Le origini e la fine del tarantismo

L’Italia non sarebbe uno stivale senza il tacco della Puglia, la regione più lunga e pianeggiante della penisola, tutta protesa verso Oriente. E non sarebbe la stessa senza lo sperone mistico del Gargano, l’angolo estremo di un triangolo di religiosità paneuropea che unisce Santiago di Compostela a Saint Michel in Normandia, l’Atlantico al Mediterraneo. La Puglia è stata considerata per millenni un finis terrae, la periferia di un continente da sfruttare grazie al grano delle pianure e all’olio dei suoi ulivi, centro di emigrazione laboriosa che ha contaminato della sua fatica l’Italia, l’Europa e il mondo intero.Una terra “matria”, con salde strutture familiari e un solido matriarcato, in cui la donna è stata da sempre protagonista perché l’uomo era costretto a emigrare per lunghi anni o durante la stagione della transumanza. Una caratteristica di questa regione è anche quella di avere conservato più a lungo che altrove alcune manifestazioni folkloriche in cui elementi magici e religiosi hanno convissuto insieme. Ciò è avvenuto perché la Puglia è luogo di frontiera e di continuo scambio tra terra e mare, tra agricoltori, pastori e pescatori, ma anche campo d’invasione e d’accoglienza, di scontri e d’incontri che hanno prodotto un meticciato culturale fondato su

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Il pane di una volta, fatto in casa

Prima di parlarvi del pane fatto in casa voglio farvi conoscere il forno e i fornai. Il forno era una stanza a piano terra, con la porta ad arco,una finestra che serviva a dar luce e aria, poi “l’altare del forno” cioe` il forno vero e proprio con un appoggio tipo davanzale detto altare; subito accanto una specie di ripostiglio stretto e nero in cui era ben stipato sotto l’ altare del forno. Accanto a questo deposito, una piccola vasca piena d’acqua in cui il fornaio spegneva gli strumenti di legno che usava per pulire, poi per alimentare il forno e infine per sfornare. In determinate occasioni, oltre al pane, venivano infornate pizze, taralli e la teglia di pane e carne. Tale ambiente era un po’ triste perche` le mura, la finestra, la volta erano annerite dal fumo… chissa` da quanti anni! Per non parlare del pavimento mal livellato e coperto di cenere e farina, il fornaio aveva un compito gravoso e facile ad ammalarsi, poiche` il suo lavoro si svolgeva di nottetempo. Ora ve ne spiego le ragioni, ma devo prima dirvi cosa faceva in casa mia madre. Finita l’ultima pagnotta, diventata alquanto dura, la mamma si apprestava a

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Ecco il primo contatto della Capitanata con l’Unità d’Italia – 1 febbraio 1863

da www.manganofoggia.it Per la prima volta dopo l’Unificazione avvenuta nel 1861, Foggia e la Capitanata prendono contatto con il potere centrale del nuovo Regno d’Italia, avendo subito e conosciuto fino a quel momento solo un cambio epocale, foriero di promesse non mantenute, presenza militare e azioni della forza di polizia. Perchè la Commissione? Per vedere e riferire al Parlamento della situazione venutasi a creare nella Capitanata e perchè il Governo adotti le decisioni più giuste. La Commissione incontrerà e sentirà i rappresentanti di un popolo composto da un elemento moderato che aveva voluto l’unione del Regno delle due Sicilie al Piemonte, sicuramente col presupposto e la garanzia che per sè nulla cambiasse, e che, invece, vedeva sconvolto l’ordinato vivere civile dal brigantaggio e dai disordini; la sinistra democratica, che chiedeva la fine delle discriminazioni politiche e l’utilizzo delle forze locali per la lotta al brigantaggio. Gli elementi illuminati che puntavano ad una politica economica e sociale a favore delle classi meno agiate, vera miniera di briganti; il potere militare, diffidente e geloso delle sue prerogative, convinto della necessità di più truppe, più carabinieri per riportare la pace e, infine, l’elemento reazionario o borbonico, anche di riflusso, da sempre avverso ai

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Le spie sul Gargano nel XVI secolo

Quel pellegrino a Manfredonia, cercava di passare inosservato, ma non gli sfuggiva niente di quello che accadeva intorno. Quel frate cercatore sconosciuto, a Lesina, riservava più attenzione agli atteggiamenti dei passanti che ad opere di bene. Quel cieco, a Vieste, aveva poco da dire ma quanto a vedere e sentire ci vedeva e sentiva anche troppo. Strano a dirsi oggi, ma cinquecento anni fa la Capitanata era un nido di spie, un covo di intrighi e delazioni, esposto ad azioni di spionaggio e controspionaggio, nel puro stile dei servizi segreti internazionali. Anche la provincia di Foggia era nell’orbita delle attenzioni della rete spionistica allestita dalla Repubblica di Venezia, quando la Serenissima era giunta alla massima espansione, nel 1500, a dominare gran parte delle coste adriatiche. Venezia, infatti, è stata tra i primi stati italiani a sviluppare un apparato di spionaggio e controspionaggio. È in quella fase che località del territorio dauno entrarono di frequente nei dispacci riservati delle spie al soldo dei Dogi. Intanto, la presenza di robusti monaci e pellegrini dallo sguardo attento si moltiplicava in tutti gli scali del litorale garganico, proprio mentre aumentavano le retate di ebrei convertiti al cristianesimo, accusati di spionaggio al servizio del corsaro

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I siti pugliesi idonei alle centrali nucleari, due ai limiti del Gargano

Ecco i possibili siti nucleari PUGLIESI tratti dall’elenco del Cnen (1979): Zona costiera di Taranto  Costa nord del Gargano in prossimità di Lesina (Foggia) Golfo di Manfredonia (Foggia)  Costa ionica a nord di Porto Cesareo (Lecce)  Costa ionica a sud di Gallipoli (Lecce)  Costa adriatica a nord di Otranto (Lecce)  Costa a sud di Brindisi  Costa zona Ostuni (Brindisi) Segnalazione di Giampietro Piemontese

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La Regione Puglia certifica oltre 200 ulivi secolari a Mattinata

La Giunta regionale pugliese ha approvato l’elenco degli ulivi della Puglia definiti “monumentali”. Sono ben 13O72. Sulla Montagna del Sole, la “parte del leone” è toccata a Mattinata, le cui distese di piantagioni d’ulivo rappresentano da sempre una delle sue attrattive più rinomate, oltre a produrre olio dì prima qualità. La Regione ha certificato come monumentali ben 207 alberi d’ulivo, la maggior parte dei quali si trova in contrada Funni (foglio 29 e particella 358-359 e foglio 5 particella 117). Certificati anche alberi in contrada Mattinatella (foglio 4 particella 60 e , 61) a pochi chilometri dal paese. L’elenco approvato dalla giunta regionale arriva a quattro anni dalla legge che bloccò il commercio di ulivi. La rilevazione è stata fatta dal Corpo forestale: i forestali hanno “censito” tenendo bene in mente i parametri previsti dalla Legge e cioè: la patente di ulivo monumentale andava data a piante dal tronco di almeno un metro di diametro Da quella data i proprietari avranno trenta giorni per opporsi alla classificazione. Dopo, quando l’elenco diventerà definitivo, agli uliveti monumentali—dice la legge pugliese — sono automaticamente sottoposti a vincolo paesaggistico . Abbatterli, spiantarli, venderli diventerà impossibile. Sempre che non si voglia incorrere in sanzioni che

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Ufo sui cieli della Daunia, gli avvistamenti

La foto è indicativa Giorni fa, leggendo questo interessante post su alcuni recenti avvistamenti di UFO nella nostra zona, ho visitato un sito molto interessante che riporta un lungo elenco di avvistamenti dagli anni ’50 fino agli anni ’90. Riporto i più interessanti: COSTA del GARGANO (FG) – 1966 – Il Dr. Gerardo Bagnulo notò, insieme alla moglie ed alle figlie, bassi sull’orizzonte, due corpi luminosi che si stagliavano nettamente contro un banco di nuvole. Il primo oggetto, più grande, aveva la forma di un sigaro, ma non era molto nitido; era di colore grigio-verde-azzurro, ed aveva un moto piuttosto irregolare. Il secondo, più piccolo, aveva la classica forma a “cappello da prete” con una cupola, di materiale trasparente, ben visibile; presentava, inoltre, una intensa luce fosforescente verde azzurra sul bordo esterno. Entrambi si muovevano da SUD-EST a NORD-OVEST, con un moto rettilineo e veloce intervallato da brevi pause. Il fenomeno durò alcuni secondi, e questo dette modo al Bagnulo di scattare una fotografia dello stesso. Il Centro Ufologico Nazionale, dopo essere venuto a conoscenza casualmente dell’accaduto, riuscì ad avere la foto ed il relativo negativo. Dalle analisi fotografiche fatte non risultò alcuna manipolazione del negativo; anzi si poté accertare

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