NO PETROLIO – Un peschereccio è partito da Monopoli per andare in contro alle “navi del petrolio”

Un peschereccio è partito qualche ora fa da Monopoli per andare in contro alla nave della Northern Petroleum che avvierà le azioni di ricerca di idrocarburi al largo delle coste pugliese. Altre info: http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/11/19/news/trivelle-25273871/ http://www.monopolitube.it/cronaca/5364-petrolio-parte-loperazione–ultima-spiaggia.html AGGIORNAMENTO

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Quando nei centri storici del Gargano si riutilizzavano i materiali di guerra

11/2011 Il balcone di questa casa è stato realizzato con piastre di pierced steel planking un materiale giunto in Italia durante la seconda guerra mondiale. Serviva alle truppe americane per consolidare i terreni argillosi o paludosi e renderli adatti all’atterraggio di aerei, anche pesanti. Veniva usato anche per realizzare velocemente recinzioni temporanee. Al termine della guerra fu lasciato sul posto e reimpiegato nei modi più vari dalle popolazioni locali. Le seguenti foto, concesse gentilmente da Fiore Barbato (che ringrazio), sono state scattate a Cagnano Varano dove è molto facile vedere queste “ringhiere”; il perchè probabilmente è riconducibile alla presenza a pochi km dall’abitato di una base militare, precisamente l’idroscalo Ivo Monti sul Lago di Varano (anche se ho dei dubbi dato che gli idrovolanti atterravano in acqua; dunque forse venivano da Lesina o Foggia dove c’erano in totale decine e decine di piste di atterraggio fatte con con “PSP”). Sfruttando la facilità e la velocità di montaggio delle grelle si riusciva ad allestire una pista per l’atterraggio anche in poche ore. Da altre fonti sparse in rete apprendiamo che il recupero e la rivendita di queste griglie divenne una vera e propria fonte di guadagno in molte zone dove i

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VIDEO – Sei capodogli a largo del Gargano

Descrizione del video: Mentre si faceva traina a palamite, a 5 miglia da Vieste, appaiono magiche figure alla destra del gommone una per volta acquistano forma, sono Capodogli, sei , uno si distacca dal gruppo attratto dal testarossa che stavo recuperando e dalla palamita che aveva abboccato alla canna di Walter, … incontro alieno … no solo la curiosità di vederci da vicino fa si che il capodoglio staccatosi da gruppo si porta a 4 mt dalla poppa per veder titrare fuori la palamita, poi rientra in formazione e via verso il mediterraneo. Una rara eccezionale avventura che vogliamo condividere con tutti quelli che amano il mare e i suoi abitanti. Ringrazio Armando Quaglia per la segnalazione Rispondi al sondaggio sulla destra

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Amara terra mia è diventato un BLOG A IMPATTO ZERO

Alcuni giorni fa siamo stati contattati dallo staff del sito Dove Conviene, per partecipare ad un’interessante iniziativa con lo scopo di azzerare l’impatto ambientale del blog Amara terra mia. In pratica Dove Conviene ha deciso di sponsorizzare l’opera di I Plant a Tree (tradotto “pianto un albero”), creando l’iniziativa “Il mio blog è carbon neutral” grazie alla quale sono stati piantati già 500 alberi. Tutto quello che bisogna fare è inserire il logo dell’iniziativa sul proprio sito (nel nostro caso in alto nella colonna destra); così facendo sarà piantato un albero (a Göritz, in Germania) che servirà a controbilanciare le emissioni di CO2 provocate dalla produzione e dal consumo dell’energia necessaria per il funzionamento del server che ospita il nostro sito. Un utile scambio di favori insomma…loro ci guadagnano visibilità, noi gli facciamo pubblicità ma in cambio verrà piantato un albero che azzererà le “nostre” emissioni. Partecipare è semplicissimo ed invito tutti quelli che possiedono un sito/blog a farlo, basta andare qui. Su un altro sito aderente all’iniziativa ho scoperto comunque che in realtà esiste una legge, la 113/92, che obbliga i comuni a piantare un albero per ogni neonato…legge di buoni propositi ma..

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Padre Gabriele Antonio Musti, il prete che arrivò a Carpino “dalla Cina”

Epitaffio nella Chiesa di San Nicola di Mira, Carpino da Google Books, “Memorie istoriche della chiesa e convento di S. Maria in Araceli di Roma”, di Casimiro Romano Antonio Musti nacque nella Terra di S. Giovanni Rotondo il 21 febbraio 1661 da Sebastiano e da Maddalena Fiocco. I genitori lo educarono perfettamente nelle virtù cristiane. In età giovanile apprese con facilità e profitto le lettere umanistiche e poi la Filosofia, sotto la guida del maestro padre Sirena , religioso dei frati minori conventuali. Dio lo volle ab aeterno ministro del suo santuario e gli ispirò i principi più importanti della filosofia cristiana. La percezione della brevità delle cose terrene, dell’eternità dei castighi infernali e dell’incomprensibilità dei beni celesti, lo spinse ad entrare a far parte dei chierici secolari. Abbandonò quindi il paese, amici e parenti per ritirarsi nel convento di San Giovanni in Lamis, oggi convento di S. Matteo Apostolo, distante pochi chilometri da San Giovanni Rotondo. Qui il 21 marzo 1683 ricevette l’abito dei frati minori e gli fu imposto il nome di Gabriello, in aggiunta al nome di battesimo Antonio. Durante il noviziato acquisì modestia nell’apparire e sobrietà nel parlare; praticò il digiuno , la preghiera e la

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