Il treno turistico della Foresta Umbra

di Domenico S. Antonacci AGGIORNAMENTO: UN “GIORNALISTA” NE HA “TRATTO SPUNTO” Grazie ad Ena Servedio (un giorno vi racconterò la sua incredibile storia) sono venuto a conoscenza di uno studio di fattibilità del progetto del trenino turistico nella Foresta Umbra (!e chi l’aveva mai sentita questa?). Di cosa si tratta? Lo studio, risalente al 2005, si compone di due volumi scaricabili in pdf (in fondo al post) all’interno dei quali vengono analizzate 3 possibilità di tracciato della linea ferroviaria. L’idea di partenza del progetto è quella di riutilizzare, in parte, il percorso della decauville, ovvero la ferrovia che portava i tronchi d’ albero dalla foresta fino alla segheria in località Mandrione, nel territorio di Vieste, dove venivano poi lavorati e spediti al porto di Vieste tramite un altro tratto di ferrovia…da qui la partenza per varie località dell’Adriatico. Lo scopo del progetto è, chiaramente, quello di offrire un nuovo servizio per la fruizione turistica della foresta attraverso un “tour” di una durata che varia dai 45 ai 60min (a seconda dell’ ipotesi di tracciato presa in esame) intervallato dalla presenza di alcune strutture già esistenti (ex caserme della Forestale oggi in abbandono) riadattate a stazioni, piccoli ristoranti o “case del

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Iniziano i lavori d’urgenza all’abbazia di Kàlena di Peschici

La Sovrintendenza ai Beni Architettonici della Puglia, dopo un accurato sopralluogo, ha imposto ai proprietari del complesso abbaziale di Calena a Peschici, di eseguire una serie di lavori di consolidamento statico dei fabbricati, per le cui spese si rivarrà sugli stessi titolari. Si tratta di opere d´urgenza necessarie ad evitare ulteriori crolli e deterioramento. Se volete saperne di più sull’abbazia cercate “kàlena” qui a destra.

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PON C3: “SENTINELLE DEL MARE” LE(g)ALI AL SUD: UN PROGETTO PER LA LEGALITA’ IN OGNI SCUOLA

Un Pon C3 di educazione ambientale sulle torri costiere “sgarrupate” del Gargano e del Salento, attuato dall’Istituto superiore “Mauro del Giudice” (ITCG di Rodi Garganico e IPSIA di Ischitella)   I paesi costieri del Gargano, soprattutto nel Medioevo, hanno avuto un’intensa vita commerciale e marittima. A Peschici e a Vieste, durante la monarchia di Carlo I d’Angiò, funzionavano due importanti cantieri navali. Il tratto di mare Adriatico prospiciente la Puglia venne protetto dalle navi della Serenissima Repubblica di Venezia, che combatté strenuamente contro la pirateria costiera. I monaci di Tremiti offrirono una base logistica alla flotta veneziana che controllava l’Adriatico e lo difendeva dagli attacchi dei Turchi e dei pirati dalmati. L’impiego di strutture fortificate lungo la costa pugliese costituì, sin dal medioevo, un importante baluardo contro gli assalti dal mare. Le città costiere furono fortificate con mura e  castelli; lungo i litorali vennero costruite torri di avvistamento. La difesa costiera non era soltanto una questione pugliese, ma dell’intero Regno delle due Sicilie. Nel 1532 il viceré don Pietro di Toledo ordinò la costruzione, lungo le coste dell’Italia meridionale, di una serie di torri. Esse divennero sia dei presidi militari a difesa del territorio sia dei punti di osservazione e

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Un ricordo dei trabucchi del Gargano di Riccardo Bacchelli

Trabucco San Nicola www.altrabucco.it – foto Antonacci Fremono al vento fresco le lunghe braccia, le gracili impalcature e i cordami delle gran reti a bilancia, che si sporgono sull’Adriatico pescoso dalle rupi nelle vicinanze d’ogni paese della riviera. Dappertutto vi sono gabbiani, come, dappertutto, la storia racconta terremoti e rovine di saraceni, di pirati dalmati, di turchi bestiali in questi paesetti, ai quali oggi il mare dà tanta pace quanta già diede guerra nei tempi andati. Riccardo Bacchelli

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LIVE A CARPINO SABATO: SUONI DI SOTTO – MUSICHE DELLA TRADIZIONE METICCIA

Chapeau presenta… SUONI DI SOTTO – MUSICHE DELLA TRADIZIONE METICCIA Questo progetto nasce dall’intesa musicale di sei elementi, alcuni dei quali di impostazione accademica, che hanno saputo mescolare tradizione e innovazione. Già il nome del progetto è la chiave di lettura che ci permette di entrare in un nuovo laboratorio di musica popolare impegnato nel recupero delle radici del Sud. Il live dei “Suoni di Sotto”vi catapulterà in un viaggio alla scoperta di melodie passate che gli artisti, seppur provenienti da tradizioni musicali diverse, hanno saputo vestire di eleganza e modernità. Il gruppo, dall’invidiabile curriculum: – Luciano Castelluccia, coinvolgente front man del progetto, suonatore di percussioni e creatore di effetti speciali. – Antonio Manzo, che con le sue trenta tammorre scandisce il ritmo di tarantelle, pizziche e tammurriate. – Antonio Pizzarelli, le cui melodie riecheggiano tra il flebile e acuto suono del flauto e il carattere forte e deciso del clarinetto. – Antonella Gallo, voce giovane e freschissima che studia e forma sin da piccola, cantando con diversi gruppi locali. – Vincenzo Aniello, che ha saputo mettere i sui accordi classici al servizio della musica popolare. – Giovanni delle Fave, fisarmonicista, che pur avendo da poco sposato la musica popolare,

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VIDEO – Matteo Salvatore e Gabriella Ferri parlano del folk/folklore su Rai 2

di Domenico Sergio Antonacci Speciale per voi, una trasmissione a cavallo tra anni ’60 e ’70 condotta dal foggiano Renzo Arbore. Non so se sia stata d’avanguardia la Rai di ieri o se sia retrograda quella attuale. Gruppi e cantanti emergenti, discussioni senza copioni,domande scomode,stupide,intelligenti..insomma la realtà, si discuteva di musica in tv senza peli sulla lingua. In questo caso il nostro Matteo Salvatore e Gabriella Ferri difendono a spada tratta il “genere folkloristico” (siamo nel 1970). Questo eccezionale documentario inviatomi via posta da Leonardo Lunetta (che ringrazio) è un documento visivo eccezionale che dimostra come già negli anni ’70 ci fosse un pensiero maturo su quella che veniva definita musica folkloristica (e non tradizionale o popolare) prima di assistere, secondo il mio parere, ad una “caduta di stile” negli anni ’80. Interpreti e studiosi già consapevoli, dunque, del valore delle canzoni, della loro genesi, del mondo che vi si cela dietro a dispetto di un pubblico molto spesso agli opposti, denigratore delle “canzonette folkloristiche italiane” e attratto più da altri lidi (vedi Bob Dylan)…succede anche oggi. Purtroppo il video ha qualche problema con il video (si blocca) e l’audio (a volte si sente male); ho provato diverse volte a

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Ecco come vi spiego il turismo sul Gargano in poche righe

S.Menaio-Hotel Bellariva, una delle prime strutture ricettive (anni ’30) Lo sviluppo turistico del Gargano ha la sua fase di avvio negli anni ’50-’60 nella forma di campeggio libero di amanti della natura. Conosce però un fondamentale momento di trasformazione nel 1965, con la realizzazione, ad opera dell’ENI, del centro turistico Pugnochiuso, che rappresenta, infatti, la prima importante struttura turistico-alberghiera realizzata sul Gargano (precedentemente erano stati realizzati solo un albergo – di proprietà dell’ACI prima, e dell’EPT dopo, ed un campeggio in località San Menaio). A partire da questo momento comincia la proliferazione di strutture ricettive, che si sviluppano quasi esclusivamente lungo la costa, nel tratto compreso tra Mattinata, Vieste, Peschici, San Menaio, Rodi Garganico, e in particolar modo sulla fascia costiera sabbiosa, più facilmente accessibile. Non si può, però, parlare di una “politica di sviluppo turistico”dato che l’insieme delle attività messe in atto si basa sull’improvvisazione, sulla iniziativa individuale, sulla crescita quantitativa di posti letto, piuttosto che sulla dotazione di nuovi servizi e sull’ampliamento del prodotto turistico offerto. Si punta esclusivamente sul turismo balneare, senza tenere conto delle diverse opzioni e tipologie di servizio possibili. Il moltiplicarsi delle iniziative ricettive delinea così, con il passare del tempo, una struttura di

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