La criminalità garganica, secondo Lombroso era dovuta anche alle grotte

Riparliamo di Cesare Lombroso, il “noto” criminologo al centro di contestazioni nei mesi scorsi (vedi anche il nostro post); trattando dell’eventuale collegamento tra povertà, geologia dei terreni, mefitismo e tendenza al delitto cita più volte il Gargano e la Capitanata; riporto di seguito uno dei passaggi del libro “L’uomo delinquente in rapporto all’antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria”; vengono citati Carpino, Lesina e Monte Sant’Angelo come paesi dove facilmente si innescavano ribellioni popolari. Perchè permettiamo che il contadino dell’Alta Italia continui a mangiare un pane avvelenato che produce la pellagra,  quando le  leggi che applichiamo sì bene in città ci darebbero il modo di vietarlo? Perchè permettiamo  che  il miasma  febbrigeno  dei  campi  lo  uccida,  quando  una  spesa leggiera  in  opportuni  ricoveri  e  una  facile  rivendita  del  chinino  lo  salverebbero?  Perchè permettiamo, nel Gargano e nella Sardegna, che popolazioni  intere dimorino  in caverne sotto terra come ai primi tempi dell’umanità, e si dilaniino per la rivendicazione delle terre comunali? Testè  il  procuratore  del  Re  a  Lucera  diceva:  «A  far  diminuire  i  reati  sul  Gargano,  ad impedire gli ammutinamenti popolari in Montesantangelo, ove il popolo in più migliaia corse le vie gridando:    Abbasso  il Municipio!  a  prevenire  novelle  invasioni  popolari  sul 

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Il ritorno del lupo sul Gargano, un’altra conferma

Dopo il ritrovamento di qualche mese fa ecco un’altra conferma che il lupo è tornato. Sul Gargano si ritorna a gridare “al lupo al lupo”. Con l’arrivo dei primi freddi tornano sul Promontorio i lupi, e fanno danni. Un branco è stato avvistato sulle alture di Valle Carbonara, vicino Monte Sant’Angelo dove nella notte hanno ucciso alcune pecore di proprietà dell’allevatore Pasquale Santoro. Non è la prima volta che l’agricoltore montanaro subisce danni da fauna selvatica, soprattutto dai lupi che tra Monte Sant’Angelo e Carpino trovano il loro habitat naturale E se lo spirito ecologista potrebbe esultare per la presenza di questi animali, non è così per gli allevatori che preoccupati si sono rivolti alle associazioni di categoria per richiamare l’attenzione delle istituzioni, finora assenti sul problema. Sempre a Monte Sant’Angelo alcuni cittadini ieri mattina hanno rinvenuto una carcassa di lupo nei pressi del cimitero. Il lupo è stato trasportato presso gli uffici dell’ente Parco e da qui all’Istituto Zooprofilattico dove verranno stabilite le cause del decesso. I vari enti territoriali come Parco del Gargano e Regione Puglia stanno verificando la possibilità di attuare un apposito progetto che, oltre «a voler acquisire conoscenze dettagliate sullo status e la dinamica ecologica

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Giacomo Leopardi e gli “antri”…anche del Gargano

Casualmente mi sono imbattuto in un testo che mette in evidenza l’opera di Giacomo Leopardi con le grotte, in particolare ho scoperto che Leopardo parla anche della Grotta di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo. […] Nel 1821  con l’ abbozzo degli  Inni Cristiani, Leopardi parte dall’episodio dell’ apparizione di San Michele sul Gargano, figura associata proprio all’antro, e lascia intravedere un  ampliamento  della tematica attraverso questa annotazione:  “Azioni segrete degli spiriti animatori delle piante, nuvole ec. abitatori degli antri ec. E’  fama ec. e tutto quel poetico che ha la superstizione nella materia degli spiriti e geni.”Risale poi all’ anno successivo un’interessante annotazione  appartenente abbozzo dell’Inno ai Patriarchi:  “Iddio, o per se, o nei suo’ Angeli, non isdegnava ne’ principii del mondo di manifestarsi agli uomini, e di conversare in questa terra colla nostra specie.  [… ]E parlava loro: e la sua voce usciva dalle rupi e da’ torrenti ec. Le nubi, le nebbie, le piante erano abitate dagli Angeli che di tratto in tratto si manifestavano agli occhi umani. Le spelonche ec. (Apparizione di S. Michele sul monte Gargano, e quella a Gedeone ec.)”. Nell’ episodio di S. Michele sul Gargano, annotato in entrambi i testi, diventa centrale

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No al Parco eolico Off-shore di Lesina, San Nicandro, Cagnano Varano

Il Comitato per la tutela del mare del Gargano, nell’ambito dei propri indirizzi statutari e al fine di mettere in campo strumenti di cittadinanza attiva per preservare l’ambiente marino e costiero, pur essendo sensibile e convinto sostenitore di ogni iniziativa che preveda la realizzazione e produzione di energia elettrica basata su fonti rinnovabili e non inquinanti, ha già espresso la netta contrarietà, in data 2 febbraio 2010, alla realizzazione del parco eolico off-shore valutato in senso positivo dal Comune di Ischitella, al largo di Foce Varano e, in data 2 maggio 2010, alla richiesta del parco eolico nel tratto di mare antistante i comuni di Vico, Rodi, Peschici. Decisioni nate, giova precisarlo nuovamente, dalla valutazione dell’ incompatibilità della realizzazione di parchi eolici off-shore con l’attività turistica, principale fonte economica per molti paesi del Gargano, per l’attività di pesca e per la conservazione dell’ ambiente naturale e del paesaggio. Si continua a ritenere necessario il coinvolgimento più ampio degli enti e delle comunità garganiche in scelte che non possono e non devono rimanere circoscritte alla responsabilità dei singoli comuni, essendo decisioni che riguardano la modifica del paesaggio e dell’ambiente di un intero comprensorio ad alta valenza turistica, essendo il paesaggio e

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150 libici alle Isole Tremiti

Martedì 26 ottobre un gruppo di 150 libici è stato sulle Isole Tremiti per commemorare i 99 anni trascorsi dalla morte dei 1300 connazionali confinati sulle Diomedee. Guidata dal vice ambasciatore libico in Italia, Hafed Gaddur, e dal loro Imam la delegazione ha poi raggiunto il mausoleo commemorativo costruito 4 anni fa. Pioggia e mare mosso non hanno arrestato il viaggio. “E’ il primo anno che una delegazione così nutrita di libici si reca a Tremiti nella giornata del ricordo – ha spiegato il sindaco delle Tremiti Giuseppe Calabrese – oggi ho colto l’occasione per lanciare l’idea di far sì che il 26 ottobre divenga un appuntamento commemorativo fisso negli anni”. Per saperne di più

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Ferrovie del Gargano, 1995

Una serie di video girati da un appassionato di treni nel 1995; si tratta di una playlist quindi a fine video automaticamente si avvierà quello successivo. Buona visione

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La figlia del dottore, una figlia che onora il padre

La figlia del dottore arriva dal Gargano e precisamente da Monte Sant’Angelo, paese d’origine del cantante e produttore del progetto, Matteo Rignanese, già membro del gruppo di musica popolare “E’llariulà” (e le sue origini non le ha tradite dato che in “che sarà” c’è un acceno di un brano popolare di Monte S.Angelo, “Mont è lu paes mije”..c’è da considerare che la canzone inizia con il verso “paese mio che stai sulla collina”). La storia delle cover è molto variegata e complessa tanto da meritare un ampio discorso che non si può affrontare in questa sede. Tuttavia bisogna dare un contesto a questo progetto, questa “cover band” inconsueta, collocandola all’interno dell’ ampio panorama di gruppi musicali che hanno reinterpretato lavori altrui. La pratica del coprire i brani musicali è nata negli anni ’50 in America laddove durante la piena esplosione del rock’n’roll, che era una musica nata e praticata prettamente da cantanti afroamericani, bisognava fornire delle versioni di queste canzoni più orecchiabili e fruibili dalla massa popolare e per questo venivano riadattate da artisti bianchi. Queste versioni “ripulite” finivano con l’avere più successo e quindi col coprire le versioni originali dei brani che rimanevano pressocché sconosciute. Qualche decennio dopo in

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Lo sfregio delle donne nel passato presso i camorristi

Riporto un breve spezzone di un testo (anno 1876) del tanto criticato Cesare Lombroso che tratta dello “sfregio”, “un’usanza” in voga nel passato non solo tra i camorristi (praticata ancora oggi, specie nei paesi islamici). Ancora  il  De  Blasio  nei  suoi  interessanti  studi  sulla camorra ci narra che lo sfregio secondo  il modo come viene eseguito dicesi a scippo se fatto con pezzi di vetro, a sbarzo con rasoi dentellati (sgranati), e a cacafaccia (cacciando in faccia alla donna dello sterco umano). Lo sfregio a scippo si effettua dal camorrista non appena si accorge che la ragazza non vuol corrispondere al suo amore, ed  in questo caso  ‘ntaccata ‘e ‘mpigna può considerarsi come  l’anello matrimoniale,  poichè  non appena  la  fanciulla  viene  deturpata, subito  fra  la  famiglia  dello sfregiatore e della sfregiata si agghiusta o’ ‘nteresse e si cumbina ‘o matrimonio. Lo sfregio si pratica anche contro le donne infedeli o semplicemente sospettate tali. Talvolta non  ha  altro  scopo che  quello  di  contrassegnare  la donna  del proprio  cuore, perchè  qualche Don Giovanni  di  piazza,  riconoscendola per  la  bella  del  camorrista,  smetta  qualsiasi  velleità  di corteggiarla. E, strano pervertimento morale, le donne subiscono lo sfregio con orgoglio, come una prova sicura del

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