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VIDEO – Monte Sant’Angelo anni ’60, l’emigrazione

Un video messo a disposizione dal Diario Montanaro sull’emigrazione da Monte Sant’Angelo negli anni ’60. Al minuto 17 un bambino di 10 anni che lavora in una grotta, fa “lu zucar”. Nella parte finale il video non si vede; è possibile ascoltare un bambino cantare un sonetto tipico di Monte Sant’Angelo.

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La maglia del blog Amara terra mia

Cosa ne pensate? Vi piace?……ne abbiamo fatta stampare una come prova ma se avremo riscontri positivi da parte vostra potremmo farne preparare altre. Lasciate il vostro nome e sarete ricontattati da me quando manderò in stampa le maglie (a manica corta e bianche per ora). Il prezzo si dovrebbe aggirare intorno alle 10€ a maglia (appena il prezzo per ripagare i costi, poi se volete fare un’offerta…hihi). Commentate qui sotto o su facebook.

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Dalla terra della Murgia, 50 anni fa un farmaco anticancro

dal sito centrostudinatura.it La Daunomicina Una ricorrenza che ricorda l´importanza di tutelare la biodiversità. Nicola Montepulciano, responsabile cittadino del WWF Andria ricorda l´importante scoperta avvenuta esattamente mezzo secolo fa e lancia una proposta alle Istituzioni competenti: ‘Sono trascorsi oltre cinquant’anni da quando alcuni ricercatori della Farmitalia- Carlo Erba, (famosa industria di ricerca farmaceutica italiana), isolarono da un campione di terra raccolto a Castel del Monte (Andria), un microfungo chiamato Streptomyces peucetius o Streptomyces coeruleorubidus. Da questo ricavarono un antibiotico ritenuto utile per combattere varie malattie infettive e gli fu dato il nome di Daunomicina, (perché, così si legge, ricavato dal microfungo scoperto in quella parte della Puglia anticamente chiamata Daunia)‘. ‘Ben presto si accorsero che questo antibiotico agiva contro alcune cellule tumorali e avviarono altre ricerche. Concluse le quali fu possibile nel 1963 presentare al mondo un valido farmaco anticancro. Quindi, esattamente cinquant’anni fa. Da questo farmaco, in seguito, se ne ricavò un altro, l’Adriamicina,e poi ancora altri. Fu una gloria della ricerca scientifica italiana. Il 2013 è un anno pieno di ricorrenze e molti hanno cercato di elencare tutte quelle possibili. (Dai 700 anni della nascita di Boccaccio ai 200 di quella di Verdi. Dai cinquant’anni della morte di papa Giovanni XXIII e dai cinquanta dell’uccisione di J. F. Kennedy, si va ai cinquant’anni  della tragedia del Vajont, al primo L. P. dei Beatles, al famoso discorso di M. L. King e via dicendo)’. ‘A noi del WWF Andria piace ricordare il 50° anniversario della presentazione al mondo di questo forte farmaco anticancro, che fu usato in quasi tutto il mondo, Stati Uniti compresi. Lo ricordiamo anche per dire a tutti quanto la natura sia amica dell’uomo purché la si rispetti. Chi poteva immaginare che la nostra Murgia ci avrebbe regalato questo immenso tesoro, che ha contribuito a salvare

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FOTO – Trekking archeologico, la Necropoli di Monte Pucci a Vico del Gargano

di Domenico Sergio Antonacci Oggi vi portiamo sulla Necropoli di Monte Pucci, nel Parco Nazionale del Gargano, un suggestivo sito di interesse storico e naturalistico affacciato al mare che vi farà conoscere un lato nascosto della Montagna del Sole. La necropoli di Monte Pucci si trova lungo la SS89 tra San Menaio e Peschici e precisamente vicino al capolinea della linea delle Ferrovie del Gargano. Conosciuta già dalla fine dell’800 grazie agli studi di uno storico locale, Giuseppe del Viscio, è stata saccheggiata da persone senza scrupoli nel corso degli anni e fino allo scorso anno si trovava in uno stato di abbandono totale tanto da renderne difficile addirittura la localizzazione a causa della fitta vegetazione di macchia mediterranea che copriva le grotte all’interno delle quali si trovano le numerose tombe. Nel 2011 è stato messo in atto il progetto di “Tutela e Valorizzazione storico-archeologico-ambientale della Necropoli Paleocristiana di Monte Pucci” (finanziato con fondi della Regione Puglia –Servizio Beni Culturali-, “Risorse P.O.R. Puglia 2000-2006, FESR Asse II –Risorse Culturali- Misura 2.1” per l’ importo di €. 510 204,0) Le opere di scavo archeologico hanno coinvolto solamente uno dei tantissimi ipogei, quello indicato con il numero 24; all’interno sono state trovate numerose sepolture, tutte senza corredo tranne per una che si è salvata alla mano criminale dei tombaroli. In questa sono stati rinvenuti diversi oggetti in oro ma l’attenzione sicuramente va alle due splendide ampolle di vetro e ad un anello d’oro molto particolare. Infatti in esso c’è l’immagine di Diomede, un dato molto importante che retrodata la prima frequentazione della necropoli dall’età paleocristiana (una forbice tra III e VI sec d.C) ad almeno al II sec. a.C. Ampolle in vetro di fattura ellenistica L’anello con Diomede Si tratta, inoltre, della prima prova materiale legata al culto di Diomede ritrovata sul Gargano;

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