“Foglie di Vitae”, presentato il pestato Made in Puglia

Per il primo appuntamento di “Buono a sapersi”, organizzato da Gargano Experience a Manfredonia, è stato presentato l’originale e innovativo pestato di “Foglie di vitae”, prodotto da Barbara Santovito a San Ferdinando di Puglia. Una bella storia di coraggio oltre che di una delle poche donne imprenditrici nel settore agricolo nel territorio nord pugliese.

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FOTOGALLERY: I graffiti dello xenodochium di San Raffaele nella Valle Carbonara a Monte Sant’Angelo

di Domenico Sergio Antonacci Capita che durante un picnic in famiglia si facciano scoperte inaspettate, magie dell’avere l’IGM 1:25.000 sul telefono. E così scopri che, a due passi dalla salsiccia che cola sano e abbondante grasso, c’è ciò che resta dello xenodochium di San Raffaele, una sorta di stazione/ospizio per i pellegrini che giungevano alla valle Carbonara dai centri del Gargano nord e dalla Valle di Stignano prima di salire al Santuario grotta di San Michele di Monte Sant’Angelo. Salti una macera ed è lì, ci entri, provvisto di fotocamera come da manuale (cosa buona e giusta portarla con sé in queste occasioni, che non si sa mai), giri, scambi impressioni con Maria e Sara e cerchi di stare dietro a quest’ultima che ti scova un graffito dopo l’altro, segni dai significati spesso a noi oscuri che lasciavano i viandanti. Di informazioni storiche su questo edificio purtroppo ancora non ne ho: trasformato in una masseria (probabilmente negli ultimi due secoli), con decorazioni sparse qua e là (probabilmente a seguito dei vari terremoti, e ricordiamoci anche che siamo nella famigerata faglia…), viene assegnato addirittura al settimo secolo sulla Carta dei Beni Culturali della Regione Puglia. La zona gronda storia (come il grasso della salsiccia di cui sopra); si segnala la presenza di ipogei paleocristiani nelle località vicine di Coppe San Leonardo e San Venanzio (senza parlare degli ultimi recenti rinvenimenti della sovrintendenza sul versante sud della valle) e la stazione paleolitica dove si ritrovano vari strumenti in selce (o ciò che ne resta). Vi lascio alle foto con le didascalie. Chiedo venia per la presenza della firma al centro, ma in giro ci sono certi “studiosi”… Quando si tratta di edifici in abbandono facile che la vegetazione prenda il sopravvento danneggiando, con le radici, intonaci e strutture murarie. Dalla facciata, rivolta

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17 milioni di euro per riqualificare beni immobili artistici dei Comuni

Abbazia di Kàlena, Peschici (tra le prime abbazie d’Italia) “Diciassette milioni di euro sono a disposizione dei Comuni pugliesi che intendono procedere alla ristrutturazione e riqualificazione del proprio patrimonio architettonico e artistici”. Ne dà notizia l’assessore Gianni Liviano che continua: “L’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia ha, infatti, emesso l’avviso pubblico per il finanziamento di interventi di recupero, restauro e valorizzazione di beni culturali immobili e mobili di interesse artistico e storico appartenenti a enti pubblici – Comuni, Province, città metropolitane – della Regione Puglia” L’avviso pubblico rientra nell’accordo di programma quadro (Aqp) “Beni e Attività culturali”, FSC Fondo di Sviluppo e Coesione 2007/2013, sottoscritto dalla Regione Puglia, dal Mibact e dal Mise il 13 novembre 2013, ratificato con delibera di Giunta regionale n. 2165 del 19 novembre 2013 (pubblicato sul Burp n. 158 del 3 dicembre 2013) e successivamente modificato con procedura scritta, avviata il 18 dicembre 2014 e conclusa l’8 gennaio 2015 (Dgr n. 461 del 17 marzo 2015). L’accordo quadro di programma, appunto, contempla la scheda n. 45, relativa all’azione di recupero, restauro e valorizzazione dei beni architettonici e artistici, che mette a disposizione 16 milioni 969mila 690 euro e 92 centesimi. La realizzazione degli interventi oggetto del finanziamento dovrà rispettare le prescrizioni contenute nella delibera Cipe del 30 giugno 2014 n. 21 che fissa al 31 dicembre 2015 il termine ultimo per l’assunzione, da parte dell’Ente beneficiario, delle Obbligazioni giuridicamente vincolanti (Ogv) pena la revoca del finanziamento. La finalità degli interventi previsti dalla scheda 45 è di qualificare, attraverso il potenziamento della valorizzazione e fruizione dei beni su cui si interviene, il contesto territoriale di appartenenza. Inoltre, i progetti saranno selezionati in base alla loro capacità di stimolare l’occupazione e l’economia locale, attivare le filiere produttive associate alla fruizione culturale e promuovere la valorizzazione

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Foto reportage: Making vincotto di fichi

Il vincotto di fichi (o mostocotto, a seconda dei paesi e delle zone) non è altro che semplice e lenta riduzione dei fichi fino a raggiungere la consistenza di uno sciroppo dal gusto perfettamente rotondo e dolce adatto per la preparazione di dolci e bibite, e adatto anche ai bambini e agli anziani in ragione delle sue grandi proprietà salutistiche. La sua preparazione è lenta e complessa, e comincia dalla raccolta (non sempre facile) di diversi kg di fichi. Tradizionale è la cottura di una pasta (a Carpino chiamata puccëlateddë, a Cagnano sfringëlë) nel vincotto che bolle nella sua ultima fase di preparazione; un tempo la preparazione del vincotto, così come quella della salsa, costituiva un importante momento di aggregazione di nuclei familiari all’interno dei quartieri dove la condivisione era un valore importante e necessario. Continua qui per vedere tutte le foto

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