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Alcune maschere antiche del carnevale sul Gargano: lu carlucc e lu sckavon a San Giovanni Rotondo

Tra le maschere tradizionali del carnevale di San Giovanni Rotondo ce n’erano due che in particolare catturano l’attenzione per i loro significati antropologici e storici. Lu Carlucc, relitto di figure legate a riti ancestrali millenari (ancora in uso in molti paesi del sud e in Sardegna) e lu Scekavone, lo schiavone, maschera a cavallo che forse ricorda la concessione del feudo di San Giovanni Rotondo a Skanderbeg (fine secolo XV). Lu carlucc: Foto Progetto Cala la Sera Era la maschera che apriva la sfilata. Indossava una veste di pelle di capra o di agnello, un cappello bianco a forma di cono allungato, alla cui punta vi erano dei campanellini (“Carlucce”, da questo deriva il nome della maschera) e una cintura dalla quale pendevano delle campanelle. Saltava e ballava al ritmo de “lu buchete-e-bù”, de “lu scisciulu”, de “lu murtale” e della fisarmonica. Lu Scekavone: Era un giovane che sfilava a cavallo. Il cavallo era coperto da un drappo o da una coperta di seta colorata. La coda e la criniera erano intrecciate con nastri colorati. Il cavaliere indossava un vestito di raso lucente e un largo mantello, anch’esso di raso. Portava una borsetta elegante contenente o confetti o coriandoli o petali di fiori che distribuiva durante la sfilata alle belle ragazze. Indossava guanti bianchi ed era armato di balestra con la quale lanciava fiori sui balconi. Lu Sckavone, travestito da donna, ingannava i custodi dei castelli con lo scopo di rapire le castellane. Tradizioni perse..purtroppo! Leggi la storia del tentativo di recupero del Carnevale tradizionale di San Giovanni Rotondo negli anni 2000 Slideshow

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Parco del Gargano, cani da guardiania per proteggere le greggi dai lupi

Il Parco Nazionale del Gargano inizia concretamente a mettere in campo azioni a tutela dei pastori e dei lupi del Gargano. Al via l’esperimento targato “Parco Nazionale del Gargano” di utilizzo di cani da pastore abruzzese a difesa delle greggi dagli attacchi da lupo (fenomeno purtroppo in ascesa sul Gargano). Ieri sono stati assegnati e consegnati i primi 4 cuccioli (dei 12 reclutati) a due allevatori, tra i più colpiti dagli attacchi predatori: tre a San Giovanni Rotondo (azienda Mario Savino, località Castellere) ed uno a Carpino (azienda Francesco Finizio, località Monte Vernone-Vadovara). Presenti in rappresentanza dell’ente, il vicepresidente Claudio Costanzucci, la direttrice facente funzioni Carmela Strizzi ed Antonio Urbano della tecnostruttura: “E’ una iniziativa finalizzata ad aiutare gli allevatori colpiti da danni per fauna selvatica e rientra nello scopo istituzionale dell’ente volto alla conservazione e tutela della fauna selvatica presente all’interno dell’area protetta. Come? Mediante l’incentivazione – ha spiegato Claudio Costanzucci che guida l’area protetta insieme all’assessore Pasquale Coccia – di una giusta convivenza tra il lupo e le attività zootecniche presenti nel territorio del Parco”. Va premesso che l’esperimento avviato ieri dal Parco Nazionale del Gargano, si inserisce nel solco già aperto tempo addietro – con successo – nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Nell’ottobre 2017 sull’altopiano di Campo Imperatore, in provincia de L’Aquila, l’ente Parco Nazionale del Gargano organizzò una apposita giornata dimostrativa, cui parteciparono una cinquantina di allevatori del Gargano, i quali, al termine, si dissero favorevoli ad utilizzare anche nelle loro aziende i cani pastore abruzzese per la difesa degli ovini dagli attacchi da lupo. Fu il viatico alla successiva decisione di riproporre il modello abruzzese (con qualche adattamento alle caratteristiche degli allevamenti garganici) anche nell’area protetta garganica. A tale scopo fu commissionato alla veterinaria Franca Adriani il reperimento di 12 cuccioli, già sverminati, vaccinati e con

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Cartografia antica: Ecco il “Google Maps” vintage per conoscere il Gargano dell’800

Come era rappresentato il Gargano nell’800? Grazie a Mapire puoi scoprirlo, una sorta di Google Maps ‘vintage’ che raccoglie le mappe catastali realizzate nel XIX secolo di tutte le aree europee. Trovate quindi le mappe relative alla prima indagine militare (1764-1784), e quelle dal 1806 al 1869. Naples and Sicily (1821-1826) CARTA DELLE PROVINCE CONTINENTALI DELL’EX REGNO DI NAPOLI Disegni originali in 77 fogli montati su tela. Trattasi della revisione della carta di Rizzi Zannoni, eseguita da ufficiali austriaci dell’esercito di occupazione nel Regno di Napoli dopo gli avvenimenti del 1821. La carta rappresenta l’orografia col tratteggio a luce zenitale: distingue gli abitati in base alla loro importanza amministrativa, le strade in postali (ghiaiate, da eseguirsi, naturali), comunali (rotabili,rotabili non in tutti i tempi), sentieri (per cavalli, per pedoni), ponti in pietra, in legno, di battelli, guadi, ecc. Sono distinti a colori vigneti, prati, boschi, oliveti. Sono infine indicati i confini di stato e di provincia. Ciascun foglio reca a destra una colonna con dati statistici e i nomi degli operatori. Annesso un quadro d’unione con la leggenda dei segni convenzionali. Questa carta non venne mai pubblicata: essa tuttavia servì, nel 1868, per la ricostruzione eseguita dagli ufficiali di Stato Maggiore e mappatori dell’Ufficio Tecnico del Corpo di Stato Maggiore: fu allora particolarmente aggiornata la rete stradale. In base a tale ricognizione fu pubblicata nel 1874 la carta fotoincisa in 25 fogli alla scala di 1:250.000 con orografia a tratteggio a luce zenitale di cui al N° 64 d’ordine, Carta delle Provincie Napoletane in fogli 25… (Cart. d’Arch. N° 90, Docum. N° 26). La carta è stata eseguita a partire dal 1822 e anni successivi. Cfr. Mori A., La cartografia ufficiale in Italia e l’I.G.M., 1922, pag.103. Data:  1822  Scala:  1:103.680 Map of the southern provinces of Italy (1862-1876) CARTA DELL’

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Avviso pubblico interventi per la valorizzazione e la fruizione dei luoghi identitari della Puglia

L’Avviso è rivolto a Scuole pubbliche, Città Metropolitane, Province, Comuni, Unioni di Comuni ed ha la finalità di promuovere ed incentivare la fruizione innovativa e la “tutela attiva” dei beni del patrimonio storico-artistico identificati come luoghi identitari della Puglia attraverso un processo di presa di coscienza da parte delle comunità. Sono ammessi: Interventi di recupero e rifunzionalizzazione di beni del patrimonio culturale; lnfrastrutturazione e allestimento , nonché servizi connessi alla realizzazione di:– laboratori finalizzati alla divulgazione ed alla conoscenza attraverso l’utilizzo di tecnologie o forme artistiche di fruizione (storytelling, performing arts, ecc.);– ” officine” attrezzate per la conservazione e la fruizione di beni mobili e di reperti (dipinti, manufatti lapidei, arredi , manufatti in legno, patrimonio fotografico, video e sonoro, ecc.);– laboratori di produzione artistica (officine di artista, kids creative lab, creazione opere d’arte contemporanea, ecc.) e di design orientato alla valorizzazione cultura le;– laboratori di studio sulle tecniche di restauro , anche al fine di redigere e/o implementare manuali e prontuari di settore o, comunque di mettere appunto soluzioni replicabili;– metodologie e strumenti innovativi – ad esempio tecnologie di ricostruzione virtuale, fruizione immersiva e interattiva, realtà aumentata – per ampliare la fruizione sostenibile di identificati beni e luoghi culturali, assicurando una vasta utenza dei prodotti e servizi creati ; – laboratori culturali ed educativi permanenti o altre iniziative finalizzate a diffondere la conoscenza e valorizzare identificati beni del patrimonio culturale, istituti e luoghi della cultura da parte di differenti segmenti di utenza sin dalla fase di avvio del cantiere (ad esempio Living Labs).  Ogni proposta progettuale può ricevere un massimo di € 30.000,00. Scadenza 10 marzo. Speriamo in una folta partecipazione dal Gargano!Nel caso siate interessati alla progettazione potete contattarmi senza impegno, Domenico Sergio Antonacci (3931753151). Leggi tutto il bando qui

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