e Natale della zona di Foggia di forma allungata realizzate dalla sapiente mano di nonna Lina     Dolce tipico della tradizione foggiana, i taralli neri sono eseguiti con maestria dalla me ra vi gli uo sa ricetta di nonna Lina. RICETTA: 1 Kg di farina; 400 gr di mandorle tritate grossolanamente; 100 ml di olio d’oliva; 300 gr di zucchero; 300 gr di cioccolato fondente a pezzetti; 2 buste di lievito pane degli angeli; 1/2 busta di garofano; 1/2 busta di cannella; 3 uova; 1 buccia d’arancia grattuggiata; Impastare con vincotto e infornare per meno di 15” a 180° in forno già caldo non ventilato.

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