Peso di Airbnb nei comuni del Gargano: scopri chi offre più alloggi ogni 1000 abitanti

Alloggi Airbnb ogni mille abitazioni: – Peschici, 169 alloggi ogni 1000 abitaz. – Vieste, 101 alloggi ogni 1000 abitaz. – Mattinata, 93 alloggi ogni 1000 abitaz. – Rodi, 55 alloggi ogni 1000 abitaz. – Vico, 46 alloggi ogni 1000 abitaz. – Ischitella, 31 alloggi ogni 1000 abitaz. – Monte SA, 20 alloggi ogni 1000 abitaz. – Lesina, 18 alloggi ogni 1000 abitaz. – Manfredonia, 6 alloggi ogni 1000 abitaz. – Carpino, 8 alloggi ogni 1000 abitaz. – Cagnano, 3 alloggi ogni 1000 abitaz. Leggi tutto Via Michele Falco Intanto si parla sempre di più del sommerso nel settore della case in affitto.

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Rubata una panchina lungo la Via Francigena (non è la prima!)

di Michele del Giudice L’IMBECILLUS GARGANICUS ha rubato un’altra panchina lungo la Via Francigena/Micaelica nel Gargano, all’inizio (a scandere) della stupenda Fajarama che, in una faggeta meravigliosa, arriva all’antico convento/hospitale di San Matteo. Ora questa panchina allieterà un cortile di qualche squallida casa di campagna nell’agro di San Marco in Lamis. E il ladro, squallido proprietario di un cortile squallido, sarà contento di possedere una panchina non “pagata”. E questo poveraccio protesterà contro uno Stato, contro una Amministrazione, contro la Polizia e Carabinieri quando qualche suo amico gli ruberà una pecora. Sono avvilito. Link post originale facebook

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Mafia a Mattinata: la sentenza del TAR dimostra un legame indissolubile con la politica

Immediato.it I giudici del Tar Lazio hanno certificato l’esistenza della mafia nel Comune di Mattinata, respingendo il ricorso degli ex amministratori e confermando lo scioglimento dell’ente per infiltrazioni criminali. Nella sentenza sono pubblicati punto per punto gli episodi che hanno portato alla decisione presa dal Ministero dell’Interno nel marzo 2018. Demolita la linea difensiva capeggiata dall’avvocato Pasquale Lanzetta che ha insistito nella negazione del fenomeno mafioso. I ricorrenti, guidati dall’ex sindaco Michele Prencipe, si sono difesi affermando che una sentenza del genere avrebbe compromesso la loro onorabilità ma, su questo punto, il Tribunale di Foggia è andato anche più a fondo, dichiarandoli incandidabili appena qualche settimana fa. Auto incendiate per autocombustione e altri goffi tentativi dell’avvocato sono naufragati ben presto. Nella sentenza sono invece emerse, in modo fragoroso, tutte le promiscuità tra mondo politico e criminale e le figure compromesse dei dirigenti dell’ente comunale. Tornano alla memoria le figuracce fatte dai rappresentanti della politica locale, che vaghi e facendo spallucce, negavano la mafia davanti alle telecamere della Rai, caldeggiati sui social dai soliti sparuti gruppi di sostenitori e leoni da tastiera, pronti ad attaccare la stampa ad ogni articolo sulla criminalità mattinatese. Pochi dubbi sulla “continuità – si legge in sentenza – che ha caratterizzato la conduzione dell’ente negli ultimi anni, atteso che ben quattro membri dell’attuale consiglio comunale, nonché il sindaco ed il vicesindaco, hanno fatto parte dell’amministrazione eletta nel 2010”. Emerge inequivocabile la figura di un grande accusatore a detta del quale il sindaco Michele Prencipe era in “totale continuità con chi guidava l’Amministrazione precedente ‘da cui prende ordini’”. Il riferimento è all’ex sindaco Lucio Roberto Prencipe (PD). Il grande accusatore è l’ex assessore Raffaele D’Apolito, figlio dell’ispettore di Polizia Bartolomeo (sotto processo per violenza privata e che riferiva di intercettazioni di un sindaco nella masseria del boss). Raffaele D’Apolito che si è dimesso il 24 agosto 2015 “avendoregistrato la inspiegabile forte contrarietà personale del sindaco alla

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