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Tornano le “Peregrinazioni botaniche nel Gargano”, un corso di primo livello di botanica sul Gargano

Tornano, per il secondo anno, le “Peregrinazioni botaniche nel Gargano”, lezioni di botanica all’aperto rivolte a studenti universitari, cultori, appassionati, professionisti e camminatori/escursionisti. Le date saranno: – 11 marzo 2018 (SIC Pineta Marzini, Vico del Gargano) – 15 aprile 2018 (La Faggeta Vetusta della Foresta Umbra) – 13 maggio 2018 (Le praterie di Paglizzi-cprtigli, Vico del Gargano) – 03 giugno 2018 (Altopiano carsico di Monte Nero, San Marco in Lamis) Si tratta, ancora una volta, di una esperienza didattica strutturata in visite, osservazioni e studio di siti con particolari valenze didattiche. Il ciclo di 4 Peregrinazioni si terrà mensilmente, da marzo a giugno, con delle esperienze di sensibilizzazione a avvicinamento al vasto mondo della botanica per conoscere i valori botanico-naturalistici del Parco Nazionale del Gargano. Iscrizioni Tutte le informazioni qui o al 3931753151(lun-ven dopo le 18 oppure weekend)

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Specie aliene, nuovo decreto. Ecco come comportarsi

Pubblicato il nuovo Decreto Legislativo sulle specie invasive: divieti, controlli, eradicazione e gestione Tutti i proprietari di animali da compagnia inseriti nella lista (in particolare chi avesse in casa testuggini palustri americane) potranno mantenerli fino al termine della loro vita naturale, ma entro giugno 2018 dovranno comunicare il loro possesso al Ministero dell’Ambiente, fornendo indicazioni sull’esemplare (specie, sesso ed età) nonché sulle modalità che intendono adottare per impedirne la riproduzione e la diffusione. Leggi tutto Approfondisci

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La fuga degli esuli viestani dalla Dalmazia dopo le persecuzioni di Tito

di Michela Papagna Il 18 Aprile del 1947, la giunta municipale di Vieste deliberava di mettere a disposizione dei profughi della costa opposta, in particolare degli esuli di Pola, dei terreni per ricostruire un quartiere della loro patria affinché, come si legge nella delibera: “ i fratelli polesi possano affacciarsi su quel loro mare da dove incomprensione e ingiustizia li hanno cacciati”. Erano i mesi successivi al trattato di pace di Parigi (10 febbraio 1947) con il quale si determinava la cessione alla Jugoslavia dei territori Dalmati – Giulio – istriani, i numerosissimi italiani ivi residenti subirono la persecuzione del governo di Tito, il quale promuoveva l’eliminazione di coloro che diffidavano del nuovo insediamento jugoslavo: i funzionari italiani, i partigiani antifascisti e consentendo al Partito del Popolo a provvedere alla persecuzione dei nemici, creò una vera e propria epurazione etnica tra i civili. Furono in 350 mila gli esuli italiani che lasciarono la loro patria per sempre, mentre è impresa ardua determinare il numero delle vittime che dopo aver subito vessazioni e torture furono gettati a mare o nelle foibe (gli inghiottitori carsici che funsero da fosse comuni). Si attestano approssimativamente intorno a 20.000 le vittime italiane, di questi circa 300 furono pugliesi e 7 sono le vittime di provenienza viestana fino ad oggi identificati: Francesco Paolo Ascoli, Francesco Cariglia, Francesco Cavaliere, Giambattista Chieffo, Matteo Ruggieri, Antonio Vescera e Vincenzo Vescera. Tra coloro che abbandonarono per sempre la loro patria è il nostro noto concittadino Ludovico Ragno che insieme alla famiglia e il padre Domenico, proprietario di una tabaccheria a Zara, a 19 anni si stabilì definitivamente a Vieste. L ’offerta di accoglienza degli esuli da parte del Comune di Vieste del 18 Aprile 1947, resta un gesto di alto significato etico, unica proposta ufficiale in Italia, che rimase purtroppo

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Significato e origini della canzone di Max Gazzè “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”

Tutti gli abitanti di Vieste di una certa età ricordano i racconti “spaventosi” delle loro madri: non andare vicino al Pizzomunno, ci sta lo spirito, il fantasma che ti tira negli abissi del mare… Approfondiamo questa storia, una leggenda dalle mille sfaccettature (e versioni) che ha ispirato l’artista Max Gazzè per la canzone con la quale ha partecipato a Sanremo 2018. AGGIORNAMENTO 8 FEBBRAIO: “LA LEGGENDA” PROTAGONISTA SU RADIO DEEJAY E RTL   Contributi di Michela Papagni e Domenico Sergio Antonacci “La suicida del Gargano”, 1836 Una volta viveva a Vieste una fanciulla come non se n’erano vedute mai; la sua bellezza superava il sole ed era come l’occhio del signore; le sirene ne vennero in gelosia, e un giorno in cui ella andava sola attendendo il suo amico, la rapirono. Ora vive in fondo al mare incatenata agli scogli. Il suo amico la piange eternamente e la sospira e lì attende sulla spiaggia. Una volta ogni cento anni le sirene si commuovono e gli amanti possono avere un giorno di amore, ma verso sera, allorché illusi della loro libertà, fanno per andarsene, le sirene tirano le catene alle quali la fanciulla è avvinta ed ella ripiomba nel mare e per altri cento anni il pianto dell’amato, simile al gemere delle onde, corre la tempesta e il sereno. SCOPRI ANCHE COS’È IL PIZZOMUNNO! In Italia sono numerosi i geositi del tipo “faraglioni”: dalle Tremiti, a Capri, a Ponza, alle Eolie. Pochi di essi presentano la valenza paesaggistica e la fruibilità del faraglione Pizzomunno in comune di Vieste, provincia di Foggia. Infatti il territorio comunale vanta oltre 1.500.000 di presenze turistiche all’anno ed il faraglione, ubicato sul lungomare adiacente all’abitato, presenta la massima visibilità. Questa è la leggenda di Vieste riportata integralmente dal Beltramelli ne “Il Gargano” pubblicato nel 1907, non si rintracciano

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